Ternate e Tidore, Molucche (1760), Indonesia. Author Bellin. No Copyright
Ternate e Tidore, Molucche (1760), Indonesia. Author Bellin

Forte di Tohula, Santiago de los Caballeros. Le Fortezze Spagnole nell’isola di Tidore 1521-1663

Scritto da Marco Ramerini

5.2 Fuerte de los portugueses (Fortaleza dos Reis Magos)

5.3 TOHULA, SANTIAGO DE LOS CABALLEROS

Nome Spagnolo: Tohula1, Santiago de los Caballeros2, Sanctiago de los Caualleros3, Tahula, Taula, Thaula Altra fortificazione nelle vicinanze: Fuerte del Principe7, Baluarte del Principe

Nome Olandese: Tahoela4, Tahoelo5, Tahoele6:

Nome attuale: Benteng Tohula

CRONOLOGIA: La costruzione di questa fortezza fu iniziata da Azcqueta, nel 1610, i lavori furono più intensamente ripresi a partire dal 1613, essa fu terminata da Geronimo de Silva nel 1615, rimase in mano spagnola fino al 1662 (?)

Il forte di Tahula fu la principale fortezza spagnola nell’isola di Tidore, essa dominava dall’alto di una collina la città del re di Tidore e il mare. Era questo il forte che Acuña aveva ordinato di costruire alla sua partenza, nel 1606, e secondo i suoi ordini, in questa fortezza doveva risiedere un capitano con 50 soldati spagnoli.8 Il sito scelto per la costruzione di questa nuova fortezza era posto molto vicino alla città del re (‘lugar del Rey’) e a circa un quarto di lega da dove stava il vecchio forte dei portoghesi che prese fuoco nel maggio 1605 quando fu conquistato dagli olandesi ‘cosa de un quarto de legua de donde antes estaba, la que se boló’. Il nuovo forte doveva essere edificato su di un altura sopra al mare, il luogo scelto era in una posizione altamente difendibile, perchè aveva due precipizi su i due lati, mentre alle spalle aveva il vulcano, sotto il tiro dell’artiglieria del forte potevano riparare 2 o 3 galeoni.

Il luogo scelto era secondo le informazioni raccolte da Juan de Esquivel ‘…en la misma parte que dicen que Hurtado de Mendoça quizo hacerla quando estuvo aquí’. 9 Di questo nuovo forte, alla partenza di Acuña, nel maggio 1606, era stata tracciata una pianta, che purtroppo sembra che non sia giunta fino a noi.

La sua costruzione fu posta tra le priorità negli ordini lasciati da Acuña ad Esquivel. Nei propositi di Acuña, il forte doveva essere ben equipaggiato di artiglieria, per difendere i galeoni che dovevano ancorare nel porto, e con una forte guarnigione comandata da un capitano. La sua costruzione doveva essere posta in esecuzione il più velocemente possibile. Per fare ciò era stato fatto un accordo con il re di Tidore, che si era impegnato a far venire, ogni otto giorni, dall’isola di Maquien tre ‘caracoas’ con gente per lavorare alla forticazione.10 Ma la volontà di Acuña non fu rispettata, Esquivel ci informa che nell’aprile 1607, a circa un anno dalla conquista di Ternate, non aveva ancora iniziato a costruire la fortezza che Acuña gli aveva ordinato di fare a Tidore, questo a causa della mancanza di uomini con cui costruirla e con cui presidiarla.11 Inoltre per la sua posizione altamente strategica, la sua costruzione fu nei primi anni duramente ostacolata dai tidoresi, che preferivano che gli spagnoli riutilizzassero il vecchio forte portoghese situato più lontano dalla loro città e meno pericolosamente posizionato per i loro interessi.

Anche alcuni documenti olandesi accennano a questo forte o meglio alla collina su dove il forte verrà in seguito costruito: la montagna, che viene descritta nel rapporto del viaggio dell’ammiraglio C. Matalief (1607), di forma rotonda e di difficile accesso situata a sud della città del re ed in cima alla quale ci sono dei soldati spagnoli e tre cannoni, è certamente la collina dove negli anni successivi gli spagnoli erigeranno la fortezza di Tahula. Mentre il bastione di pietra situato lungo la spiaggia e le cui mura sono alte quanto un uomo, e lunghe alcuni colpi di moschetto nella direzione da nord a sud potrebbe essere l’altro piccolo posto difensivo che gli spagnoli chiamavano il ‘baluarte del Principe’.12

Un altro rapporto olandese del giugno 1608, accenna, tra l’altro, anche alla collina di Tahula (chiamandola ‘Thahulo’), dove gli spagnoli si erano asseragliati e dove avevano posizionato due postazioni d’artiglieria, probabilmente erano almeno 200 i soldati presenti a Tidore secondo le stime olandesi. La salita alla collina di Tahula, doveva essere molto ripida dal momento che gli olandesi videro i soldati spagnoli salire a carponi. Lo stesso documento ci parla anche delle fortificazioni della città, essa era circondata da una debole muraglia, ma aveva un robusto baluardo di legno e terra sul lato del mare, questo baluardo doveva essere l’embrione di quello che poi verrà chiamato il baluardo del Principe. Gli olandesi giudicarono quest’ultimo baluardo abbastanza facile da conquistare grazie alla sua vicinanza al il mare. 13

Come risulta dalle testimonianze spagnole e olandesi, nei primi anni della loro occupazione, gli spagnoli si erano evidentemente limitati a posizionare solo alcuni pezzi d’artiglieria e poche truppe sulla collina di Tahula, senza costruire un vero e proprio forte, che poi, come vedremo, fu costruito solo alcuni anni più tardi. In effetti gli anni del governo a Ternate di Juan de Esquivel (Maggio 1606-Marzo 1609) sono caratterizzati da una scarsa azione e da una lentezza esasperante nei lavori di costruzione e di miglioramento delle fortificazioni.14

Soltanto dopo la morte di Esquivel, prima con il breve governo di Lucas de Vergara Gaviria e poi con Cristobal de Azcueta, gli spagnoli intensificarono i lavori per la costruzione di nuove fortificazioni sia a Ternate che a Tidore. In particolare fu il governatore Christobal de Azcueta che durante i primi mesi del suo governo a Ternate, nell’anno 1610, visitò l’isola di Tidore, dove assieme ai suoi capitani cercò un sito dove poter costruire la nuova fortezza spagnola. Allo scopo fu scelta una collina che dominava tutta la città del re, la stessa che aveva individuato nel 1606 Pedro de Acuña. Azcueta chiese al re il permesso di costruire in quel luogo una fortezza, ma durante le trattative, i cachiles del re di Tidore si opposero alla richiesta spagnola dicendo che se gli spagnoli avessero costruito in quel posto una loro fortezza tutti loro sarebbero stati costretti a diventare cristiani e a sottomettersi agli spagnoli ‘que en haziendo fuerte alli los spanoles, los auean de hazer atodos hristianos’ ‘les parece a los cachiles y al Rey que donde se haze el fuerte le tenamos el pueblo a cavallero y muy subgeto’. I cachiles e il re proposero agli spagnoli di costruire il loro nuovo forte sul luogo del vecchio forte portoghese, ma saggiamente Azcueta non dette retta al re di Tidore e ai suoi cachiles e rifiutò l’offerta. Azcueta giudicò il vecchio forte troppo lontano dalla città del re per poterla difendere e controllare. La ferma decisione degli spagnoli ebbe la meglio sull’opposizione dei cachiles, e il re infine dette il permesso per la costruzione del forte. I lavori, ci informa Azcueta, cominciarono sotto la direzione di Pedro de Avellaneda, che era il capo delle truppe spagnole a Tidore. Nella carta in cui Azcueta ci informa di questi avvenimenti, ci dice che insieme alla lettera egli inviò al governatore delle Filippine D. Juan de Silva anche una pianta del forte ‘Embio a Vs.A. con esta aunque no sacada muy en forma la planta del fuerte’. 15 Dove possa essere conservata oggi questa mappa non è dato a sapere.

Un altro rapporto olandese scritto nel 1610 ci informa che su un’alta collina, chiamata Taroula, che domina la grande città dove risiede il re dell’isola, gli spagnoli hanno costruito una fortificazione con 10 cannoni e una guarnigione composta da 50 spagnoli e 8-10 papangos.16 La testimonianza olandese evidentemente fa riferimento all’inizio dei lavori. I lavori per il nuovo forte, nel 1610, erano stati solamente iniziati dagli spagnoli, infatti il loro completamento richiese diversi anni ancora. La lentezza con cui si svolsero i lavori oltre che all’ostilità dei tidoresi, fu dovuta all’effettiva difficoltà di trasportare i materiali e di costruire una così imponente fortificazione in un luogo così impervio. Concludendo, i lavori che mai furono iniziati durante i governi di Juan de Esquivel (maggio 1606-marzo 1609) e di Lucas de Vergaria Gabiria (marzo 1609-febbraio1610), furono, come abbiamo visto, avviati da Azcueta (febbraio 1610-marzo 1612), continuarono per diversi anni, e furono portarti a termine, come vedremo, solo sul finire del 1615 dal successivo governatore Gerónimo de Silva (marzo 1612-aprile 1617). Nel luglio 1611, il forte di Tidore aveva sei pezzi d’artiglieria, dei quali tre erano di bronzo e gli altri tre di ferro ‘colado con sus cuchara y atacadores’.17

Contemporaneamente ai lavori nel nuovo forte, gli spagnoli migliorarono anche le difese situate sotto la collina e che interessavano direttamente la città. Con tutta probabilità è proprio il ‘baluarte del Principe’ il forte di cui parla don Fernando de Ayala in una sua lettera, quando assieme al sergente maggior Balcazar (Esteban de Alcazar) e a don Fernando Becerra visionò, nel febbraio 1613, nella città di Tidore le difese del forte in basso ‘… fuerte de abajo …’ dove venne deciso di abbattere ‘… algunos padrastros que tenia…’. 18

Alla fine del mese di marzo 1613, l’anno di maggior pressione olandese su Tidore, Geronimo de Silva, faceva certamente riferimento al forte di Tahula, quando dette ordine di mettere direttamente nelle mani del re di Tidore il controllo dei lavori della fortificazione in alto ‘… que V. A. acuda á la fortificacion de arriba …’. Questi lavori erano giudicati di capitale importanza assieme a quelli da fare al ‘fuerte de los portuguéses’, e che erano stati affidati al controllo del Principe. Allo scopo di accellerare i lavori de Silva prometteva al Re di inviare immediatamente a Tidore tutti gli scalpellini e gli operai che aveva a sua disposizione a Ternate‘… y ansí irán luego todos los canteros y obreros que aquí tengo, …’ Il governatore ordinò inoltre di abbandonare ogni altro lavoro di fortificazione lungo la riva, facendo riferimento con tutta probabilità al cosiddetto ‘Baluarte del Principe’. Il Principe di Tidore doveva comunque aver gia completato il suo forte, tanto che il 18 aprile 1613, giunse a Ternate per richiedere un pezzo d’artiglieria per il bastione che aveva costruito. 19

Un quadro della situazione delle fortificazioni spagnole nella città di Tidore ci è offerta dalla relazione lasciata dal capitano inglese John Saris, che nell’aprile 1613 visitò Tidore. Il forte spagnolo si trovava sulla costa orientale di Tidore, dove era possibile ancorare in acque profonde in vicinanza della costa, al momento dell’arrivo della nave inglese, alla fonda sotto il forte erano due galere spagnole. Gli inglesi non sostarono durante la notte sotto il forte spagnolo, ma essendo buio ancorarono con l’assistenza del capo delle galere Gomez a circa una lega e mezza di distanza dal forte, qui la mattina successiva gli inglesi si accorsero di essere nelle vicinanze di una batteria di 8 cannoni (che era quanto rimaneva del forte dei portoghesi), per cui decisero di spostarsi fuori dal raggio dell’artiglieria e ancorarono una lega più a sud, dove restarono per alcuni giorni, poi dietro richiesta spagnola decisero di passare a Ternate, per fare ciò puntarono verso sud passando di nuovo sotto il forte spagnolo, che salutò gli inglesi con 5 salve di cannone, e poi doppiarono la punta sud di Tidore, dove scorsero due imbarcazioni olandesi ancorate nei pressi del recentemente conquistato forte di Marieco.20

La continua pressione militare portata dagli olandesi sulle posizioni spagnole a Tidore ebbe l’effetto di accellerare i lavori per la costruzione del forte che portano il governatore de Silva a considerarne conclusa la sua costruzione nell’anno 1615. Infatti di questa fortezza ci parla nuovamente de Silva in una lettera del 12 maggio 1615, nella quale informa il re di Spagna di aver fatto costruire a Tidore una fortezza per difendere l’isola da eventuali attacchi olandesi ma anche da eventuali colpi di mano dei tidoresi, la fortezza ha tre ‘caballeros’ e 2 ‘baluartes’.21 Nel settembre 1615 i lavori di costruzione erano praticamente terminati infatti de Silva ci dice che la nuova fortezza ‘…está ya cerrada y con su puerta y en tan buena defesa…’. 22 Il governatore con questa lettera inviò a Don Juan de Silva anche una ‘pintura’ della fortezza purtroppo anche di questa non sono riuscito a trovarne traccia negli archivi. Egli si dichiara particolarmente orgoglioso di essere riuscito a completare questo forte anche se a prezzo di enormi sacrifici.

Documenti successivi ci indicano l’importanza data dagli spagnoli a questo forte: questa fortezza era situata su di una collina sopra il ‘Lugar Grande’ dove il re di Tidore aveva la sua città e la sua corte (‘…y el dia de hoy está en la forma que he sinificado, bien contra el gusto de los naturales por la carga y freno que tienen en verla sobra si’) e veniva definita da Gerónimo de Silva, grazie al suo ‘…buen sitio y eminencia, caballeros, cortinas y baluartes, algibes y almagacenes…’ come capace di ‘…defenderse por mucho tiempo de todo el poder de Holanda…’ nonostante che l’artiglieria presente non fosse molta, il forte veniva giudicato inespugnabile ‘…con lo que hay en ella, por muchos dias, habiendo de comer, se puede defender por ser inespugnable, aunque me costó excesivo trabajo por ser la cosa que jamas ninguno de mis antecesorés pudieron acabar, que los moros lo permitiesen ni diesen consentimento a ello…’ anche se ammette de Silva la fortezza avrebbe bisogno di più artiglieria. Dalla stessa lettera datata 17 giugno 1616, si può dedurre che i lavori per la costruzione della fortezza erano partiti (o ripartiti) nel 1613: ‘…me fundo en una de cal y canto que he labrado desde su primer cimiento, de tres anos á esta parte…’. De Silva si attribuisce quindi tutto il merito della costruzione, anche se come abbiamo visto i lavori vennero iniziati da Azcueta nel 1610.23

La fortezza di Thaula, viene definita come ‘força grande’, insieme ad essa era anche una piccola popolazione (‘cidade pequena’) dove vivevano anche dei portoghesi. La fortezza ‘he em maneira forte, e inexpugnavel’ era situata ‘muito alta’ ed è ‘toda amurada’, aveva 10 pezzi d’artiglieria e una guarnigione di 40 soldati comandati da un capitano. Vicino alla fortezza gli spagnoli avevano anche un baluardo chiamato ‘de Principe’, con tre pezzi d’artiglieria e dove sono stazionati 10 soldati con il loro alfiere.24 Una conferma al fatto che questo forte fosse nelle immediate vicinanze della fortezza spagnola ci è data anche in un breve riferimento al ‘Fuerte del Principe’ fatto dal capitano Pedro Martinez Cid, che inviò, attorno al 1618, a capo della guarnigione di questo forte l’alfiere Pedro de Mora Salcedo, il forte, ci informa Cid, era situato ‘tras muro de la fuerza de Tidore’25 Il forte del Principe a differenza di quello del re, che mai fu presidiato dagli spagnoli, era presidiato da truppe spagnole, generalmente era l’alfiere della compagnia del capitano di stanza nella fortezza di Tidore a comandare il forte, dai documenti visionati sono saltati fuori altri nomi di capi del ‘baluarte’ oltre a quello di Pedro de Mora Salcedo (1618) furono a capo del ‘baluarte’ Pedro de la Fuente Urroz26 (c.1613/1614), Juan de Medina Bermudez27 (probabilmente prima del 1618) e Antonio Maldonado y Moscoso28

Alcune lettere29 del governatore Gerónimo de Silva ci svelano il nome con cui gli spagnoli chiamavano il forte di Tahula: Forte Santiago, Plaza de Santiago30, Fuerza de Santiago de los Caballeros31 che è evidentemente il nome per esteso con cui veniva chiamato il forte. Un ulteriore testimonianza sul nome del forte di Tidore ci viene fornita in due altri documenti spagnoli, dove veniamo informati che il sergente maggiore Gonzalo Portillo (che fu anche governatore degli insediamenti spagnoli nell’isola di Formosa) ebbe a suo carico il forte di ‘Santiago de los Caballeros de Tidore’32 Infine, il capitano Bartholome Alonso fu capo (nel 1642 o poco dopo) del forte di ‘Sanctiago de los Caualleros de la ysla de Tidore’. Più oltre nello stesso documento, veniamo informati che nel 1653-1654, sotto il governo di Francisco de Esteybar, la fortezza di ‘Sanctiago de los Caualleros questas en la isla de Tidore’ fu ricostruita e restaurata.33 Infine due dichiarazioni, una del capitano Gregorio Lopez (capitano delle fortezze dell’isola) firmata dallaciudad de Tidore y fuerza de Santiago de los Caualleros, 13 dicembre 1617’ e un altra del capitano Juan de la Umbria firmata ‘en la ciudad de Tidore fuerza de S. Tiago de los Caualleros, 14 maggio 1618’ tolgono ogni dubbio.34

Attorno al 1659, Alonso del Castillo fu nominato capo del forte del Principe, che era situato nella ‘barra’ del porto della fortezza di Santiago, questo bastione era a difesa del porto della città.35 Il porto sotto il forte di Santiago de los Caballeros, veniva usato dagli spagnoli come base per le galere, che, perlomeno nelle intenzioni del governatore Francisco Suarez de Figueroa, dovevano servire per assaltare i convogli olandesi. Infatti, gli olandesi generalmente ricevevano i loro soccorsi a Malayo e poi successivamente mandavano alcune navi a Maquien e a Bachan per approvigionare i forti di quelle isole, Francisco Suarez de Figueroa, pensò nel settembre 1640, che in caso che una o due imbarcazioni nemiche fossero passate nelle vicinanze del forte di Tidore, specialmente con calma di vento, di attaccarle con le galere che erano ancorate nel porto di Tidore. Sembra che tali circostanze almeno in quest’occasione non si verificarono.36

Nella fortezza di Santiago de los Caballeros, risiedeva il comandante spagnolo delle guarnigioni di presidio all’isola di Tidore che aveva giurisdizione anche sui presidi di Payaje e Tafongo nell’isola di Halmahera. Inoltre era in questa fortezza che i governatori di Ternate risiedevano quando erano a Tidore. Un interessante documento, datato Tidore 29 marzo 1648, firmato dal capitano Juan de Zaualeta (Capo della fortezza di ‘Sanctiago de los Caualleros de la ysla y reyno de Tidore’), dove lo stesso Zaualeta impartisce gli ordini all’alfiere Miguel de Guinea, che era stato nominato capo dei presidi dell’isola durante l’assenza di Zaualeta che doveva recarsi a Ternate su richiesta del governatore don Lorenzo de Olaso, ci dà un piccolo spaccato di come procedeva la vita nel forte di Santiago de los Caballeros di Tidore: le porte del forte dovevano rimanere chiuse dal tramonto del Sole fino alle 7 della mattina (ora in cui essendo alto il Sole era visibile la campagna circostante), inoltre le porte del forte dovevano rimanere chiuse da mezzogiorno fino alle due del pomeriggio (evidentemente per la siesta). Ogni giorno dopo la chiusura delle porte del forte doveva essere recitato il Rosario. Tutti i giorni 5 uomini dovevano andare al ‘pueblos de los moros’ (cioè alla città di Tidore) per comprare i viveri per la guarnigione e fino a che questi non fossero di ritorno era espressamente vietato che altri soldati si recassero nella cittadina di Tidore. Particolare attenzione era dovuta ad ogni eventuale disputa tra soldati e tra soldati e tidoresi che dovevano essere immediatamente punite, mentre i delitti più gravi dovevano essere riferiti al capitano che impartiva le punizioni. In caso di necessità di inviare avvisi a Ternate, i dispacci dovevano essere inviati sia per mare, che per terra inviandoli prima alla ‘fuerça del Rume’ di modo che da lì venissero inviati a Ternate.37

Qualche altro particolare riguardante la vita e le disposizioni che gli spagnoli dovevano seguire nel forte di ‘Santiago de los Caballeros’, ci vengono forniti da alri due documenti simili, il primo datato 13 aprile 1640, nel quale il governatore Francisco Suarez de Figueroa, impartisce gli ordini al nuovo capo della fortezza, il capitano Ginés Rojas Narvaez. Il secondo è datato 1656 ed è firmato dal governatore Diego Sarria Lascano. Per esempio, gli ordini militari ma anche le pene per eventuali offese a Dio dovevano essere affisse nel corpo di guardia del forte. Interessanti sono gli ordini da rispettare in caso di una visita al forte del re di Tidore. Infatti il re di Tidore aveva a volte l’abitudine di visitare il capo della fortezza, in queste occasioni solo il re poteva entrare nella fortezza con le sue armi, se fosse stato presente il suo ‘rregidor’ egli poteva portare il suo ‘clis’ (pugnale ?), gli altri dignitari e accompagnatori dovevano lasciare le proprie armi alla porta della fortezza. Inoltre i soldati per tutta la durata della visita dovevano tenersi pronti con le armi in pugno, in modo particolare quelli del corpo di guardia, perché, ci informa il documento, i tidoresi sono nostri amici ma dobbiamo avere cautela, perché sono comunque sempre nemici della nostra santa fede. Se invece a visitare la fortezza erano due o tre ‘cayiles’ o ‘guimalaes’ essi potevano portare nella fortezza le loro armi. Un altra usanza che Francisco Suarez de Figueroa chiedeva di rispettare per non urtare la suscettibilità del re di Tidore era quella in base alla quale ogni 15 giorni doveva essere inviata un imbarcazione a portare a Ternate le richieste del re di Tidore, come era suo costume. Le porte del forte dovevano essere chiuse a partire dalle cinque e mezza della sera e in nessun modo aperte durante la notte. Durante la notte era vietato far uscire o entrare chiunque e il capitano doveva tenere le chiavi de forte. Inoltre le comunicazioni con Ternate potevano essere fatte via mare oppure per la via del Rume. Era vietato sparare colpi d’artiglieria che non fossero destinati contro i nemici. Solo nel caso del passaggio del re di Tidore sotto la fortezza spagnola con la sua imbarcazione era permesso sparare solo un colpo con ‘una pieçe suela pequeña’ que era posizionata nella piattaforma, questo perché ormai era diventata una consuetudine. In caso di piccoli diverbi tra soldati era il capitano del forte ad impartire le punizioni, per i casi più gravi i soldati dovevano essere inviati a Ternate, inoltre anche i malati dovevano essere inviati a curarsi a Ternate. Inoltre di estrema importanza era il mantenere buoni rapporti con i ‘cachiles’, i ‘giumalaes’ e i personaggi importanti dell’isola. Per finire, dalle istruzioni, sappiamo che nel forte spagnolo era presente un religioso che si occupava della cura spirituale dei soldati della guarnigione.38

Il forte di Tahula rimase sotto saldo controllo spagnolo fino quasi alla fine della presenza spagnola nelle Molucche. Sembra che ‘Santiago de los Cavalleros’ sia stato abbandonato tra il 1661-1662, allorquando il governatore di Ternate, Agustin de Cepeda, su ordine di Manrique de Lara, inviò la compagnia dove era alfiere Juan de Origuey a Tidore per ritirare (e demolire) le guarnigioni di alcuni forti dell’isola: ‘que asistiese y aiudase a su capitan al rretirar las fuerzas de Tidore, con las de Chobo y otras circumbecinas a los pueblos de los Moros toloas’. Secondo la testimonianza di Diego de Salazar, capitano delle reali galere di Ternate, le fortezze che gli spagnoli dovettero demolire e le guarnigioni che ritirarono, nel 1662, erano ‘… me ordeno retirara las de Tidore Chouo, y Puli Cauallo …’ i lavori di demolizione e del ritiro furono affidati all’alfiere Juan de Origuey, che vi lavorò personalmente riuscendo a trasportare a Ternate l’artiglieria e le munizioni.39 Alla partenza degli spagnoli il forte fu occupato dal sultano di Tidore.

Miguel de Pareja, padre gesuita che nel 1670 visitò Ternate e Tidore, ci informa che la ‘nuestra fuerza grande’ di Tidore era stata eletta a residenza del re dell’isola ‘Saifudin, que vulgarmente llaman Golofino’ e che in essa risiedeva un corpo di guardia composto da 8-10 soldati olandesi.40

Secondo Pastells, Tahula (‘la fuerza grande de esta isla’) fu occupata da ‘Golofino’ (il re di Tidore Saifudin) a cui gli olandesi dettero 16 soldati come corpo di guardia.41

Secondo un rapporto olandese del 1707, dopo la partenza degli spagnoli il re di Tidore accettò la richiesta degli olandesi di demolire i forti di Tahoele, Romij e Tiobbe dietro la promessa di 300 Rs.s, ma i forti non furono completamente smantellati e su successiva richiesta del re, approvata dalla compagnia il 19 gennaio 1666, il forte di Tahoele fu mantenuto come residenza reale e nel 1707 era ancora discretamente conservato essendo stato riparato dal re Hamza Faharoedin recentemente deceduto.42

Un altro accenno al forte spagnolo di Tohula, viene fatto in un documento che è presente nell’Archivio General de Indias di Siviglia dove esiste un interessante carteggio sulle Molucche datato 1778, oltre cento anni dopo l’abbandono dellle Molucche da parte degli spagnoli. Il carteggio nasce da una richiesta fatta da un inviato di tre sultani delle Molucche (Ternate, Tidore (Taduri) e Bachian) di ritornare sotto la protezione spagnola. L’inviato dei sultani giunse a Zamboanga nel 1778. L’inviato portava con se una lettera dei sultani di ‘Taduri’ (Tidore) e Bachan (datata agosto 1778), oltre a una bottiglia d’acqua della fonte di ‘Torula’ e un sacco di terra dell’antico forte degli spagnoli. Dal fatto che a scrivere la carta siano appunto i due sultani di Tidore e Bachan sembra che fossero in effetti soltanto questi due sultani gli artefici di quest’iniziativa. L’unico risultato di questa ambasciata fu il carteggio in questione. 43

Il forte, viene descritto da De Clercq 44, nel 1890, come un piccolo forte chiamato Kota Hula o Tohula. Nel 1928, van de Wall nel suo libro “De Nederlandsche oudheden in de Molukken” descrive Tohula come una fortezza situata su di una quasi inaccessibile scogliera, alta sulla costa. A quell’epoca il forte, ancora mostrava i suoi cinque parapetti, dei quali il meglio conservato era quello situato sul lato del mare. L’ingresso al forte era ancora caratterizzato da un arco gotico, anche il locale adibito a polveriera era in buono stato di conservazione con le sue scale. Inoltre erano visibili larghi tratti di mura lungo il perimetro del forte. L’impressione che ne ricavò van de Wall fu di una grande e importante fortificazione.45

Le rovine del forte sono tuttora visibili ma purtroppo sono descritte in stato di pietoso abbandono.

Secondo la guida “Indonesia” della Lonely Planet, le rovine del forte si trovano sopra la strada all’ingresso di Soa Siu, il forte è quasi completamente ingoiato dalla vegetazione.46 Anche la guida “Maluku” della Periplus fa un piccolo accenno a questo forte che viene descritto in cattivo stato, esso si trova su di una ripida salita appena prima dell’ingresso alla città di Soa Siu.47 Alcune foto recenti dei resti delle mura del forte e della porta d’ingresso della torre fortificata di questo forte sono state pubblicate nel libro “Spain and the Moluccas. Galleons around the world”.48

Continua: Difese della città del Re: Forte di Sokanora

NOTE:

1 AA. VV. “Correspondencia” 378

2Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 1661-12-17” AGI: Filipinas,51,N.14

3Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 1661-12-17” AGI: Filipinas,51,N.14

4 Tiele, P. A. & Heeres, J. E. “Bouwstoffen” vol. II, 379, 382, 383

5 Tiele, P. A. & Heeres, J. E. “Bouwstoffen” vol. II, 381

6 Tiele, P. A. & Heeres, J. E. “Bouwstoffen” vol. III, 399; AA. VV. “Dagh-Register, anno 1664” 286, 389, 598.

7 “…por las pocas fuerzas que hoy tiene el rey de Tidore, por ser muy solo y no tener en su isla lo que tenia hasta aqui, por lo que me conviene tener siempre en esta isla sobre ducientos hombres en la plaza de Santiago y en el fuerte del Principe, Tomanira y Socanora. “Tanto de carta que el señor don Gerónimo de Silva escribió á el señor don Juan de Silva, Tidore en 8 de agosto de 1616” In: “Correspondencia” 387-388

8 Argensola, Bartolomé Leonardo de “Conquista de las islas Malucas” 345

9Carta de Juan de Esquivel al Rey, Terrenate 02 de mayo 1606” AGI: Patronato,47,R.19 pubblicata anche in: Pastells “Historia general de Filippines” tomo V, ccxxix-ccxxx

Oltre a questa dichiarazione di Esquivel, non ho trovato altre testimoninze riguardanti le intenzioni di Hurtado de Mendoça di costruire una nuova fortezza a Tidore in questo punto.

10 “Instrucción a Juan de Esquivel para conservación. Terrenate, 02-11-1606” probabilmente 2 maggio 1606 AGI: Patronato,47,R.17

11Carta de Juan de Esquivel a la Audiencia sobre Terrenate, 04-04-1607” AGI: Filipinas,20,R.1,N.2

12Rapporto del viaggio dell’ammiraglio C. Matelief, scritto nel 1607” in: Commelin’s “Begin ende voortgangh” Vol. 2, 63

13Informatie van den stant van de Molucques, door Jan Bruyn, 12 may 1609” In: “De reis van de vloot van Pieter Willemsz Verhoeff naar Azie, 1607-1612” vol. II, 304

de Booy “De derde reis van de VOC naar Oost-Indië onder het beleid van admiraal Paulus van Caerden uitgezeild in 1606” vol. I, 63-64

14 Al nuovo governatore delle Filippine, Vivero, arrivarono voci da Ternate di lamentele nei riguardi di Esquivel. Egli fu accusato di non essere l’uomo adatto per gestire la situazione delle isole, particolarmente duro era il giudizio espresso dall’ “oidor” don Juan de la Vega, egli giudicava Esquivel uomo poco adatto e di poca esperienza per le cose di guerra, inoltre giudicava troppo poco aggressiva la sua condotta nei confronti dei ribelli e lo accusava di non aver proceduto come dovuto ai lavori di fortificazione. De la Vega ricorda anche che sempre Esquivel aveva permesso agli olandesi di occupare e fortificare Malayo senza fare niente d’importante per evitarlo. AGI 1-2-1/14, ramo 27 e AGI 67-6-20 in: Pastells “Historia general de Filipinas” tomo VI (1608-1618), xl-xli

15Cartas del Virrey Luis de Velasco (El Hijo) (1607-1611): 5-El Sargento Mayor Cristóbal de Azcoeta al Gobernador de las Filipinas Don Juan de Silva, sobre le estado de las fuerzas a su cargo. Fuerza de Terrenate, 23-IV-1610” AGI: Mexico, 28, N.2

16Journal of Pieter W. Verhoeven, 1610” in: Commelin “Begin ende voortgangh van de Vereenighde Nederlandtsche geoctroyeerde Oost-Indische Compagnie” vol. II, 112

17Confirmación de encomienda de Burauen. Expediente de confirmación de la encomienda de Burauen a Bartolomé Díaz Barrera. Resuelto. [f] 18-01-1627” AGI: Filipinas,48,N.13

18Carta que escribió el sargento mayor don Fernando de Ayala […] á el señor don Gerónimo de Silva, Tidore, 16 de febrero de 1613” in: AA. VV. “Correspondencia” 90

19Carta que el gobernador don Gerónimo de Silva escribió al rey de Tidore, Terrenate, 31 de marzo de 1613” in: AA. VV. “Correspondencia” 94

Carta que escribió el señor don Gerónimo de Silva al señor don Juan de Silva” in: AA. VV. “Correspondencia” 104

Carta dirijida á S. M. por don Gerónimo de Silva, Terrenate” in: AA. VV. Correspondencia” 125

20 Kerr, Robert “A General History and Collection of Voyages and Travels, Vol. VIII.” Sec. XV. “Eighth Voyage of the English East India Company, in 1611, by Captain John Saris” Sec. 4. “The Voyage of Captain Saris, in the Clove, towards Japan, with Observations respecting the Dutch and Spaniards at the Molucca Islands” e Sec.5. “Further Observations respecting the Moluccas, and the Completion of the Voyage to Japan

21Tanto de carta que el gobernador don Gerónimo de Silva escribió á el rey, nuestro señor, Tidore en 12 de mayo de 1615” in: AA. VV. “Correspondencia” 284

22Tanto de carta que el señor gobernador don Gerónimo de Silva escribió á el señor don Juan de Silva, Terrenate en 9 de setiembre de 1615” In: AA. VV. “Correspondencia” 310

23Tanto de carta que el señor gobernador don Gerónimo de Silva escribió á S.M., Tidore en 17 de junio de 1616” In: “Correspondencia” 368

24Relação breve da ilha de Ternate, Tydore…, Malaca, 28 novembre 1619” in: AA. VV. “Doc. Ultramarina Portuguesa” vol. I, 168

25 Vedi la dischiarazione del capitano Pedro Martinez Cid datata 10 marzo 1620 in: “Confirmación de encomienda de Tulaque, etc Expediente de confirmación de las encomiendas de Tulaque, Mandayat y Buguey en Cagayan a Pedro de Mora. Resuelto, [f] 1639-05-13” AGI: Filipinas,49,N.31

26 Fu a capo delle trincee che vennero fatte per difendere Tidore dai nemici. Fu anche a capo di un forte fatto costruire dal principe di Tidore durante il periodo di maggior pressione olandese. “Informaciones: Pedro de la Fuente Urroz. Informaciones de oficio y parte: Pedro de la Fuente Urroz, capitán, vecino de Manila. Informaciones y poder. [f] 1632” AGI: Filipinas,61,N.12; “Confirmación de encomienda de Agoo. Expediente de confirmación de la encomienda de Agoo en Pangasinan a Pedro de la Fuente Uriez (sic por Urroz). Resuelto. [f] 28-09-1630” AGI: Filipinas,48,N.39

27Confirmación de encomienda de Guisan, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Guisan, Lantac, Adpili, Panglao, Masago, Panaon y Ormoc en Cebu en Leyte a Juan de Medina Bermudez. Resuelto, [f] 12-08-1633” AGI: Filipinas,48,N.67

28 Servì per nove anni a Ternate, a partire dal 1612, durante questi nove anni fu anche capo del ‘fuerte y fortaleza’ del Principe di Tidore. “Confirmación de encomienda de Paracale, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Paracale y Capalonga en Camarines a Antonio Maldonado y Moscoso. Resuelto, [f] 05-07-1659” AGI: Filipinas,51,N.3

29 Vedi l’estratto della lettera di Geronimo de Silva a D. Juan de Silva, 29 luglio 1616 In: Rios Coronel, Hernando de los “Memorial y relacion…” 1621, Madrid, Spagna. In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 19 (1620-1621), 214

Tanto de carta que el señor gobernador don Gerónimo de Silva escribió á el señor don Juan de Silva, Tidore 8 de agosto de 1616” in: AA. VV. “Correspondencia” 388

30Tanto de carta que el señor gobernador don Gerónimo de Silva escribió á el señor don Juan de Silva, Tidore 8 de agosto de 1616” in: AA. VV. “Correspondencia” 388

31Tanto de carta que el gobernador don Gerónimo de Silva escribió á el rey de Tidore, Fuerza de Santiago de los Caballeros, en 13 de julio de 1615” in: AA. VV. “Correspondencia” 297

32Respuesta de Gabriel Ruiz en nombre de Corcuera. Manila, 21 de octubre de 1644” AGI: Escribania 409B f. 144v pubblicato in: Borao J. E. “Spaniards in Taiwan” (Taipei, 2002) vol. II, 524

Nombramiento e instrucciones de Sebastián Hurtado de Corcuera a Gonzalo Portillo, nuevo gobernador de la Isla Hermosa, en nombre del Rey Felipe IV. Se mencionan sus meritos e historia militar. Manila, 13 de abril de 1640” AGI: Escribania 409B f. 153 pubblicato in: : Borao J. E. “Spaniards in Taiwan” vol. I, 311

33Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 1661-12-17” AGI: Filipinas,51,N.14

34Confirmación de encomienda de Guisan, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Guisan, Lantac, Adpili, Panglao, Masago, Panaon y Ormoc en Cebu en Leyte a Juan de Medina Bermudez. Resuelto, [f] 1633-08-12” AGI: Filipinas,48,N.67

35Confirmación de encomienda de Santa Catalina Expediente de confirmación de la encomienda de Santa Catalina en Ilocos a Alonso del Castillo. Resuelto[f] 17-12-1686” AGI: Filipinas,55,N.12

36Confirmación de encomienda de Viri. Expediente de confirmación de las encomiendas de Viri en Ibabao (Samar) a Ginés Rojas Narvaez. Resuelto. [f] 09-01-1645” AGI: Filipinas,49,N.61

37Confirmación de encomienda de Binalatonga, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Binalatonga, Bolonguey y Telban en Pangasinan a Miguel de Guinea. Resuelto, [f] 09-12-1655” AGI: Filipinas,50,N.52 ordine di Juan de Zaualeta (Tidore, 29 marzo 1648)

38Confirmación de encomienda de Viri. Expediente de confirmación de las encomiendas de Viri en Ibabao (Samar) a Ginés Rojas Narvaez. Resuelto. [f] 09-01-1645” AGI: Filipinas,49,N.61

Confirmación de encomienda de Baratao. Expediente de confirmación de las encomiendas de Baratao en Pangasinan a Alonso Lozano. Resuelto. [f] 16-06-1676” AGI: Filipinas,54,N.12. ordini e istruzioni per il capo del forte di ‘Santiago de los Caualleros’, firmati da Diego Sarria Lascano (Terrenate, 6 giugno 1656) (fogli 154-165)

39Confirmación de encomienda de Majayjay, etc. Expediente de confirmacion de las encomiendas de Majayjay y Santa Cruz en La Laguna de Bay a Juan Rodríguez de Origuey. Resuelto[f]. 08-06-1695” AGI: Filipinas,58,N.3

Memoriale dell’alfiere Juan de Origuey (Manila, 20 settembre 1673) (fogli 18-20) in: “Confirmación de encomienda de Batangas. Expediente de confirmación de la encomienda de Batangas en Balayan a Lorenzo de Zuleta. Resuelto. [f] 03-04-1677” AGI: Filipinas,54,N.14

40 “Fr. Miguel de Pareja to governor Manuel de Leon. Manila, 25 enero 1671” in: Jacobs, “Documenta Malucensia III, 1606-1682” Doc. n° 215, p. 660 e anche nota 6

41 Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III, 812 nota n°1

42 ARA: VOC 8076 Ternate 1707, 429-430

43 “Gobernador Filipinas sobre los tres sultanes de Terrenate” AGI: Estado, 45, N. 5

44 De Clercq F.S.A. “Bijdragen tot de kennis der Residentie Ternate, 1890” (Leiden, 1890) 46

45 Van de Wall, V. I. “De Nederlandsche oudheden in de Molukken” (‘s-Gravenhage, 1928) 267-268

46 AA. VV. “Indonesia, a travel survival kit” (Hawthorn, 1990) 780

47 Muller , Kal “Maluku: Indonesian Spice Islands” (Singapore, 1997) 115

48 Vedi foto in: AA. VV. Spain and the Moluccas. Galleons around the world” (Jakarta, 1992) 64-65

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