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Last update: 16/06/2007
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FIRENZE,
FLORENCE, FLORENZ, FLORENCIA
GROTTA DEL BUONTALENTI NEL GIARDINO DI
BOBOLI |
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| La Grotta
del Buontalenti, fu realizzata tra il 1583 e il 1593 da Bernardo Buontalenti (Firenze
1536-1608), questa grotta è uno dei più importanti luoghi del Giardino di Boboli, è una
grotta artificiale riempita di false stalattiti e stalagmiti, con statue di pecore,
pastori e dei romani. La facciata è un lavoro di Giovanni Battisata del Tadda. La grotta
è formata da una serie di tre camere comunicanti: la prima, con decorazioni a stucco, è
caratterizzata da scene pastorali di Bernardino Poccetti (1542-1612) ed ospitava fino al
1924 i "Prigioni" di Michelangelo (ora alla Galleria dell'Accademia, nella
grotta ci sono delle copie); la seconda contiene un gruppo di statue di marmo che
rappresentano Paride e Elena, scolpite da Vincenzo Rossi da Fiesole (1525-1587); la terza,
ha affreschi del Poccianti, e una bella fontana del Giambologna (1529-Firenze 1608) che
rappresenta Venere al Bagno. La grotta è situata vicino all'ingresso del Giardino di
Boboli e nel punto dove sbocca il Corridoio Vasariano. |
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| La facciata della Grotta del Buontalenti.
La facciata è un lavoro di Giovanni Battista del Tadda. |
| Bernardo
Buontalenti (Firenze 1536-1608) fu architetto, scultore, pittore, miniaturista e ingegnere
militare, fu uno dei protagonisti dell'architetture toscana nel XVI secolo. Come
soprintendente delle fattorie militari e civili del Granducato, egli sovrintese alle
fortificazioni di Firenze, Prato, Livorno, Pistoia, Grosseto, Siena e a quelle dell'isola
d'Elba. Buontalenti inventò anche equipaggiamenti da guerra, strumenti meccanici, automi
e ingegnosi apparecchi per l'intrattenimento degli ospiti. I suoi più importanti lavori
comprendono la villa e il giardino di Pratolino, il contributo alla costruzione degli
Uffizi, la Grotta nel Giardino di Boboli, la Fortezza di Belvedere, le ville di Artiminio
e di Cerreto Guidi, il suo lavoro a Poggio a Caiano, e il porto di Livorno. |

| I delicati colori del soffitto della prima
camera, con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguite da Bernardino
Poccetti (1542-1612). |

| I delicati colori del soffitto della prima
camera, con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguite da Bernardino
Poccetti (1542-1612). |
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| I delicati colori del soffitto della prima
camera, con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguite da Bernardino
Poccetti (1542-1612). |

| Lo stemma dei Medici e le due figure che
rappresentano la "pace" e la "giustizia". L'emblema della famiglia
Medici, un numero di palle rosse su uno scudo d'oro, è esposto su molti palazzi di
Firenze e della Toscana. Le origini dello stemma mediceo, il cui disegno fu cambiato
diverse volte negli anni, non sono conosciute. La palla sula cima è blu ed è dipinta con
i gigli di Francia, in accordo con i privilegi ricevuti dal re di Francia Luigi XI in
cambio dei servigi diplomatici ricevuti. |

| L'interno della prima camera. Le
decorazioni in bassorilievo sono opera di Pietro Mati. Le due statue (sull'estrema destra
e sull'estrema sinistra) sono copie dei "Prigioni"di Michelangelo (gli originali
sono adesso alla Galleria dell'Accademia). Sullo sfondo è visibile una statua di marmo
che rappresenta il rapimento di Paride e Elena, statua eseguita da Vincenzo Rossi da
Fiesole (1525-1587). |
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