| Poco dopo
l'unione del Portogallo con la Spagna, Filippo II impose il divieto per gli olandesi di
commerciare e utilizzare i porti iberici, questo atto conseguenza della ribellione
olandese al sovrano spagnolo, precluse agli olandesi, improvvisamente,
l'approvvigionamento dei ricchi beni provenienti dalle colonie di questi due paesi. Filippo II così facendo pensava di dare un duro e definitivo
colpo alle ambizioni olandesi, ma il divieto invece sortì l'effetto opposto, infatti i
commercianti olandesi furono spronati ad attaccare i possedimenti oltremare della
monarchia iberica allo scopo di by-passare il blocco loro imposto e con il rischioso ma
ambizioso obiettivo di controllare loro stessi il mercato commerciale ultramarino al posto
del loro acerrimo nemico Filippo II.
In questa ottica sono da ricondurre le prime spedizioni
olandesi lungo la costa del Golfo di Guinea. Nel 1596 una spedizione equipaggiata per la
casa commerciale zeelandese Moucheron assaltò, senza successo, il castello di São Jorge da Mina nella Costa d'Oro (attuale Ghana), esso era la
principale base che i portoghesi avevano nell'area.
I mercanti olandesi che avevano iniziato a frequentare
l'area facendo aspra concorrenza ai mercati portoghesi nel giro di 15 anni riuscirono ad
estrometterli dal commercio di oro, avorio, cera e pepe. Soltanto il commercio degli
schiavi rimase per il momento sotto il controllo dei portoghesi, ma solo perché per il
momento non interessava agli olandesi.
Gli olandesi, dopo il fallito attacco alla principale
fortezza portoghese di São Jorge da Mina, pensarono che poteva essere utile una base
d'appoggio nella zona, e allo scopo allestirono una spedizione contro l'isola, sotto
controllo portoghese, di Principe. Anche questa spedizione fu inviata dalla casa
commerciale zeelandese Moucheron, che vedeva la conquista dell'isola di Principe come una
base per una successiva espansione nel Golfo di Guinea e la successiva possibile conquista
della ricca isola zuccherifera di São Tomé che era il principale obiettivo. Secondo i
piani sull'isola di Principe doveva essere costruita una fortezza. La spedizione, che era
composta da 5 navi sotto il comando di Cornelis van Moucheron, raggiunse Principe
nell'agosto 1598 e con un assalto di sorpresa, gli olandesi, occuparono l'isola. Una volta
occupata Principe, fu sbarcato dalle navi il materiale necessario alla costruzione della
fortezza, che era stato appositamente trasportato dall'Olanda, e sotto il comando di
Cornelis van Moucheron, che fu nominato governatore dell'isola, furono iniziati i lavori
di costruzione. Purtroppo per gli olandesi, che evidentemente non erano troppo pratici
della zona, ebbe inizio la stagione delle piogge che portò aria insalubre, cosicché
molti uomini della spedizione si ammalarono e alcuni morirono di febbri malariche. La
cattiva stagione e gli attacchi dei portoghesi di São Tomé costrinsero gli olandesi ad
abbandonare l'isola di Principe dopo circa tre mesi d'occupazione.
Nonostante questo fiasco, l'anno successivo nell'ottobre
del 1599 una nuova più grande spedizione giunse questa volta nell'isola di São Tomé. La
nuova armata era composta da 36/40 navi comandate da Pieter van der Does ed era anche
questa, in parte, equipaggiata dai Moucheron. São Tomé era difesa da una milizia formata
dagli abitanti e dagli schiavi e da un piccolo forte, il forte São Sebastião che non
poteva fornire adeguata protezione alla popolazione e alla città, esso era equipaggiato
con poca artiglieria, soltanto sei piccoli cannoni e due bombarde, aveva poca polvere da
sparo e mancava di una gurnigione di professionisti, secondo le fonti portoghesi l'unico
soldato professionista dell'intera isola era un sergente-maggiore. Il 18 ottobre 1599, di
prima mattina, la flotta olandese giunse in vista di São Tomé, nonostante che i
portoghesi avessero saputo da alcune settimane dell'arrivo della flotta olandese sembra
che poco era stato fatto per migliorare le difese dell'isola. Giunte in porto le
imbarcazioni olandesi iniziarono a cannoneggiare la città che a metà mattinata fu
evacuata dai portoghesi che si nascosero nell'interno dell'isola, un piccolo contingente
di circa 20 portoghesi assieme al governatore Fernando de Meneses si era invece rinchiuso
nel forte dove per altre tre ore resistette agli olandesi per poi arrendersi, il forte fu
quindi occupato. Nel frattempo i portoghesi fuggiti dalla città si riorganizzarono e
sotto il comando di João Barbosa da Cunha tentarono un controattacco il 20 ottobre,
secondo le fonti portoghesi fu questo attacco a costringere gli olandesi a ritirarsi,
mentre secondo le fonti olandesi il motivo del fallimento della spedizione era da
ricercare nel clima malsano di São Tomé, infatti anche questa volta gli olandesi avevano
scelto la peggiore stagione, era infatti l'inizio della stagione delle piogge (che va da
ottobre a giugno) e furono piogge equatoriali incessanti, che causarono malattie tra le
truppe olandesi, in pochi giorni morirono circa 1200 uomini compreso il comandante della
spedizione Pieter van der Does. Dopo due settimane i resti della spedizione abbandonarono
São Tomé, non prima di aver dato fuoco alla città, distrutto il forte e aver
saccheggiato e bruciato le chiese e le fattorie dell'isola. |
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