Ternate e Tidore, Molucche (1760), Indonesia. Author Bellin. No Copyright
Ternate e Tidore, Molucche (1760), Indonesia. Author Bellin

Le spedizioni di Magellano e di Villalobos: I primi contatti degli spagnoli con l’isola di Tidore e il primo forte spagnolo

Scritto da Marco Ramerini

1.0 Introduzione: le fortezze spagnole nell’isola di Tidore (Molucche)

2.0 I PRIMI CONTATTI DEGLI SPAGNOLI CON L’ISOLA DI TIDORE E IL PRIMO FORTE SPAGNOLO

Nella prima metà del millecinquecento, all’arrivo degli europei, due regni principali si contendevano il controllo delle isole Molucche, essi erano il sultanato di Ternate e il regno di Tidore, il primo, più potente, controllava oltre all’isola di Ternate anche metà di quella di Moti, la parte nord dell’isola di Halmahera chiamata Moro, l’isola di Ambon, la parte est di Ceram e la zona nord-est di Sulawesi. Il regno di Tidore, controllava oltre all’isola di Tidore l’altra metà dell’isola di Moti, l’isola di Makian, la gran parte dell’isola di Halmahera e la parte occidentale della Nuova Guinea. Il controllo su queste terre era esercitato direttamente oppure tramite vassallaggio. Esistevano poi altri due regni minori: quello di Bacan e quello di Jailolo. Il regno di Bacan, la cui capitale era sull’isola di Kasiruta, estendeva la sua influenza sull’arcipelago di Bacan e sulla parte nord di Ceram. Il regno di Bacan era un grande produttore di sago, alimento basilare delle popolazioni delle Molucche, ma era scarsamente popolato. Il regno di Jailolo invece era stato un tempo il più importante della regione, ma nel 1500 era in declino e controllava solo la parte nord occidentale di Halmahera, Jailolo verrà in sostanza annesso da Ternate e dai portoghesi nel 1551.

All’arrivo dei portoghesi, il sultano di Ternate riuscì ad assicurarsi la loro alleanza e nel 1522 chiese ed ottenne la costruzione di una fortezza portoghese nella sua isola. L’alleanza con i portoghesi sbilanciò ancora di più a favore di Ternate i rapporti di potere con Tidore e per contro, Tidore, all’arrivo delle navi della spedizione Magellano prontamente richiese l’assistenza degli spagnoli.1

Gli spagnoli ebbero i primi contatti con l’isola di Tidore, durante la spedizione di Magellano. Nel 1521 le due navi superstiti della spedizione, la ‘Trinidad’ e la ‘Victoria’, giunsero nelle isole Molucche. Le imbarcazioni spagnole entrarono nel porto di Tidore l’8 novembre 1521, dove furono bene accolte dal re dell’isola. La nave ‘Victoria’ rimase a Tidore fino al 21 dicembre 1521, da dove ripartì lungo la rotta dell’oceano Indiano per l’Europa, che raggiunse con successo il 6 settembre 1522. La ‘Trinidad’, invece, che aveva bisogno di essere riparata, salpò da Tidore il 6 aprile 1522 tentando senza successo la traversata dell’oceano Pacifico, essa fu costretta a ritornare nelle Molucche nell’ottobre 1522, dove l’equipaggio fu catturato dai portoghesi, che nel frattempo si erano stabiliti a Ternate dove avevano costruito una fortezza.2

Il primo contatto con i tidoresi fu prettamente commerciale, anche se gli spagnoli, in seguito alla richiesta del re di Gilolo, alleato di Tidore, fornirono due pezzi d’artiglieria e alcuni soldati per partecipare ad una spedizione punitiva contro un nemico del re. Il re di Gilolo e quello di Tidore si dichiararono sudditi del re di Spagna, sperando così facendo di bilanciare con l’aiuto spagnolo lo strapotere del loro acerrimo nemico, il sultano di Ternate. Questo atto di sottomissione fece notevolmente arrabbiare i portoghesi, che già da alcuni anni intrattenevano rapporti commerciali con Ternate e che consideravano tutto l’arcipelago delle Molucche come proprio possesso.

Gli spagnoli, alla loro partenza, promisero al re di Tidore, che con la successiva spedizione avrebbero costruito una fortezza a Tidore, e allo scopo, lasciarono nella loro fattoria oltre alla mercanzia e a 5 uomini3 anche 40 ‘bombardadas’, molte ‘beftas’ e ‘espigardas’ e diverse altre armi.4

La promessa della costruzione di un forte a Tidore venne, in effetti, mantenuta. La successiva spedizione, al comando della quale era originariamente Loaisa, costruì a Tidore una fortezza di pietra, sabbia e pietrisco. Il piccolo forte fu costruito nel gennaio 1527 nella città principale dell’isola.

Vediamo più dettagliatamente gli avvenimenti che portarono alla costruzione del primo forte spagnolo a Tidore.

Dopo la traversata dell’oceano Pacifico, l’unica nave superstite della spedizione di Loaisa, la nave ‘Victoria’, comandata dal capitano Martin Iñiguez de Carquizano, giunse in vista delle Molucche e fece sosta per alcuni giorni a Zamafo un villaggio controllato da Tidore nell’isola di Halmahera. In seguito alla richiesta del re di Tidore, gli spagnoli si trasferirono a Tidore, che avvistarono il 31 dicembre 1526 alle prime luci dell’alba, essi quindi portarono l’imbarcazione nella parte Nord-Est dell’isola di Tidore dove passarono la notte. 5 La mattina seguente, il 1 gennaio 1527, gli spagnoli si diressero al luogo dove era la città principale dell’isola, chiamata ‘Tidori’. La città era situata nella parte est dell’isola ‘…el pueblo principal que se llama Tidori está por la parte de leste…’ 6, essa era stata completamente distrutta e bruciata dai portoghesi sul finire del 1526 durante la guerra precedente.7 Qui gli spagnoli giunsero alle 10 di mattina e subito incontrarono a bordo della nave il giovane re di Tidore (Raja-Mirr), egli confermò la fedeltà al re di Spagna e chiese l’aiuto degli spagnoli per contrastare i portoghesi e i loro alleati ternatesi. Gli spagnoli aiutati dai tidoresi, il giorno stesso del loro arrivo, iniziarono la costruzione di tre baluardi ‘…en este mismo dia comenzamos hacer tres baluartes en tierra para poner artilleria…’ 8 di pietra, terra e legno per potersi difendere da un certo prossimo attacco dei portoghesi.

Su quello che dovevano essere le opere di fortificazione costruite dagli spagnoli le fonti non sono concordi. A secondo delle testimonianze, viene riferita la costruzione di un baluardo tutto di pietra ‘…fizemos un baluarte a maneira de fortaleza de pedra soomente…’ dove fu collocata l’artiglieria, mentre su di una punta gli spagnoli avevano posto due grossi pezzi d’artiglieria.9 Altre fonti parlano di due baluardi ‘onde chegado & metida a nao dentro no arrecife, mandou fazer na entrada dele dous baluartes de pedra ensosa q artilhou muyto bé com algúa artelharia da nao’ 10 e ancora ‘…e fez de pedra sequa dous baluartes sobre o arrecife em defensão da nao, e n’elles pôs artelharia, …’ 11 altre ancora parlano di ‘…torre dos castelhanos, a que elles chamauão fortaleza, que tinha huma caua d’agoa derrador; …’. 12 ‘…torre dos Castelhanos, a que chamauão fortaleza, que como disse era cercada de caua’. 13 Diogo do Couto ci indica che gli spagnoli iniziarono a costruire con grande velocità due ‘baluartes de pedra ençossa’ ai limiti della città, mentre un altro bastione venne costruito a difesa del porto. 14

Altre testimonianze ci informano che il baluardo non era solo di pietra, ma anche di terra e legno ‘…y luego en la hora hecimos en tierra un reparo de piedra, y tierra, y madera para poner alguna artilleria para nos defender…’15 ‘se fortificó com fortes tramqueiras y artilleria con nombre de fortaleza’ 16

Dalle descrizioni è chiaro in ogni modo che le opere di fortificazione che gli spagnoli costruirono al momento dello sbarco a Tidore furono due baluardi uno probabilmente il principale, quello che era chiamato fortezza, fu costruito dentro la città del Re nelle vicinanze del mare, l’altro nelle sue vicinanze, su di una punta. Inoltre, più tardi, nel giugno 1528, Hernando de la Torre fece costruire probabilmente sul lato nord della città un altro baluardo difensivo.

Quello che è certo, di questa prima fortificazione spagnola a Tidore, è che doveva essere un’opera di poco conto, visto la fretta con cui era stata costruita. La piccola fortificazione fu utilizzata anche come ricovero per la merce trasportata dalle navi ‘… e ally desembarcaron el artillería, y sus mercaderías y comenzaron á hacer un baluarte para su defensa: y metiéronse en él con todas sus mercaderías y artillería, …’ 17

Il giorno seguente all’arrivo degli spagnoli, fu sbarcata l’artiglieria e le merci che erano a bordo della nave. Circa metà degli occupanti della nave sbarcò, mentre l’altra metà rimase a bordo perché gli spagnoli temevano che i portoghesi tentassero di affondare la nave. Erano poco più di 10018 gli spagnoli arrivati a Tidore, e la nave ‘Victoria’ rappresentava l’unico mezzo a loro disposizione per poter tentare il ritorno in Spagna. Gli spagnoli dovettero respingere quasi subito un attacco portato dai portoghesi, i quali anche nei mesi successivi attaccarono più volte Tidore. I portoghesi tentarono con ogni mezzo di danneggiare gli spagnoli, il capitano spagnolo Martin Iñiguez de Carquizano fu da loro avvelenato e morì l’11 luglio 162719, a lui succedette come capo degli spagnoli Hernando de la Torre. Gli spagnoli presero parte attivamente alle lotte tra loro, Tidore e Jailolo da una parte e Ternate e i portoghesi dall’altro.

Nel frattempo nella Nuova Spagna era in preparazione una nuova spedizione diretta alle Molucche, questa flotta, composta da tre navi (‘Florida’, ‘Santiago’ e ‘Espiritu Santo’) con 30 cannoni e 110 uomini, era partita il 31 ottobre 1527 dal porto messicano di Zihuatanejo, il comandante della spedizione era Alvaro de Saavedra Ceron. Di questa spedizione solamente la nave ‘Florida’ comandata da Alvaro de Saavedra Ceron giunse a Tidore il 30 marzo 1528, a bordo erano 45 uomini che rimpinguarono le fila delle scarse truppe spagnole presenti a Tidore e a Jailolo e rafforzarono il morale degli spagnoli.20 Ma la mancata scoperta di una rotta di ritorno attraverso il Pacifico nonostante i numerosi e disperati tentativi fatti, impedì agli spagnoli di ricevere altri aiuti e di comunicare con le proprie basi, mentre d’altro canto i portoghesi ricevevano costantemente rinforzi da Malacca e Goa.

All’arrivo della nuova nave spagnola a Tidore, la fortezza dei castigliani si presentava come una fortezza di pietra, sabbia e pietrisco (‘piedra, arena y cascajo’) alta due braccia e spessa sei piedi, essa era armata con un cannone, una ‘culebrina’, due ‘sacres’ e molti altri pezzi d’artiglieria di ferro, una buona quantità di ‘escopetas’ e ‘ballestas’, essa appariva abbastanza ben fornita di artiglieria e le truppe erano ben armate. 21

Inoltre altre opere difensive furono approntate dagli spagnoli:

In una relazione al re di Spagna scritta da Tidore l’11 giugno 1528, Hernando de la Torre, indicava che per meglio difendere la città era necessario costruire un baluardo ad un’entrata della città di Tidore, egli allo scopo, aveva posto in quel punto 20 soldati capitanati da Diego de Ayala e con 5 o 6 pezzi d’artiglieria. 22

Nonostante la costruzione di queste successive opere di difesa, il forte spagnolo fu preso dai portoghesi nell’ottobre 1529.

I portoghesi non potevano scegliere un miglior momento per l’attacco, infatti, gli spagnoli avevano diviso le loro forze inviando 18 soldati assieme alle truppe di Tidore per una spedizione punitiva nella parte nord di Halmahera. A difesa della città di Tidore era rimasta una piccola guarnigione di 37 spagnoli dei quali solo 25 erano in grado di prendere le armi, ridotto era anche il numero delle truppe di Tidore rimaste a difesa della città.

La città di Tidore fu attaccata il 28 ottobre 1529 dai portoghesi e dai loro alleati di Ternate, qui gli spagnoli inizialmente tentarono la resistenza lungo il muro della città e lungo il baluardo che era stato costruito all’ingresso della città, ma poi visto il superiore numero dei portoghesi e dei loro alleati, furono costretti a ritirarsi dentro le mura della loro fortezza. I portoghesi bruciarono tutta la città di Tidore e posero l’assedio alla fortezza spagnola. Fu chiesta da parte dei portoghesi la resa, pena l’uccisione di tutti i difensori della fortezza, gli spagnoli comandati da Hernando de la Torre dopo diverse discussioni acconsentirono ad abbandonare la fortezza alla condizione di essere trasferiti nel villaggio di Zamafo nell’isola di Halmahera, i portoghesi imposero loro anche il divieto di ritornare nelle isole Molucche ‘…no fuese en ninguna de las cinco islas de clavo’. Partirono da Tidore alla volta di Zamafo il capitano Fernando de la Torre assieme a 23 soldati spagnoli, mentre altri 12 rimasero con i portoghesi passando al loro servizio.23

Nella fortezza e nella fattoria che era all’interno della fortezza spagnola, i portoghesi oltre a varia mercanzia confiscarono molte armi tra cui 6 grossi pezzi d’artiglieria di metallo, 25 pezzi d’artiglieria di ferro (‘…versos y falcones…’), 4 pezzi di grosse dimensioni, 4 ‘pasamuros’, 8 ‘falcones’ e altri ‘tiros pequeños’.24

Dopo la conquista portoghese del forte spagnolo di Tidore, sembra che alcuni soldati portoghesi siano rimasti a guarnigione dell’isola ‘… habia quedado gente de portugueses en Tidori…’ 25 Anche Castanheda accenna al fatto che alcuni portoghesi rimasero a Tidore per insegnare ai tidoresi ‘os nossos costumes’ e per impedire che in futuro si ripetesse un’alleanza tra tidoresi e spagnoli. 26

Come abbiamo visto questa prima fortezza costruita dagli spagnoli a Tidore era una costruzione molto semplice di muro a secco, probabilmente solo un piccolo bastione difensivo: ‘Los portugueses nos echaron por armas de Tidori, donde teniamos una fortaleza de piedra seca y toda l’artillería y hacienda que teniamos para nuestro mantenimientos, y dos fustas…’ 27 ‘…la fortaleza que tenian hecha los castellanos á manera de baluarte’ 28 Gli spagnoli mantennero il forte di Tidore per quasi tre anni dal 1 gennaio 1527 al 28 ottobre 1529. I pochi spagnoli rimasti con Hernando de la Torre rimasero ancora per alcuni anni a Jailolo, da dove furono poi imbarcati tra il 1534 e il 1535 verso l’India e poi verso la Spagna. 29

Nelle Molucche giunsero alcuni anni più tardi, nel 1537, i superstiti della spedizione di Grijalva, ma essi si consegnarono immediatamente ai portoghesi e non ebbero nessuna influenza sui rapporti di potere nelle Molucche.30

L’ultimo contatto spagnolo con le isole delle spezie prima dell’unione con il Portogallo, avvenne con la spedizione guidata da Ruy López de Villalobos. La méta della spedizione, in virtù dell’accordo del 1529, erano non meglio precisate isole delle spezie non ancora occupate dei portoghesi. Villalobos partì dal Messico il 1 novembre 1542 con 4 navi, una galeotta e un brigantino. Dopo un fallimentare tentativo di colonizzazione dell’isola di Sarragan, i resti della spedizione giunsero a Gilolo dove furono ben accolti dal re, che offrì loro il permesso di costruire una fortezza. Successivamente anche il re di Tidore si recò a Gilolo31 dove fece visita agli spagnoli e fu nuovamente stipulato un contratto di alleanza tra la Spagna, Tidore e Gilolo. Un gruppo di 60 soldati spagnoli comandati da don Alonso Manrique fu inviato a Tidore. Più tardi anche le altre truppe spagnole si trasferirono nell’isola.32

Gli spagnoli di Villalobos, aiutarono i propri alleati contro i loro nemici in diverse battaglie, ma evitarono sempre di combattere contro i portoghesi, intrattenendo con loro rapporti amichevoli, e scambiandosi visite, che insospettirono il re di Tidore che nell’agosto 1545, per difendersi e tutelarsi, fece costruire sulla cima di una collina una fortezza di pietra secca ‘… hizo fortalezer un peñol y ençima del hizo una fortaleza de piedra seca, para se recojer alli si neçessario fuese, …’. 33 Gli spagnoli tentarono ripetutamente di stabilire contatti con la Nuova Spagna, ma tutte le navi inviate furono costrette a rientrare nelle Molucche senza aver trovato una rotta di ritorno verso l’America, ciò provocò profondo scoramento negli spagnoli, che cominciarono a disertare e a passare dalla parte dei portoghesi, gli spagnoli furono costretti a negoziare una resa con i portoghesi e ad abbandonare Tidore, essi erano stati a Tidore dal marzo 1544 al novembre 1545.34 Nel febbraio 1546 i superstiti della spedizione di Villalobos lasciarono le Molucche a bordo di navi portoghesi. Villalobos morirà ad Ambon durante il viaggio di ritorno in Spagna.35

Continua: Le spedizioni spagnole alle Molucche dopo l’unione con il Portogallo

NOTE:

1 Jacobs, “Documenta Malucensia I, 1542-1577” (Roma, 1974) 3*-4*

De Silva, C. R. “The Portuguese and the trade in cloves in Asia during the sixteenth century” In: AA. VV. “An expanding world, vol. 11” 261.

2 Il forte portoghese era stato fondato da António de Brito nel giugno 1522, la prima pietra della fortezza venne posata per la festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno 1522, la fortezza venne denominata “São João Bautista de Ternate”. La fortezza venne eretta dai portoghesi, dove era la principale città del sultanato di Ternate (Sud dell’isola), a una lega dal porto principale dell’isola, chiamato Talangame, dove stavano ancorate la navi.

3 Essi erano: Juan de Campos de Escribano, Luis del Molino, Alonso de Cota Ginovés, Diego Arias e Maestre Pedro Lombardero. Vedi: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” 98; e anche “Declaraciones que dieron en Valladolid Gonzalo Gomez de Espinosa, Ginés de Mafra, y Leon Pancaldo, sobro los acontecimientos de la nao Trinidad en las Malucas” Documento n°40 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” (Madrid, 1837) 381

Secondo Castanheda gli uomini che rimasero a Tidore erano 10-12 uomini vedi: Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VI, cap. 5, 160

Mentre secondo Antonio Galvao furono 4 uomini vedi: Galvão “História das Molucas” 205

4 Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VI, cap. 10, 169; Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” 98

5 “Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n° 14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 285

6 “Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Martin Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes y descubrimientos que hicieron por mar los españoles, vol. 5” (Madrid, 1837) 286

7 Secondo quanto dichiarato da una schiavo dei portoghesi che era fuggito a Zamafo, la distruzione era avvenuta pochi giorni prima dell’arrivo delle navi spagnole.

Per questo episodio vedi: Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VII, cap. 39, 438

8 “Relacion escrita y presentada al el Emperador por Andres de Urdaneta …” Documento n°26 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 412

9 “Carta de Pedro de Montemayor escrita desde Cochin al Rey de Re del Portugal…, Cochin 14 Janeiro 1533” Documento n°19 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 343

10 Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VII, cap. 42, p. 441

11 Gaspar Correa “Lendas da India” vol. III, 175

12 Gaspar Correa “Lendas da India” vol. III, 360

13 Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VIII, cap. 6, 569

14 Diogo do Couto “Da Asia” Decada IV, parte 1, 190

15 “Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 286

16 “Al Rey de Portugal, Alfonso Mexia, Cochin 30 diciembre 1528” Documento n°13 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 240

17 “Declaracion de Juan de Mazuecos” Documento n°21 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 363

18 105, 115, 116, 117 (Galvão “História das Molucas” p. 215), 123, 133 a seconda delle testimonianze

19 Egli venne sepolto nella chiesa di ‘Nossa Senhora do Rozairo’ evidentemente il nome della cappella eretta dagli spagnoli a Tidore. “Carta de Pedro de Montemayor escrita desde Cochin al Rey de Re del Portugal…, Cochin 14 Janeiro 1533” Documento n°19 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 345

20 Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 94-113

21 “Relacion que presentó en Madrid el Año 1534 Vicente de Nápoles sobre los sucesos de la armada de Saavedra …” Documento n°37 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 486

Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 113

22 “Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 308

Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 123

23 “Relacion de Hernando de la Torre de lo ocurrido en las Molucas contra los portugueses de la isla de Terrenate, desde su ingreso en aquellas islas hasta fin del año 1533” Documento n°20 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 353-360 Gaspar Correia “Lendas da India” vol. III, 359

24 “Declaracion de Francisco de Paris, marinero de la nao Victoria …, 25 otubre 1536” Documento n°23 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 375

Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 133

25 Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 356

26 Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VIII, cap. 7, 571

27 “Carta de Hernando de la Torre a D. Alvaro de Zuñiga, Gilolo, marzo 1532” Documento n°18 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 337

28 “Declaracion de Juan de Mazuecos” Documento n°21 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 364

29 Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 150-155

30 Sulle vicende di questa spedizione vedi: Galvão “História das Molucas” 307-317

31 Secondo quanto riportato da Couto, furono gli spagnoli a chiedere al re di Tidore il permesso di poter passare a Tidore. Diogo do Couto “Da Asia” Decada V, parte 2, 406-407

32 P. Pablo Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxi In: D. Pedro Torres y Lanzas “Catalogo de los documentos relativos a las islas Filipinas existentes en el archivo de Indias de Sevilla. Procedido de una História General de Filipinas, por el P. Pablo Pastells, S. J.” (Barcellona, 1925-1936)

33 “Relacion de Garcia de Escalante Alvarado” AGI: Patronato,23,R.10 in: Consuelo Varela “El viaje de don Ruy López de Villalobos a las islas del Poniente, 1542-1548” (Milano, 1983) 143-144

Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxvi

34 L’accordo tra spagnoli e portoghesi verrà firmato il 4 novembre 1545. “Carta de fray Geronimo de Santisteban a don Antonio de Mendoza, de Cochin, en la India de Portugal a 22 de enero de 1547” AGI: Patronato,20,R.12 in: Consuelo Varela “El viaje de don Ruy López de Villalobos a las islas del Poniente, 1542-1548” (Milano, 1983) 30

35 Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxxvi, cxciii

Ciríaco Pérez-Bustamante “La expedición de Ruy López de Villalobos a las Islas de Pacífico” In: AA. VV. “A viagem de Fernão de Magalhães e a questão das Molucas. Actas do II colóquio Luso-Espanhol de História Ultramarina” (Lisbona, 1975) 611-626

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