NAMIBIA-SUD AFRICA

DIARIO DI VIAGGIO IN NAMIBIA E SUD AFRICA

AUS-KOLMANSKOP-LUDERITZ-AUS

12 Agosto  Sereno
AUS-KOLMANSKOP-LUDERITZ-AUS (250 km)

Stamani sveglia alle 6,45, puntiamo verso l’Oceano Atlantico e la città di Luderitz. Lungo la strada il deserto lascia il posto al deserto di sabbia rosa/gialla, dopo poco più di un ora ariviamo a Kolmanskop, una vecchia (dei primi del ‘900) città mineraria fantasma, la città si sviluppò grazie alla scoperta dei diamanti, ebbe un periodo molto florido, artisti di teatro venivano ingaggiati dall’Europa per fare spettacoli nel teatro locale, la città contava allora tra i 2000 e i 3000 abitanti ed aveva un ospedale da 250 posti letto. Poi furono trovati diamanti più a sud e Kolmanskop fu abbandonata. Oggi restano avanzi di case sepolte e invase dalla sabbia, il teatro, resti della linea ferroviaria che mossa da muli fungeva da rete tramviaria, la visita è interessante.

 

Altri 10 chilometri e giungiamo sull’Oceano Atlantico a Luderitz, il primo insediamento tedesco in Namibia, una cittadina davvero singolare, sembra un paese tedesco catapultato nel deserto con il freddo Oceano Atlantico che fa da contorno. Interessante la chiesa luterana sulla collina (che da piccolo avevo visto sul mio libro di geografia e che mi aveva fatto fantasticare su Luderitz), la città ha anche belle case ed edifici pubblici coloniali in stile tedesco, si trova in una bella baia, qui ultimamente è in forte ascesa l’industria della pesca, grazie sembra ad investimenti spagnoli. Pranziamo all’Eagle Nest Hotel, situato in bella posizione sul mare. Tentiamo quindi di raggiungere Diaz Point, dove sbarcò Bartolomeo Diaz nel 1487, e dove a ricordo del suo sbarco vi pose un padrao. A causa delle piogge la zona è invasa delle acque, dopo un primo guado che attraversiamo quasi senza problemi, a parte il fatto di aver lasciato un finestrino aperto dal quale l’acqua è entrata schizzandoci tutti, arriviamo a poche centinaia di metri da Diaz Point, ma qui un lago d’acqua ci sbarra la strada e ci impedisce di raggiungere la nostra meta.

Sulla via del ritorno abbiamo ammirato diverse specie di piante e fiori cresciute grazie alle piogge sorprendenti di quest’anno, secondo quanto ci ha raccontato la nostra guida erano più di 40 anni che non si verificavano precipitazioni così intense. A pochi chilometri da Aus ci fermiamo a vedere i famosi cavalli selvaggi, davvero un bello spettacolo, centinaia di cavalli (forse 200) che pascolavano liberi in una vallata di erba gialla, sembra che i cavalli siano stati lasciati qui durante la prima guerra mondiale della truppe tedesche in ritirata e che siano riusciti ad ambientarsi in questo difficile clima desertico.

Il viaggio continua: AUS-FISH RIVER CANYON

 

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