Categorie
Colonialismo olandese Colonialismo portoghese Sri Lanka

La storia di Batticaloa (Sri Lanka) durante la dominazione portoghese e olandese

Scritto da Marco Ramerini

BATTICALOA (07°42’N – 81°42’E)
Portoghese: Forte Nossa Senhora da Penha de França (1628)
Olandese: Fort ?
Baluardi di:
Portoghese: Santa Cruz; ……?……; ……..?………;……?…..
Olandese: Amsterdam; Haarlem; Colombo; Galle.

Portoghese: Luglio 1628 – 18 Maggio 1638
Olandese: 18 Maggio 1638 – 1640 ?
Re di Kandy: 1640 ? – 1668
Olandese: 1668 – 18 Settembre 1795
Inglese: 18 Settembre 1795 –

La costa orientale dell’isola di Ceylon è un continuo susseguirsi di lagune, su un isola vicino allo sbocco della laguna nel mare è situata la città di Batticaloa. A partire dagli anni attorno al 1565, i Portoghesi, iniziarono a riscuotere tributi sia dalla città di Trincomalee che da Batticaloa, essi riscutevano anche le tasse sulla merce esportata dal regno di Kandy attraverso i porti delle due città.

Nel Giugno 1602, l’ammiraglio olandese Joris Van Spilbergen sbarcò nelle vicinanze di Batticaloa e da qui procedette verso Kandy, nel tentativo di stipulare un alleanza con il Re di Kandy contro i Portoghesi. Spilbergen riuscì ad ottenere protezione e privilegi commerciali per i mercanti Olandesi, e nel Settembre dello stesso anno ripartì.

Tre mesi dopo la partenza di Spilbergen, un altra spedizione Olandese raggiunse Batticaloa, alla sua guida c’era il vice ammiraglio Sebald de Weert, egli venne inizialmente accolto con grande entusiasmo dal Re di Kandy Vimala Dharma Suriya I, poi però nella sua seconda visita al re, a causa del suo comportamento le cose precipitarono, e de Weert venne ucciso.

Comunque, Batticaloa divenne durante quegli anni il luogo preferito di sbarco delle flottiglie Olandesi in cerca di contatti con il regno di Kandy. I Portoghesi vennero ben presto a conoscenza di tutti questi contatti tra i Kandyani e gli Olandesi, ma fu solo dopo l’occupazione di Trincomalee che si decisero a costruire un forte anche a Batticaloa, e ciò fu fatto senza dubbio nel tentativo di tagliare definitivamente i contatti tra Kandy e gli Olandesi.

Il forte fu fatto erigere, su ordine di Costantino de Sá e Noronha, a Damião Botado nel Luglio del 1628 e venne chiamato “Forte da Nossa Senhora da Penha da França”, il piccolo forte di Batticaloa, fu costruito su un isola che proteggeva la baia, dove le barche potevano entrare solo con l’alta marea, l’isola era ed è chiamata isola di Puliyantivu. Il forte era di forma quadrata, con quattro baluardi armati da 12 cannoni di ferro, al suo interno vi era una chiesa e un magazzino per le merci e le munizioni. Esso aveva una guarnigione di 40 – 50 soldati, un capitano, un conestabile, un cappellano e 20 casados.

I due forti Portoghesi della costa orientale, Trincomalee e Batticaloa, essendo centri di minor importanza, furono messi sotto la giurisdizione del capitano maggiore di Jaffna. L’occupazione di Batticaloa, portò di nuovo la guerra tra Kandy e il Portogallo, Senerat tentò in tutti i modi di impedire la costruzione del forte, ma i suoi generali vennero ripetutamente sconfitti dai Portoghesi nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre 1628.

Alla fine del 1628, un nuovo assedio del forte venne tentato dai Cingalesi, il forte resistette bene, poi a metà del 1629 Da Sa arrivò con una nuova spedizione di 200 Portoghesi e 1.000 Lascarins e riuscì a liberare dall’assedio Batticaloa. Nel Marzo-Aprile 1630, Batticaloa fu di nuovo attaccata, ma il capitano del forte, Manoel Pessoa de Carvalho riuscì a respingere gli attacchi.

Il 3 Aprile 1633, un trattato di pace venne firmato fra i Portoghesi e il re di Kandy, il punto principale del trattato era la definitiva cessione di Batticaloa al Portogallo, Senerat, si impegnava anche a pagare un tributo di due elefanti all’anno, mentre le rendite doganali di Batticaloa erano divise equamente.

Il luogo scelto per la costruzione del forte di Batticaloa, aveva diversi punti deboli, infatti mancava di una fonte di approvvigionamento dell’acqua all’interno delle mura, il canale che separava l’isola dalla terraferma era troppo poco profondo e troppo stretto e non impediva il passaggio di truppe in caso di attacco, infine l’accesso al mare era difficoltoso e si trovava a più di tre miglia dal forte. Pochi anni dopo la sua costruzione, vennero fatte proposte per la ricostruzione del forte in un luogo migliore, ma la cronica mancanza di fondi da parte di Goa, impedì che ciò si tramutasse in realtà.

Mappa di Sri Lanka (Ceylon) (1681). Robert Knox. An Historical Relation of the Island Ceylon.
Mappa di Sri Lanka (Ceylon) (1681). Robert Knox. An Historical Relation of the Island Ceylon.

Il 10 Maggio del 1638, una flotta Olandese comandata dall’ammiraglio Westerwold, arrivò in vista di Batticaloa, decisa a conquistare il forte per la Compagnia delle Indie Orientali (VOC). Durante l’attacco Olandese circa 700 persone si erano rifugiate nel forte, di essi 50 erano Portoghesi e Mestiços, il resto era formato dagli abitanti indigeni che risiedevano nella città vicina al forte, che fu bruciata poco prima dell’attacco degli Olandesi.

Batticaloa cadde nelle mani degli Olandesi il 18 Maggio 1638, dopo una flebile resistenza di quattro ore. Tutti gli ufficiali e soldati Portoghesi furono deportati nella città sotto controllo Portoghese di Negapatam, situata sulla costa del Coromandel, mentre ai Mestiços e agli altri abitanti di Batticaloa fu permesso di restare; i loro discendenti, circa 2.000 persone, ancora oggi parlano un dialetto Creolo Portoghese, e sono cattolici.

Dopo la conquista gli Olandesi, lasciarono una guarnigione di 100 soldati sotto il comando di Willem Jacobsz Coster, che era stato il comandante delle truppe d’assedio Olandesi. Più tardi, il forte di Batticaloa, fu ceduto dagli Olandesi al Re di Kandy che sembra nel 1643 lo demolì, il porto di Batticaloa, anche se di minor importanza rispetto a quello di Kottiyar, serviva commercialmente una vasta zona del regno di Kandy, ed in particolar modo le terre di Uva/Badulla.

Il re Senarat, insediò a metà del XVII secolo, nella zona di Batticaloa, una colonia di 4.000 mussulmani sfuggiti alle grinfie dei Portoghesi, tale insediamento è alla fonte dell’alta percentuale di musulmani presenti anche oggi nel distretto di Batticaloa. Il Re favorì l’insediamento di comunità di mercanti mussulmani per favorire lo sviluppo commerciale della zona, essendo il commercio marittimo del regno di Kandy nelle mani dei mercanti mussulmani.

Batticaloa fu poi rioccupata dagli Olandesi nel 1668 da una spedizione capitanata dal Comandante Roothas, questa spedizione ricostruì nuovamente il forte, i quattro bastioni vennero nominati Haarlem, Colombo, Galle e Amsterdam. Nel 1670, Pieter de Graauw al comando di una compagnia di truppe Olandesi, tramite trattati di protezione e vassallaggio con alcuni capi degli insediamenti costieri, estese il controllo Olandese su buona parte della costa orientale. Più a sud nello stesso periodo vennero costruiti avamposti fortificati a Panama, Yala e Magama. A Chinnecallette Delle (circa 4 -5 miglia a sud del fiume di Batticaloa), gli Olandesi costruirono un trinceramento.

Nel 1670, le forze di Kandy, attaccarono i forti Olandesi di Batticaloa, Kottiyar e Panama. A Panama e a Magama i capi locali che da poco avevano giurato alleanza alla VOC, si schierarono con le truppe di Kandy, il tenue controllo stabilito nella zona pochi mesi prima venne così perduto. Tutta la costa Orientale, durante il dominio Olandese, era sotto la giurisdizione del comandante di Jaffna. Nel 1671, Batticaloa divenne la capitale di un nuovo “Commandery” comprendente l’intera costa orientale. Tale provincia venne abolita pochi anni dopo e l’intera costa orientale ritornò di nuovo sotto l’amministrazione di Jaffna. Nel 1672-1673, i Kandyani assediarono i forti Olandesi di Chinnecalatte e Batticaloa-Pulianthivu.

La presenza Olandese a Batticaloa fu confinata per quasi tutto il periodo di occupazione Olandese ad un area ristretta poco al di là del forte, la città rimase un centro commerciale di importanza marginale, dove venivano commerciati elefanti, noci di areca, sale e riso. Durante il dominio olandese, la città di Batticaloa fu governata da un Opperhoofd (ufficiale europeo a capo di un piccolo distretto). Il porto di Batticaloa, fu utilizzato durante i primi cento anni di occupazione olandese come piccolo porto per il commecio di sale, noci di areca, riso ed elefanti.

Il territorio attorno a Batticaloa, che fu controllato dal regno di Kandy fino al 1763-1766, era di grande importanza per la sussistenza del regno, infatti, le fertili pianure della provincia di Batticaloa, erano chiamate il granaio di Kandy. La perdita del controllo su queste vaste pianure coltivate, avvenuto definitivamente con il trattato del 1766, portò ad un notevole impoverimento del regno di Kandy. Nel 1763 i territori sotto controllo Olanedese si estesero verso sud fino a Kalmunai. Nel 1766, con la definizione del trattato con il Re di Kandy, il controllo Olandese si estese ancora di più, fino a comprendere l’intera pianura costiera, anche l’importanza economica della città aumentò, sotto il governo di Jacob Burnard (Opperhoofd di Batticaloa dal 17 al 1794) vennero intrapresi notevoli lavori di bonifica e irrigazione e vennero costruiti canali e strade rialzate, canali collegavano Batticaloa con Vanderloos Bay verso nord e con Samanthurai verso sud.

La città di Batticaloa fu sede di tribunale, che gli olandesi chiamavano Landraad, esso era composto sia da rappresentanti della VOC che da capi indigeni. Con l’allargamento dei territori sotto controllo olandese attorno a Batticaloa, fu istituita nel 1767 una assemblea della provincia o Landsvergadering, ad essa partecipavano come membri dell’assemblea i capi delle famiglie di Mukkuvan che erano anche i principali proprietari terrieri della regione; a capo dell’assemblea era posto il Residente Capo o Opperhoofd, egli era il solo europeo facente parta dell’assemblea. L’assemblea aveva potere sia in ambito giudiziaro che amministrativo ed era preposta alla raccolta delle tasse. L’ultimo Opperhoofd di Batticaloa, Johannes Phillipus Wambeek, preferì arrendersi, senza combattere, alle truppe britanniche guidate dal maggiore Fraser; ciò avvenne il 18 Settembre 1795.

LA POPOLAZIONE DEI BURGHER A BATTICALOA

La popolazione dei Burgher (“discendenti” dei portoghesi e degli olandesi) a Batticaloa era nel 1921, di 389 persone residenti nella città stessa ed un totale di 526 persone considerando l’intero distretto. Questi i dati, della popolazione nel distretto di Batticaloa, nel censimento del 1981:

Batticaloa: Gruppi etnici
Sri Lanka Tamil: 233.713
Singalesi: 11.255
Sri Lanka Musulmani: 78.829
Indiani Tamil: 4.074
Burgher: 2.292
Malesi: 46
Altri: 124
———————————–
Totale: 330.333

Batticaloa: Religioni
Buddisti 9.127
Induisti 218.812
Musulmani 78.810
Cattolici Romani 19.704
Altri Cristiani 3.795
Altri 85
———————————–
Totale 330.333

Categorie
Bibliografie olandesi Bibliografie portoghesi Colonialismo olandese Colonialismo portoghese Sri Lanka

Trincomalee 9 – Bibliografia. La Storia di Trincomalee (Sri Lanka) durante la dominazione Portoghese e Olandese

Scritto da Marco Ramerini

Indietro: Il primo tentativo di occupazione inglese e la definitiva resa degli olandesi

9.0 BIBLIOGRAFIA

MATERIALE CONSULTATO

Vedi anche le fonti indicate nelle note.

FONTI:

– AA. VV. “Livro das plantas das fortalezas cidades e povoacois do Estado da India Oriental”, 1991 Codex n° 1471, Biblioteca del Paço Ducal di Vila Viçosa.

– AA.VV. “Costantine da Sa’s maps and plans of Ceylon, 1624-1628”, 1929, Colombo.

– Brohier, R.L. and Paulusz, J. H. O. “Land, maps & surveys. Descriptive catalogue of historical maps in the surveyor general’s office, Colombo”, vol. II, 1951, Colombo.

– AA.VV. “Portuguese maps and plans of Ceylon, 1650”, 1926, Colombo.

– AA.VV. “Documentos remetidos da India ou Livros das Monçỡes, 1625-1627”, 1999, Lisbona.

– Da Silva Rego, Antonio “Documentaçã para a história das missỡes do Padroado Português do Oriente. India”, 13 vols, Lisbona.

– Becker, Hendrick “Memoir of Hendrick Becker, Governor of Ceylon for his successor Isaac Augustyn Rumpf, 1716”, 1914, Colombo.

– Bocarro, Antonio “O livro das plantas de todas as fortalezas, cidades e povoaçoes do Estado da Índia Oriental”, 3 vols. Imprensa Nacional – Casa da Moeda.

– Bocarro, Antonio “Decada 13 da historia da India”, 2 volumi.

– Caen, Antonio “Extracts from the Journal of the Commander Antonio Caen”, in: Journal, R.A.S. (Ceylon), n° 35 (1887), “The capture of Trincomalee A.D. 1639”, pp. 123-140.

– Goens, Ryclof van “Memoir left by Riclof van Goens, Jun. Governor of Ceylon, 1675-1679 to his successor, Laurens Pyl”, Colombo.

– Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, 3 vols. Tisara Prakasakayo Ltd, 1989-1991, Dehiwala.

– Queyroz, Fernao de “The temporal and spiritual conquest of Ceylon”, 3 vols. 28+xxviii+1274 pp. Asian Educational Services, 1992, New Delhi-Madras.

– Raven-Hart “The Dutch wars with Kandy, 1764-1766”, 1964, Colombo.

– Rhee, Thomas van “Memoir left by Thomas van Rhee, Governor of Ceylon, for his successor, Gerrit de Heere, 1697”, 1915, Colombo.

– Ribeiro, João “The historic tragedy of the island of Ceilão”, xvii+266 pp. Asian Educational Services, 1999, New Delhi-Madras.

– Schreuder, Jan “Memoir of Jan Schreuder, Governor of Ceylon, delivered to his successor Lubbert Jan Baron van Eck, March 17, 1762”, in: Selection from the Dutch records of the Ceylon Government, n° 5, 1946.

– Trinidade, Paulo “Conquista espiritual do Oriente”, 3 vols, Centro de Estudos Historicos Ultramarinos, 1962-1964-1967, Lisbona.

STUDI:

– AA. VV. “History of Sri Lanka, volume II (c. 1500 to c. 1800)”, xxi+614 pp. University of Peradeniya, 1995, Peradeniya.

– Arasaratnam, S. “Dutch power in Ceylon, 1658-1687”, Navrang, 1988, New Delhi.

– Arasaratnam, S. “Ceylon and the Dutch, 1600-1800”, Variorum, 1996, Aldershot.

– Barner Jensen, U. “Danish East India. Trade coins and the coins of Tranquebar, 1620-1845”, 48 pp. Uno Barner Jensen, 1997, Brovst.

– Boudens “The catholic Church in Ceylon under Dutch rule” 1957, Roma.

– Brohier, R.L. “Links between Sri Lanka and the Netherlands”, Netherlands Alumni Association of Sri Lanka, 1978, Colombo.

– Goonewardena, K. W. “The foundation of Dutch power in Ceylon, 1638-1658”, xx+196 pp. Netherlands Institute for International Cultural Relations, 1958, Djambatan – Amsterdam.

– Kanapathypillai, V. “Dutch rule in maritime Ceylon, 1766-1796” Unpublished thesis. University of London, 1969

– Kotelawele, A. “The Dutch in Ceylon, 1743-1766”, Unpublished thesis. University of London, 1968.

– Nelson, W. A. “The Dutch forts of Sri Lanka. The military monuments of Ceylon”, xiv+152 pp. Canongate, 1984, Edimburgo.

– Silva, Chandra Richard de “The Portuguese in Ceylon, 1617-1638”, 267 pp. H. W. Cave & Company, 1972, Colombo.

– Silva, O. M. da “Vikrama Bahu of Kandy. The Portuguese and the Franciscans (1542-1551)”, xv+110 pp. M. D. Gunasena & Co. Ltd., 1967, Colombo.

– Silva, R. K. de & Beumer, W. G. M. “Illustrations and views of Dutch Ceylon, 1602-1796”, viii+495 pp. Serendib Publications & E. J. Brill, 1988, London & Leida.

– Winius, G. “Fatal history of Portuguese Ceylon. Transition to Dutch rule”, xxi+215 pp. Harvard University Press, 1971, Cambridge, Massachusetts.

Categorie
Colonialismo britannico Colonialismo olandese Sri Lanka

Trincomalee 8 – Il primo tentativo di occupazione inglese e la definitiva resa degli olandesi

Scritto da Marco Ramerini

Indietro: Il consolidamento della presenza olandese

8.0 IL PRIMO TENTATIVO DI OCCUPAZIONE INGLESE E LA DEFINITIVA RESA DEGLI OLANDESI

Nel Dicembre 1780, il Regno Unito, dichiarò guerra all’Olanda, la notizia raggiunse Ceylon nel Giugno 1781, alcuni preparativi furono fatti dal governo dell’isola per rinforzarne le difese in vista di un imminente attacco britannico; ma gli Inglesi agirono con rapidità, attaccando immediatamente Trincomalee.

L’ 8 Gennaio 1782, Trincomalee fu catturata dagli Inglesi, comandati dall’ammiraglio Edward Hughes, poi il 29 Agosto dello stesso anno (1782), venne occupata dai Francesi, comandati dall’ammiraglio Suffren, che erano alleati degli Olandesi. La flotta francese attaccò la città insieme a un distaccamento di truppe Olandesi, che da Jaffna per via terra aveva raggiunto Trincomalee. Gli Inglesi si arresero senza combattere.
A seguito degli accordi stipulati nel trattato di Versailles, nel 1783, i Francesi cedettero Trincomalee di nuovo agli Olandesi.

Nella città di Trincomalee, gli Olandesi nel periodo tra il 1789 e il 1793, aprirono una zecca e coniarono monete. L’amministrazione del territorio fu, per molti anni, sotto il controllo del comandante di Trincomalee, colonnello von Drieberg, che attraverso l’utilizzo di lavoratori indigeni, mise dei residenti nei villaggi di Kottiyar e Tamblagam e propose al governatore de Graaf di installare un altro residente a Kattekolapattu. Al colonnello von Drieberg sucedette l’ultimo comandante olandese di Trincomalee, il maggiore Jan George Fornbauer.1

Nel gennaio 1795 le truppe rivoluzionarie francesi occuparono l’Olanda, dove fu costituita la Repubblica Batava, lo Stadtholder era fuggito in Inghilterra. La situazione delle colonie olandesi era di pericolo grave, non sapendo, quale fosse il governo a cui dovevano obbedire. I primi a raggiungere Ceylon furono gli inglesi che portarono con loro gli ordini dello Stadtholder che chiedava agli inglesi di occupare con le proprie truppe i forti olandesi in modo da difenderli dai francesi. Successivamente ci furono negoziati tra gli inglesi e il governo olandese dell’isola che portò ad un accordo preliminare con il quale furono autorizzati gli inglesi a mantenere 800 soldati sull’isola: 300 nel forte Ostenburg a Trincomalee, 300 nei forti di Negombo e Kalutara e 200 nel forte di Matara.

Il 1 agosto 1795, gli inglesi, con una lettera firmata dal governatore olandese van Angelbeek, arrivarono a Trincomalee chiedendo di essere ricevuti come alleati e di poter occupare con 300 soldati il forte Ostenburg, ma Fornbauer, il comandante olandese del forte, si rifiutò di consegnare il forte senza prima ricevere un ordine scritto firmato dal governatore e dai membri del consiglio di Ceylon, come era la prassi. Gli inglesi non persero tempo in ulteriori negoziati e il 2 agosto 1795 sbarcarono le loro truppe 4 miglia a nord dal forte e cominciarono a prepararsi per l’attacco.

Il comandante del forte olandese a capo di una guarnigione che contava circa 500 soldati europei, 250 malesi e 150 sepoy, resistette bene per alcune settimane, ma dopo un intenso bombardamento di quattro giorni, fu costretto alla resa il 26 Agosto 1795, alla guarnigione vennero concessi gli onori di guerra, e Trincomalee venne così occupata dagli Inglesi. Della guarnigione Olandese facevano parte anche circa 200 uomini del reggimento di mercenari svizzeri de Meuron, che vennero presi come prigionieri di guerra dai britannici.

Le perdite tra gli olandesi furono pari a 120-130 uomini tra morti e feriti, mentre gli inglesi avevano avuto 72 uomini tra i morti e feriti di cui 50 europei.Il forte Oostenburgh, che all’inizio dell’attacco aveva una guarnigione di 300 soldati dei quali 200 erano europei, si arrese dopo un breve bombardamento pochi giorni dopo, il 31 Agosto 1795.2

Il forte di Trincomalee venne rinominato dai nuovi padroni Fort Frederick, e così tuttora viene chiamato.

Durante l’occupazione Inglese, la Baia di Trincomalee venne considerata, quale base della Marina Britannica, di importanza seconda solo a Singapore. Le parole di Pitt riguardo a Trincomalee sono particolarmente descrittive: ‘è la baia più bella e più vantaggiosa in tutta l’India’, mentre l’ammiraglio Nelson, descrive Trincomalee come il miglior porto del mondo.

TRINCOMALE (08°35’N – 81°15’E)

Nome portoghese: Fortaleza de Triquinimale (1623)
Baluardi di: St. Iago; Santa Cruz; Santo Antonio

Nome olandese: Pagoodsberg
Baluardi di: Zeeburg; Amsterdam; Enkhysen o Enkhuizen; Holland; Cat (una piattaforma per cannoni).
Fort Oostenburg (167 ? )

Nome inglese: Fort Frederick

CRONOLOGIA:

Danese (tentativo di insediamento) Maggio 1620 – 1621
Portoghese: Luglio 1623 – 2 Maggio 1639
Olandese: 2 Maggio 1639 – 1640
Re di Kandy: (distrutto 1643 ? e abbandonato) 1640 – Settembre 1665
Olandese: Settembre 1665 – 8 Gennaio 1782
Francese: (il forte restò in mani olandesi) (Marzo 1672 – Luglio 1672 )
Inglese: 8 Gennaio 1782 – 28 Agosto 1782
Francese: 28 Agosto 1782 – 1783
Olandese: 1783 – 26 Agosto 1795 (Fort Oostenburgh: 31 Agosto 1795)
Inglese 26 Agosto 1795 (Fort Oostenburgh: 31 Agosto 1795)

Continua: Bibliografia

Porta d'ingresso principale, Fort Fredrick, Trincomalee, Sri Lanka. Author Bel Adone. No Copyright
Porta d’ingresso principale, Fort Fredrick, Trincomalee, Sri Lanka. Author Bel Adone

NOTE:

1 “Governor van de Graaf’s memorial to his successor Governor J.G. van Angelbeck, 1794”, in: “Ceylon Literary Register”, p. 809.

2 “The Turnour manuscript, 1795”, in: “Historical manuscripts commission, Ceylon”, n° 1 may, 1937, pp. 16-19 and also Colin-Thome “Governor van Angelbeek and the capitulation of the Dutch settlements in Ceylon to the British, 1796”, in: JDBUC, vol. LIX, n°1-4, 1981, pp. 23-55.

Categorie
Colonialismo portoghese Sri Lanka

Trincomalee 2 – I primi contatti con i portoghesi

Scritto da Marco Ramerini

Indietro: Introduzione

2.0 I PRIMI CONTATTI CON I PORTOGHESI

Un primo interesse da parte dei portoghesi per Trincomalee nei primi anni del 1540. Tutto ebbe inizio quando il re di Kandy, Jayavira, su consiglio di Nuno Alvarez Pereira1, chiese al governatore portoghese Martim Afonso de Sousa di aprire una ‘feitoria’2 con un fattore a Trincomalee e di inviare soldati portoghesi a Kandy. Il re di Kandy in quell’occasione promise anche di pagare un tributo al re del Portogallo. È ovvio che il principale scopo del re di Kandy, oltre ad avere relazioni commerciali con i portoghesi, era quello di ricevere aiuto militare contro i regni di Kotte e Sitavaka che nutrivano ambizioni sopra il regno di Kandy.

Nel Febbraio del 1543 le richiesta di Jayavira sembrarono sul punto di essere esaudite, infatti, una spedizione portoghese partita da Negapatnam, sotto il comando di Amaro Mendez3 e Miguel Ferreira,4 arrivò nella baia di Trincomalee, ne facevano parte 60-80 portoghesi. Il re, saputo dell’arrivo dei portoghesi, immediatamente inviò a Trincomalee un contingente di 2000 uomini insieme con il portoghese Nuno Alvarez Pereira, essi dovevano unirsi con i portoghesi a Trincomalee, ed aiutarli nella costruzione di una piccola base commerciale e successivamente trasferire parte dei soldati a Kandy, ma la spedizione fu un fallimento per la defezione di alcuni portoghesi, a causa della mancanza di provviste, dell’ostilità dei capi locali e per l’incomprensione tra le due parti.5

Secondo quanto scrive Queyroz, anche San Francesco Saverio negli anni 1543-1544 visitò Trincomalee, dove convertì alcuni abitanti e si confrontò, in temi religiosi, con alcuni capi religiosi locali.6 Una lettera scritta da Nuno Alvarez Pereira nel 1545 parla di non meglio specificati capi di Trincomalee (Trycanamalle) che insieme a 3000 persone vorrebbero essere convertiti alla religione crisitiana.7 Questa la domanda di conversione potrebbe essere una conseguenza della visita del santo.

Nonostante questo primo fallimento, Jayavira, con insistenza, ancora nel 1545, chiese l’aiuto dei portoghesi, questa volta il re giunse ad offrire di pagare un tributo al re del Portogallo e il permesso di costruire un posto piccolo commerciale a Trincomalee, promise il pagamento del salario del fattore, di un dipendente della fattoria commerciale e di pagare il salario agli altri 20 uomini che dovevano risiedere nella sua capitale, e, infine, promise anche la sua conversione e quella della sua famiglia al cattolicesimo.8 Come risposta a queste richieste, nel marzo 1546, una nuova spedizione fu inviata dal governatore dell’India portoghese in aiuto del regno di Kandy.9 In seguito alla precisa richiesta del capitano della spedizione, André de Sousa, su quale rotta doveva seguire per raggiungere Kandy, il re Jayavira ordinò che egli doveva procedere per la via di Trincomalee. Nuno Alvarez Pereira con una truppa di cingalesi fu inviato dal re a Trincomalee, al fine di aiutare il contingente portoghese nel trasferimento verso Kandy, ma quando le truppe di Kandy arrivarono a Trincomalee, la gran parte dei soldati della spedizione portoghese era scomparso, e dei 150 soldati portoghesi inviati ne erano rimasti solo 13 o 14. La ragione di questo fu che i portoghesi che erano arrivati ​​a Trincomalee furono immediatamente attaccati dagli abitanti della regione e furono costretti a ritirarsi a Negapattam. Una parte dei soldati portoghesi, invece, raggiunsero Kandy via Yala. In totale circa 50 soldati arrivarono a Kandy.10 L’inviato del re di Kandy, Nuno Alvarez Pereira, fu abbandonato da quasi tutti i suoi uomini, per paura di un eventuale attacco da parte degli abitanti del distretto di Trincomalee, ma per sua fortuna il temuto attacco non si materializzò.11 È chiaro, da questi eventi, che il territorio di Trincomalee, anche se nominalmente soggetto al re di Kandy, non era un area sicura per i Kandyani, ma nonostante questo Jayavira pensava che la strada che partiva da Trincomalee era la più sicura per raggiungere Kandy.12 Miguel Fernandes13 indica in una delle sue lettere le ragioni del comportamento degli abitanti di Trincomalee, in accordo con ciò che scrive, sembra che la causa di tali reazioni violente all’arrivo dei portoghesi fossero state le voci di una conversione al cristianesimo da parte di Jayavira.14

Ancora nel 1546 erano presenti a Kandy alcuni ambasciatori del ‘re’ di Trincomalee, che chiedavano con insistenza ai portoghesi che il re voleva diventare cristiano.15 Una lettera (del 16 marzo 1547) scritta da Joao de Villa de Conde a Joao de Castro ci presenta una nuova richiesta del re di Kandy per la costruzione di una ‘feitoria’ nel porto di Trincomalee, il re di Kandy questa volta aveva anche promesso di nominare Nuno Alvarez Pereira al posto di fattore.16 In seguito a tale richiesta, nel 1547, un nuovo contingente di portoghesi raggiunse la costa orientale, essi erano circa 100 uomini sotto il comando di Antonio Moniz Barreto, questa volta, anche se il punto di sbarco era stato inizialmente fissato a Trincomalee, i portoghesi sbarcarono a Batticaloa e giunsero a Kandy per questa via. Anche questa spedizione però si concluderà in un fallimento.17

Negli ultimi mesi del 1551, il principe di Trincomalee, un ragazzo di appena sette o otto anni, fu battezzato dal padre Anrriques. Le ragioni della sua conversione sono da ricercare nella lotta per il potere tra due fazioni, una di queste, guidata da un capo, che era lo zio del giovane principe, che sperava di trarre beneficio con dall’aiuto dei portoghesi, decise di trasportare il giovane principe, sulla costa della Pescaria18, dove risiedevano i Gesuiti portoghesi, qui tutto il gruppo chiese insistentemente di diventare cristiano, fu così che il principe, suo zio e 30-40 dei suoi seguaci divennero cristiani. Fu quindi organizzata una spedizione per cercare di mettere al potere il principe nella sua provincia, vi parteciparono circa 1000 cristiani e qualche portoghese, ma a causa dello stato di ribellione della regione, la spedizione non ottenne i risultati sperati e dopo due mesi di tentativi, per non mettere in pericolo la vita del principe, fu deciso di abbandonare l’impresa. Il giovane principe, che era stato battezzato come D. Afonso (Afonço), fu inviato a Goa, dove fu introdotto al viceré, a Goa fu educato nel collegio di San Paolo e affidato alle cure spirituali di padre Antonio Gomez.19Successivamente, nel 1560, quando i portoghesi tentarono la conquista di Jaffna, il principe di Trincomalee partecipò alla spedizione, il viceré D. Constantino de Braganza pensava una volta conquistata Jaffna, di riportare il principe a Trincomalee, dove avrebbe ripreso il suo regno e avrebbe contribuito e aiutato i portoghesi nella conversione del suo popolo. Ma la spedizione non ebbe i risultati sperati e il principe non raggiunse mai Trincomalee. Egli invece fece ritorno a Goa.20 Durante la sua vita a Goa il principe di Trincomalee intrattenne corrispondenza anche con il re Sebastião D. del Portogallo.21 Nel 1568 partecipò come volontario nell’assedio di Mangalore, dove fu ucciso.22

Abbiamo poche altre notizie ruguardo a Tricomalee negli anni successivi: nel 1555 una richiesta di religiosi da parte dei cristiani di Trincomalee raggiunse Punnaikayal, sulla costa della Pescaria, ma il numero insufficiente di sacerdoti impedì ogni tipo di missione.23 Nel 1560, il re di Jaffna assieme alla famiglia reale, in preda al panico, durante l’assalto della sua capitale portato dal viceré De Bragança, per sfuggire ai portoghesi si rifugiò nel territorio del vanniyar di Trincomalee.24 Nel 1569, due navi portoghesi sostarono nel porto di Trincomalee per imbarcare la principessa di Kandy, figlia di Karaliyadde (Javira Astana), che andò in sposa al re Don Joaõ.25

Come abbiamo visto, nonostante i timidi tentativi di installare un ‘feitoria’ che i portoghesi hanno fatto negli anni tra il 1543 e il 1547, Trincomalee e la costa orientale sono rimaste per tutto il XVI secolo liberi da insediamenti portoghesi, nel frattempo, invece i portoghesi hanno esteso il loro controllo sulla zona costiera sud-occidentale dell’isola. In pratica alla fine del XVI secolo i portoghesi avevano il controllo sui territori che un tempo appartenevano ai regni di Kotte e Sitawaka e inoltre controllavano l’isola di Mannar. Tuttavia negli ultimi decenni del secolo, l’influenza portoghese ha cominciato a farsi sentire anche sulla costa orientale. A partire dagli anni intorno al 1570, i portoghesi hanno cominciato a raccogliere tributi dai vanniyar di Trincomalee e anche da quello di Batticaloa.26 Anche al tempio indù di Konesar (Koneswaram) a Trincomalee, fu imposta una tassa di protezione. I portoghesi poi raccoglievano le imposte su alcuni beni che il regno di Kandy esportava attraverso i due principali porti di Trincomalee e Batticaloa.27

Nel 1582, al momento della conquista del regno di Kandy, da parte delle truppe di Sitavaka, il re di Kandy Karalliyadde Bandara (Don Joao), insieme ad alcuni portoghesi che lo avevano aiutato, si rifugiò a Trincomalee, questo avvenne immediatamente dopo la sconfitta delle sue truppe contro quelle del regno di Sitavaka, e fu proprio a Trincomalee che il re morì a causa di una epidemia di vaiolo. Tra i portoghesi che seguirono il re Karalliyadde Bandara a Trincomalee c’era anche il frate francescano André de Sousa.28 Il re di Ceylon D. João Parea Pandar, Dharmapala, menziona in un certificato attestante il lavoro dei francescani nel regno di Kotte, anche il nome del frate francescano André de Sousa, che aveva sacrificato la sua vita a Trincomalee. Una menzione allo stesso frate viene fatta anche da Trinidade.29

Nel 1602, la regione compresa tra Jaffna, Trincomalee e Batticaloa fu assegnata alla cura spirituale dei Gesuiti, che avevano il permesso di erigere chiese e di convertire gli abitanti.30 Di quello stesso anno è il primo ordine portoghese per la costruzione di un forte a Trincomalee.31 Quest’ordine deve essere sicuramente una prima reazione portoghese all’arrivo a Ceylon di una spedizione olandese e al successivo primo contatto tra gli olandesi e il re di Kandy, che aveva avuto luogo nel 1602 nella regione di Batticaloa. Oltre a questo, un altro motivo fu il fatto che durante i periodi di guerra con i portoghesi, Trincomalee fu utilizzata come una delle porte attraverso le quali il re di Kandy aveva ricevuto aiuti e truppe dal Nayak di Madura e dal re di Meliapor.32

Negli anni tra il 1605 e il 1609, D. Francisco de Menezes per due volte raggiunse Trincomalee nel corso di spedizioni militari contro il re di Kandy.33 Una descrizione più dettagliata di una di queste spedizioni ci viene riferita nel rapporto annuale dei gesuiti del 1606, in realtà si tratta di una spedizione punitiva avvenuta nel 1606 contro i ribelli, la spedizione era composta da uno squadrone di soldati portoghesi e 4,000-5,000 lascarins cingalesi, nel suo itinerario fu raggiunta anche Trincomalee, dove furono catturati non più di 200 uomini, donne e bambini, che, su ordine di Simao Correa (un capitano cingalese), furono bruciati vivi, e per ‘compassione’ furono tutti battezzati prima di essere uccisi.34

Una lettera del frate gesuita Barradas scritta da Cochin, nel novembre 1613, narra di una spedizione portoghese a Trincomalee nel corso dell’anno 1612. La spedizione era guidata da D. Hieronymo de Azevedo, egli attraversò assieme ai suoi soldati le montagne di Kandy, lungo il percorso i portoghesi scoprirono due grandi serbatoi “… la nostra spedizione si imbattè in due serbatoi di notevole dimensione. Essi erano lunghi quattro leghe, abilmente scavati nelle montagne e circondati da un muro, un pezzo di splendida fattura che ci si aspetterebbe eseguito dai romani, piuttosto che dai cingalesi”, i portoghesi, dopo grandi difficoltà a causa delle piogge torrenziali arrivarono a Trincomalee, e qui de Azevedo “fu occupato nella costruzione di una fortezza” per questo chiamò in aiuto il re di Jaffna, ma non vedendolo arrivare abbandò l’impresa e marciò verso Jaffna.35 Una breve descrizione di questa spedizione a Trincomalee è stata fatta anche da Bocarro, egli narra infatti che de Azevedo stava facendo la guerra nelle regioni di Trincomalee quando ebbe la notizia di essere stato nominato vicerè.36 Un altro testo ci racconta invece i piani che de Azevedo aveva fatto per la fortificazione di Trincomalee e Batticaloa, egli lasciando Ceylon nel novembre 1612 per andare a Goa per assumere l’incarico di viceré, pianificò di inviare nel marzo del successivo anno ‘seis navios’ con il materiale necessario per la costruzione delle fortezze di Trincomalee e Batticaloa, inoltre aveva previsto di inviare due navi a pattugliare la costa di Galle, ordinando a queste navi di passare l’inverno successivo a Trincomalee, al fine di contribuire alla costruzione della fortezza.37 Secondo de Azevedo uno dei modi migliori per indebolire Kandy era esattamente quello di bloccare il commercio del regno che era esercitato attraverso i porti di Batticaloa, Trincomalee, Rio de Agua Doce e Jaffna, ma per il momento (era il 1614) egli giudicava che i portoghesi non fossero in grado di occupare tutti questi porti .38

Successivamente, con il trattato di pace tra il re di Kandy e i portoghesi, firmato nell’agosto 1617 furono anche definiti i confini tra i due territori, con questo furono anche stabiliti le frontiere lungo la costa orientale, dove i due principali porti (Kottiyar/Trincomalee e Batticaloa) rimasero sotto il controllo del regno di Kandy, infatti nel trattato è specificato che il confine dei territori soggetti al re di Kandy arrivava ai porti di Kottiyar, Batticaloa e Panama.39

Nel 1619 tutto il territorio del regno di Jaffna, comprese Trincomalee e Batticaloa, fu assegnato alle cure spirituali dei Francescani. Questa decisione fu presa dal vescovo di Cochin, frate Dom Sebastião de S. Pedro.40 Poi, con un decreto dello stesso vescovo di Cochin datato 11 novembre 1622, simile a quello del 1602, le cure spirituali del distretto di Jaffna, Trincomalee e Batticaloa, furono nuovamente affidate ai Gesuiti, essi dovevano costruire chiese, dare sacramenti e convertire le anime.41 E infatti furono i Gesuiti a seguire i soldati portoghesi a Trincomalee e Batticaloa quando essi occuparono le due località.

Continua: L’arrivo dei danesi, degli olandesi e la costruzione del forte portoghese

Mappa di Trincomalee di Antonio Bocarro (1635). Livro das Plantas de todas as fortalezas, cidades e povoaçoens do Estado da Índia Oriental (1635)
Mappa di Trincomalee di Antonio Bocarro (1635). Livro das Plantas de todas as fortalezas, cidades e povoaçoens do Estado da Índia Oriental (1635)

NOTE:

1 Nuno Alverez Pereira era un soldato portoghese che giunse a Kandy nel luglio 1542 e presto divenne consigliere e segretario del re Jayavira.

2 Una fattoria fortificata.

3 Amaro Mendes fu nominato fattore della feitoria.

4 Miguel Ferreira era il capitano portoghese della costa del Coromandel, per la vita di questo importante personaggio vedi l’articolo scritto da J. M. Flores “Um Homem que tem muito credito naquelas partes: Miguel Ferreira, os alevantados do Coromandel e o Esatado da India”, in: “Mare Liberum”, n° 5/1993, pp. 21-32.

5 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, pp. 80-81.

6 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. I, pp. 236-237.

7 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 62.

8 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period” vol. I, pp. 71-72.

Il tributo promesso dal re di Kandy era: “quindici elefanti con zanne e trecento remi di legno di faggio per le galee.” Vedi: Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, pp. 86-87.

9 Il regno di Kandy fu attaccato nel novembre 1545 dalle forze del regno di Sitawaka, e aveva bisogno di aiuti urgenti.

10 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 162, 177.

11 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, pp. 160-161.

12 Per giungere a Kandy sarà spesso utilizzata anche la strada che partiva da Batticaloa.

13 Miguel Fernandes era Portuguese “casado” (soldato sposato) di Kotte.

14 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 177.

Jayavira era stato segretamente battezzato da frate Francisco di Monteprandone il 9 Marzo 1546.

15 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 154.

16 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 216.

17 Per i dettagli di questa spedizione vedi: O. M. da Silva “Vikrama Bahu of Kandy. The Portuguese and the Franciscans, 1542-1551”, pp. 63-76.

18 La costa indiana attorno a Tuticorin.

19 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, pp. 286-288.

20 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 372, 374, 382.

21 Vedi la lettera di risposta di re Sebastiano datata 7 Marzo 1567 e pubblicata in: Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 23.

22 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 382 n. 1 and vol. II, p. 23 n. 1.

23 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 346.

24 “History of Sri Lanka”, vol. II, p. 110.

25 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. II, pp. 423.

26 “History of Sri Lanka”, vol. II, p. 92.

27 “History of Sri Lanka”, vol. II, p. 112.

28 F. F. Lopes “A evangelização de Ceilão desde 1552 a 1602”, in: “Studia” n° 20-22/1967, pp. 30-31; “History of Sri Lanka”, vol. II, p. 96.

29 Il certificato è datato 1 Dicembre 1594. Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 137; Trinidade “Conquista espiritual do Oriente”, vol. III, p. 56, 68.

30 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 266.

31 Silva, Ch. R. de “The Portuguese in Ceylon, 1617-1638”, p. 59 nota n° 149.

32 Abeyasinghe “Portuguese rule in Ceylon, 1594-1612”, p. 36.

33 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. II, p. 611.

34 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 256.

35 Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, Vol. II, p. 366.

36 Bocarro “Decada 13 da historia da India”, vol. I, p. 11.

37 “Relacion del estado en que quedavam las cosas de la India, sacada de las cartas, que escrivio el virrey Dom Hieronymo de Azevedo…”, published in: “Documentação Ultramarina Portuguesa”, vol. I, p. 73 and vol. II, p. 157.

38 Bocarro “Decada 13 da historia da India”, vol. I, p. 277.

39 “History of Sri Lanka”, vol. II, p. 154 e anche Silva, Ch. R. de “The Portuguese in Ceylon, 1617-1638”, p. 59.

40 Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 458.

41 Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. III, p. 51.

Categorie
Colonialismo olandese Colonialismo portoghese Sri Lanka

Trincomalee 1 – La Storia di Trincomalee (Sri Lanka) durante la dominazione Portoghese e Olandese: Introduzione

Scritto da Marco Ramerini

1.0 INTRODUZIONE

La baia, chiamata dai portoghesi ‘Bahia dos Arcos’, dov’è situata la città di Trincomalee1 nell’isola di Sri Lanka (Ceylon) è da sempre stata considerata uno dei migliori porti del mondo, la sua posizione altamente strategica nel mezzo delle rotte commerciali dell’Oceano Indiano, e il suo controllo dell’intero golfo del Bengala, avrebbe reso ideale il luogo per lo sviluppo di un grande porto ed emporio commerciale, ma ciò non avvenne. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, visto la bellezza e l’importanza di un tale ancoraggio nel centro dell’Oceano Indiano, Trincomalee, non divenne mai un centro di primaria importanza durante l’epoca coloniale portoghese ed olandese. Infatti i primi due poteri coloniali che occuparono le coste dell’isola di Ceylon per circa 300 anni (1505-1796), preferirono focalizzare i loro interessi verso la parte sud-occidentale dell’isola (dov’erano i porti di Colombo e Galle), mentre lungo la costa orientale l’insediamento portoghese e olandese fu per gran parte del periodo su citato, o addirittura non presente, o comunque limitato alla zona circostante i forti di Trincomale e Batticaloa.

Questa mancanza di interesse per Trincomalee ed in generale per la costa orientale, fu dovuto a diversi fattori. Il principale motivo, fu che all’epoca dello sbarco dei portoghesi a Ceylon, il regno più importante dell’isola e con cui i portoghesi avevano relazioni commerciali (principalmente per il commercio della cannella) era quello di Kotte, situato nella zona sud occidentale dell’isola2 la cui capitale, Jayawardhanapura Kotte, era a pochi chilometri da Colombo, fu così che Colombo venne usato dai portoghesi come base principale per la successiva espansione nell’isola, durante il primo periodo Portoghese, la costa orientale di Ceylon, venne praticamente trascurata, solo dopo che i primi concorrenti europei (danesi e olandesi), si erano affacciati minacciosamente nei mari asiatici, i portoghesi, videro necessaria l’occupazione e la fortificazione di Trincomalee e Batticaloa.

Un altra causa per cui Trincomalee mai divenne, durante il periodo portoghese, un importante centro commerciale, fu ben spiegata da Queyroz: “[Trincomalee] …ha un grande inconveniente, che a quel tempo non c’erano altre popolazioni vicine oltre ai Bedas che erano una popolazione così barbara e sevaggia che non si facevano nenache vedere.”3 Queyroz poi osserva che se la zona attorno a Trincomalee fosse abitata e coltivata, diventerebbe facilmente auto-sufficiente. 4

Il porto di Trincomalee, assieme a quelli di Kottiyar e Batticaloa, veniva utilizzato nel XVI secolo dal regno di Kandy come porto per l’esportazione di elefanti e noci di areca e per l’importazione di beni di prima necessità da altri paesi asiatici. Sebbene Barros cita Trincomalee come uno dei nove regni dell’isola di Ceylon5 , esso era solo un piccolo principato sotto il dominio del Vanniyar6 di Trincomalee e Kottiyar che a sua volta era tributario, almeno nominalmente, del re di Kandy. Il teritorio soggetto al Vanniyar di Trincomalee era scarsamente abitato e aveva un estensione di 23 leghe.7 Trincomalee era situata al margine delle zone nominalmente controllate dai regni di Kandy e Jaffna. La presenza del fiume Mahaweli Ganga, che sfocia poco lontano da Trincomalee, facilitava i collegamenti con l’altopiano e con Kandy e grazie a ciò un intenso traffico di merci si svolgeva attraverso i porti di Kottiyar e Trincomalee. Nel villaggio di Vintêna, che si trovava a 3 leghe da Trincomalee, i kandyani erano soliti commerciare e scambiare i prodotti di Ceylon (principalmente elefanti e noci di areca) con vestiti, oppio e altri beni di consumo, con i mercanti provenienti dal resto dell’Asia.8

Secondo quanto scrive Queyroz, Triquilemalê significa “montagna delle tre pagode”, queste pagode furono erette 9 dal re di Ceylon su un alto promontorio davanti al mare, due di loro si trovavano all’estremità di una scogliera sopra il mare, la terza invece era situata nel punto più alto al centro della penisola. Quest’ultima pagoda, il tempio di Koneswaram, era il più importante di tutti e tre i templi di Trincomalee ed era uno dei più venerati di tutta l’India.10 La principale ragione dell’importanza di Trincomalee era questa pagoda, che Queyroz chiama, la Roma delle popolazione dell’Oriente o la Roma dei pagani.11 Il tempio è descritto, in una lettera del 1613 scritta dal gesuita frate Barradas: “[Il tempio è]… una struttura massiccia, un lavoro artistico singolare. Esso era di grande altezza, costruito con grande maestria in granito nerastro, su di una roccia proiettata verso il mare, e occupa un vasto spazio sulla sommità.”12 Il villaggio di Trincomalee era situato sull’istmo del capo dov’erano i templi.

Continua: I primi contatti con i portoghesi

Mappa di Sri Lanka (Ceylon) (1681). Robert Knox. An Historical Relation of the Island Ceylon.
Mappa di Sri Lanka (Ceylon) (1681). Robert Knox. An Historical Relation of the Island Ceylon.

NOTE:

1 Chiamata dai portoghesi: Triquinimale (Bocarro “Livro das plantas…”, vol. II, p. 238; Bocarro “Decada 13 da historia da India”, vol. I, p. 11), Triquilemalê (Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. I, p. 66), Trinquilamale (Bocarro “Decada 13 da historia da India”, vol. I, p. 277), Trinquilimale (Bocarro “Decada 13 da historia da India”, vol. I, p. 277), Triquilimale (“Carta da Vice-Rei da India” Livros das Monções, Goa, vol. 37, fls 129-129 v).

2 Il monarca del regno di Kotte chiamava se stesso imperatore dell’intera isola, ma l’autorità diretta del regno di Kotte nella prima decade del XVI secolo si estendeva solamente sul ricco e densamente popolato territorio compreso tra il corso dei fiumi Malwatu Oya, a nord, e Walawe Ganga, a sud, mentre nell’interno esso raggiungeva i bordi delle montagne dell’altopiano centrale. Il regno che occupava la parte montuosa dell’isola, scarsamente abitata e povera, era il regno di Kandy o Udarata, regno che almeno nominalmente riconosceva il potere del regno di Kotte. Anche altre aree poco popolate situate nella parte orientale dell’isola e soggette a piccoli capi detti ‘vanniyars’ o ‘princes’ nominalmente riconoscevano l’autorità del regno di Kotte, anche se praticamente erano entità di fatto indipendenti. Nella parte settentrionale dell’isola si trovava invece il regno di Jaffna, questo regno non riconosceva le pretese di Kotte sull’intera isola. Nel 1521 rivolte interne causarono la divisione del regno di Kotte e la formazione di tre regni, Kotte (governato da Bhuvanekabahu VII), Sitavaka (governato da Mayadunne) e Raigama (governato da Pararajasimha).

3 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. II, p. 735

I Veddah (Bedas) sono la più antica etnia che ha abitato l’isola di Ceylon. La parola Veddah è di origine singalese e significa selvaggio. Oggi restano nell’isola ancora piccole comunità di Veddah, le tre più importnati si trovano nelle vicinanze di Batticaloa, Trincomalee e Anuradhapura.

4 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. III, pp. 1153-1154.

5 Barros “Decada III”, p. 117.

6 Capo ereditario.

7 Perniola “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. I, p. 286.

8 Questo commercio era principalmente nelle mani dei mercanti musulmani. Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. II, p. 736.

9 Secondo quanto scrive Queyroz essi furono eretti 1300 anni prima di Cristo. Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. I, p. 67.

10 Queyroz “The temporal and spiritual…”, vol. I, p. 66 and vol. II, p. 736.

11 Queyroz “The temporal and spiritual…” vol. I, pp. 236-237.

12 Perniola, V. “The Catholic church in Sri Lanka. The Portuguese period”, vol. II, p. 366.