CAPITOLO UNDICESIMO: GLI ULTIMI GOVERNATORI SPAGNOLI DI TERNATE, 1640-1663
CAPITOLO UNDICESIMO: GLI ULTIMI GOVERNATORI SPAGNOLI DI TERNATE, 1640-1663

Gli ultimi governatori spagnoli delle Molucche, 1640-1663

Gli spagnoli nelle Isole Molucche: 1606-1663/1671-1677. La storia della presenza spagnola nelle isole delle spezie

Scritto da Marco Ramerini

CAPITOLO UNDICESIMO: GLI ULTIMI GOVERNATORI SPAGNOLI DI TERNATE, 1640-1663

D. FRANCISCO SUÁREZ DE FIGUEROA Y ACEVEDO, gennaio 1640-1642

Il nuovo governatore D. Francisco Suarez de Figueroa era partito dalla Spagna per le Filippine nel 1608 assieme a D. Juan de Silva, con cui aveva legami di parentela ed aveva servito il re a Ternate durante il governo di D. Gerónimo de Silva.1 Egli succeddette a Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola il 23 gennaio 1640.2

Nel 1640 il costo che la corona di Spagna sopporta per il mantenimento delle Molucche è più di 230.000 pesos all’anno, così suddivisi: 97.128 pesos per i salari, 30.000 pesos per l’approvvigionamento, 4.000 pesos per i religiosi e gli amministratori del tesoro reale ed infine 100.000 pesos per la flotta.3

Durante il governo di D. Francisco Suárez de Figueroa arrivarono dall’isola di Celebes richieste di religiosi, secondo quello che scrive, da Manados, il frate francescano Juan Iranzo4 (Iranço) molti abitanti dell’isola (egli indica la cifra di 100.000 persone) vorrebbero diventare cristiani. Da parte di frate Iranço erano stati inviati a Ternate 13 o 14 capi di Manados per istruirli alla religione cattolica, essi vennero battezzati nel convento di San Antonio. Gli abitanti di Manados vengono descritti come estremamente industriosi, di robusta costituzione e di carnagione chiara, mentre l’isola è fertile e vi cresce in abbondanza il riso e anche gli altri cereali. A seguito di questa richiesta il governatore delle Molucche inviò a Manados un champan con 12 spagnoli e un religioso (frate Lorenzo Garraldo o Garalda5) per aiutare frate Iranço, si imbarcarono in questo battello anche i capi di Manados precedentemente battezzati a Ternate.6

Il soccorso del 1640 aveva come capitano generale delle navi e della galera, il vecchio governatore, D. Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola.7 Con lo stesso soccorso giunse anche Martín Sánchez de la Cuesta, l’appena nominato aiutante del sergente maggiore di Ternate.8

Il primo gennaio 1641, fece scalo nel presidio di Zamboanga (isola di Mindanao), la flotta di “socorro” inviata da Manila a Ternate, essa era composta da una galera, due “pataches” e otto “champanes”.9 Normalmente le truppe di soccorso alle Molucche vengono inviate da Manila durante i mesi di novembre-dicembre, perché quello è il periodo in cui soffiano i venti da nord. Il viaggio inverso (Molucche-Manila) viene invece effettuato a partire da metà maggio, quando i venti soffiano da sud.10

Nel 1641, Martín Sánchez de la Cuesta, servendo come aiutante del sergente maggiore, avendo gli olandesi e i ternatesi catturato un “parao” spagnolo tra il forte di Sancta Lucia e il “Rrio Grande”, venne inviato, su ordine del capitano don Francisco del Castello Caueza de Baca (che era capo superiore delle galere), all’inseguimento dei nemici con 15 spagnoli e altrettanti “merdicas”, ne seguì uno scontro armato dove gli olandesi furono messi in fuga e furono costretti a ritirarsi nella loro forza di Malayo.11

Nel 1642 alcuni villaggi (chiamati Meados) del regno di Manados si sollevarono contro gli spagnoli, sembra a causa del comportamento di alcuni commercianti spagnoli che erano là per acquistare provviste. Di questo sollevamento ne fecero le spese anche i francescani che avevano là una missione. Il frate Lorenzo Garraldo (Garalda) venne ucciso dopo 7 giorni di pene, il 13 febbraio 1642, assieme ad alcuni dei commercianti spagnoli, dagli isolani su istigazione degli stregoni del villaggio, mentre gli altri spagnoli assieme a frate Juan Yranzo riuscirono a fuggire.12

D. PEDRO FERNÁDEZ DEL RIO (che fa le funzioni), 1642-1643

Nel corso del 1642 venne inviata dalle Filippine a Ternate la consueta flotta di soccorso, essa era composta da un galeone (San Juan Bautista) e un patacco, al comando della spedizione era Pedro Fernández del Rio, generale del “socorro”. Gli olandesi che stavano attendendo i soccorsi spagnoli per attaccarli vennero respinti, grazie all’ottima condotta del comandante delle navi spagnole, Fernández del Rio, e furono costretti a ritirarsi nella loro fortezza di Malayo. Le due imbarcazioni spagnole con il loro carico giunsero salve nel porto di Ternate. Il comandante della spedizione, Pedro Fernández del Rio, venne poco dopo nominato, dal governatore delle Filippine, governatore delle isole Molucche, il vecchio governatore, D. Francisco Suárez de Figueroa, venne posto agli arresti.

Il governatore Pedro Fernandez del Rio dette a Martín Sánchez de la Cuesta l’incarico della difesa delle fortificazioni di Ternate. Durante un attacco olandese a due “caracoas” del re di Tidore che stavano caricando della merce, Martín Sánchez respinse con grande prontezza e rapidità i nemici salvando le due imbarcazioni tidoresi.13

Il breve periodo di governo di del Rio, fu costellato di scontri con gli olandesi e fu un periodo di fervente rinnovamento delle fortificazioni spagnole nell’isola di Ternate, infatti, sotto il suo governo fu rinnovato il forte di San Pedro, “retirada dela ciudad del Rossario de Therrenate puesto principal para su defensa”, il forte in questione era quello progettato al tempo di Juan de Esquivel e situato su di una collina alle spalle della città di Ternate. Venne terminato il “cavallero” di San Juan con il suo “reuellin”, la polveriera e la piattaforma, questo baluardo era quello che controllava il lato delle mura verso la campagna (“que barre todo el lienzo que mira a la campania”). Inoltre venne rinforzata la muraglia dal lato orientale “que mira ala parte del enemigo” il cui spessore fu aumentato a 4 piedi, sullo stesso lato venne rinforzato anche il “cavallero” del Cachil Tule che controllava tutta questa parte della muraglia e era anche a difesa dell’abitato indigeno che era situato fuori delle mura.

Venne poi costruita una galera, essendo quella presente vecchia e cadente, essa fu la prima costruita dagli spagnoli nelle Molucche ed era dotata di 14 “bancos”. Grazie alla presenza di questa nuova imbarcazione gli spagnoli riuscirono a fronteggiare efficacemente gli olandesi, che fino a quel momento avevano effettuato, con una loro imbarcazione leggera, diverse incursioni contro l’isola di Tidore e tenevano sotto tiro anche Ternate. Con la nuova galera invece gli spagnoli passarono al contrattacco riuscendo ad infliggere alcune dure sconfitte agli olandesi: in uno scontro navale venne catturata l’imbarcazione leggera olandese che tanto danno aveva fatto in precedenza agli spagnoli, questo scontro avvenne nelle vicinanze della fortezza olandese “a tiro de pieça de las fuerças del olandes” e vennero uccisi o catturati 6 olandesi e 60 indigeni oltre a tutta l’artiglieria della barca. Altre imbarcazioni vennero catturate in altri scontri dove gli spagnoli catturarono 167 uomini. A seguito di accordi con gli olandesi vennero liberate dalle prigioni olandesi 57 cristiani tra cui 18 spagnoli.

Erano presenti in quell’anno a Ternate 14 navi olandesi e un importante numero di soldati. Gli olandesi con circa 800 soldati tentarono un attacco contro gli spagnoli, ma grazie al coraggio del governatore e di alcuni capitani, le truppe spagnole riuscirono a fronteggiare le superiori truppe olandesi costringendole a ritirarsi nel loro forte. Durante i suoi due anni di governo, del Rio, mantenne cordiali rapporti con il Re di Tidore e con i suoi sudditi, inoltre amministrò con rettitudine la giustizia mantenendo la pace e l’amicizia tra spagnoli e alleati. Dopo l’arrivo del suo successore, Lorenzo de Olaso, don Pedro Fernández del Rio rimase a Ternate al comando di una compagnia di fanteria spagnola.14

D. LORENZO DE OLASO ACHOTEGUI, 1643-1649 (?)

Con il “soccorro” del 1643 con cui arrivò a Ternate il nuovo maestro di campo Lorenzo de Olaso arrivarono anche molti soldati di fanteria a rinforzare le difese dei presidi spagnoli, costantemente minacciati dagli olandesi. Questo si rese ancor più necessario dopo la notizia della caduta di Malacca in mano olandese. Facevano parte del “soccorro” del 1643 un galeone, due galee e un patacco. Una delle galee doveva lungo il tragitto fare un ambasciata al re di Macazar (forse Manados) per richiedere ferro, polvere da sparo e altri materiali da guerra, ma quest’imbarcazione fece naufragio e gli occupanti, che furono tutti salvati, si imbarcarono sulle altre navi. La spedizione giunse a Ternate senza problemi, nonostante la presenza di 4 navi olandesi, che però si guardarono dall’attaccare il convoglio spagnolo. Dopo l’arrivo a Ternate venne inviata l’altra galea a Macazar (Manados) dove il re promise di inviare presto le merci richieste a Ternate. Durante quest’anno gli olandesi non ricevettero aiuto dall’Olanda, solo due piccole imbarcazioni giunsero in soccorso degli olandesi a Ternate.15

Probabilmente con questo “soccorro” giunse a Ternate anche il gesuita spagnolo Fernando de Estrada, egli era partito da Manila nel gennaio 1643, il suo invio fu il primo tentativo degli spagnoli di passare la giurisdizione delle Molucche alla provincia gesuitica delle Filippine e toglierla a quella, portoghese, del Malabar. Le motivazioni sono da ricercare principalmente nella ribellione del Portogallo alla corona di Spagna. Il gesuita rimase a Ternate per quasi 2 anni, venne poi richiamato nel 1644 a Manila dal governatore Diego Fajardo che ristabilì al loro posto i gesuiti portoghesi.16

Nello stesso periodo, gli spagnoli sostituirono su ordine di Corcuera, governatore delle Filippine, il vicario portoghese, Tomé Alvares, con Don Fabian de Santillana y Gabilanes. Corcuera ci informa che in quegli anni erano presenti nei presidi delle Molucche sei compagnie di soldati spagnoli, due compagnie di pampangos e una compagnia di mardicas.17

Nel 1643, Lope de Colindres, essendo soldato della compagnia del maestro di campo don Lorenço de Olasso, si imbarcò con lui per Ternate, dove ebbe a suo carico il forte di San Lucas del Rumen. Tornò a Manila con la flotta guidata dal sergente maggiore Palomino.18

Nel 1644 la composizione delle truppe spagnole di stanza nei presidi delle Molucche era la seguente: un sergente maggiore, due aiutanti, sei compagnie di fanteria spagnola con 44 ufficiali e 560 soldati; un capitano d’artiglieria con 26 artiglieri; tre compagnie di fanteria “pampaga” con 18 officiali e 180 soldati e 20 “mardicas”. Mentre una compagnia di fanteria spagnola composta da 7 ufficiali, 100 soldati e 8 artiglieri venne imbarcata in quell’anno per Macasar (Manados ?).19 Alla fine di ottobre 1644 vennero inviati da Manila i rinforzi per Ternate.20

Ternate viene utilizzata anche come posto per esiliare persone indesiderate nelle Filippine. Il capitano D. Diego de Inojosa Villavicencio, venne esiliato a Ternate dal cancelliere del governatore Fajardo, D. Manuel Estacio Venegas, egli nell’ottobre 1647 riuscì a fuggire dall’isola imbarcandosi su una nave danese che era ancorata nel porto olandese di Malayo, con quest’imbarcazione raggiunse Batavia, qui a bordo di una nave olandese raggiunse l’Olanda e poi infine Madrid.21

D. PEDRO FERNÁDEZ DEL RIO (secondo termine), 1649 (?)

Nel 1648, il Re emise una “Real Provisión” concedendo al capitano e sergente maggiore Pedro Fernández del Rio il titolo di “alcaide de la fortaleza de Terrenate y gobernador de la gente de guerra de aquel presidio”, titolo che era rimasto vacante a causa della morte del capitano, Francisco Suárez de Figueroa y Acevedo.22

Questo secondo mandato di governo che venne affidato a Pedro Fernández del Rio ebbe una brevissima durata, secondo Colin-Pastells egli morì venti giorni dopo il suo arrivo a Ternate.23 Altri documenti però sembrano indicare cose diverse: D. Pedro Fernández del Rio certamente il 1 aprile 1649 era a Ternate e si firma come governatore.24 Il 3 agosto 1649 Pedro Fernandez del Rio era ancora governatore di Ternate perché nominò Miguel de Guinea capitano della galera ‘patrona’. Non lo era più il 14 aprile 1650.25

Alcune notizie su questo breve periodo di governo ci vengono fornite nella relazione dei meriti del capitano Martín Sánchez de la Cuesta: A partire dal 1649, Martín Sánchez de la Cuesta servì a Ternate con la sua compagnia, successivamente gli venne dato l’incarico di sergente maggiore. Fu quindi inviato su ordine del governatore Pedro Fernandez del Rio ai forti di San Lucas del Rumen e Chobo. Avendo ricevuto una richiesta di soccorso dal re di Tidore, Cachil Sayde, che aveva sotto attacco olandese e ternatese un suo villaggio, lo soccorse con truppe spagnole sbaragliando i nemici. Avendo poi avuto notizie di nuovi preparativi olandesi per un più massiccio attacco a Tidore, il governatore Pedro Fernandez del Rio, impossibilitato (era impegnato nella fortificazione di Ternate) ad intervenire direttamente in aiuto del re di Tidore inviò Martin Sanchez de la Cuesta a Tidore come capo dell’isola e con a carico la fortezza principale di Tidore chiamata Sanctiago de los Caualleros, del “fuerte Principal” (del Principe (?)) e di quello di Puli Cauallo.

In accordo con il re di Tidore fu deciso di attaccare gli olandesi a Malayo, l’attacco ebbe luogo, con 60 soldati spagnoli, alcuni “pampangos merdicas e siaos” e il re di Tidore con 100 tidoresi, e fu diretto verso il bastione del forte di Malayo che gli olandesi chiamano “Punta Real” (il bastione sul lato sud-ovest del forte), gli spagnoli ebbero qui un piccolo scontro con i difensori del bastione che furono costretti a rifugiarsi all’interno del loro forte. Poi uscì dalla fortezza di Malayo il capitano Juan Ruston (?) con 124 moschettieri olandesi, il re di Jilolo con 500 ternatesi, l’ambasciatore del re di Mindanao con 200 “moros” e il “sangaxe”, don Juan, governatore del “pueblo de los merdicas” con 200 uomini. Lo scontro che ne seguì fu una grande vittoria per gli spagnoli, che catturarono 94 olandesi tra cui il capitano olandese, degli olandesi solo 11 soldati riuscirono a fuggire (19 evidentemente furono i morti). Vista la disfatta il governatore olandese inviò altre truppe sotto il comando del capitano Pablo Andrea, che però non osò attaccare le truppe spagnole e rimase sotto la protezione delle mura del forte di Malayo (probabilmente questo episodio è avvenuto nel 1650). La vittoria spagnola e la cattura di un così grande numero di olandesi permise lo scambio di prigionieri, vennero riscattati sia soldati che marinai e anche due sacerdoti.26

D. FRANCISCO DE ESTEYBAR (che fa le funzioni), 1650 o 1652-1656

Sembra che D. Francisco de Esteybar abbia governato Ternate tra il marzo 1650 e il maggio 1656.27 Dopo la morte di Fernández del Rio, il governatore delle Filippine affidò ad interim il governo di Ternate al generale Francisco de Esteybar.28 Sembra che Francisco de Esteybar sia entrato in carica come governatore di Ternate il 10 marzo 1650.29 Il 4 giugno 1650 Francisco de Esteybar è governatore di Ternate.30 A conferma che governava Ternate nel 1650 è anche la sua dichiarazione: ‘el año de seis y cinquenta que tomé posesion de este govierno’31

Nel 1651, essendo giunta (tramite la flotta olandese giunta dall’Europa) la notizia della pace tra Spagna e Olanda, Martin Sanchez de la Cuesta venne inviato, su ordine del governatore di Ternate, a trattare presso il governatore olandese Gaspar Bandes Bogardes (Gaspar van den Bogaerde).

Le missioni gesuitiche delle Molucche e il collegio nell’isola di Ternate, nel 1654 passarono, infine, definitivamente sotto la giurisdizione delle provincia delle Filippine (Manila), fino a quel momento le missioni erano state soggette alla provincia gesuitica di Malabar (Cochin). Questo passaggio avvenne durante il governo di Manrique de Lara. La causa che portò a questa decisione fu principalmente la ribellione portoghese che staccò definitivamente il Portogallo dai domini spagnoli.32 Nel 1651 nell’ isola di Sanguil (o Calonga), dove il re, Don Juan Buntuan, era cristiano, venne inviato il frate francescano Joseph de Truxillo, qui egli con l’aiuto di un altro francescano Mateo Rodriguez costruì una chiesa e convertì molte persone.33

Dal 1653 al maggio 1656 fu governatore olandese delle Molucche Jacob Hustaert.34 Nel 1654, a Cavite, vennero terminati i lavori per la costruzione di una galera essa era stata iniziata sotto il governo del governatore Fajardo. Questa galera venne inviata a Ternate con il “socorro” di quell’anno e li rimase a difesa del presidio.35

Il “socorro” del 1654 fu abbondante, vennero inviati otto “champanes” carichi di soldati, munizioni, viveri e soldi. Erano presenti nei presidi delle Molucche sei compagnie di fanteria spagnola e tre compagnie di fanteria “pampanga”. I soccorsi giunsero in un momento cruciale, infatti era scoppiata l’ostilità tra i ternatesi e i tidoresi, a causa dell’aiuto dato da parte del re di Tidore, Cachil Sayde, a dei ribelli che si erano sollevati contro il sultano di Ternate.

Gli olandesi da sempre alleati del sultano di Ternate dichiararono guerra al re di Tidore. Il governatore spagnolo Esteybar, per contro si schierò con il re di Tidore, si rischiò una guerra tra le due parti nonostante il trattato di pace di Westfalia. Giunsero però poi ordini da Manila da parte del governatore Manrique de Lara di evitare uno scontro diretto con gli olandesi. Secondo gli ordini il re di Tidore doveva cessare immediatamente le ostilità contro ternatesi e olandesi e smettere di aiutare i ribelli. Se il re non avesse rispettato gli ordini veniva data autorizzazione ad Esteybar di catturare Cachil Sayde e detenerlo fino a che non avesse acconsentito agli ordini. Il re venne catturato dagli spagnoli e acconsentì a sospendere la guerra. Gli olandesi però non furono soddisfatti dall’esito e reclamarono la testa di Cachil Sayde, ma Esteybar si rifiutò di consegnarlo lasciandolo libero di governare Tidore.36 Probabilmente la ribellione di alcuni dei ternatesi era dovuta alle lotte di successione per il ruolo di sultano di Ternate. La successione poi avvenne con l’aiuto degli olandesi nel 1655.37

Il 7 dicembre 1654 Hernando López del Clavo venne nominato capitano di una delle due compagnie dell’armata di ‘socorro’ per Ternate, armata che era capitananta dal capitano Hernando Ponze de Viruez (‘regidor’ della città di Manila). Con questo incarico passò a Ternate, nel viaggio di ritorno a Manila, su ordine del governatore di Ternate, Francisco de Esteybar. Egli fece anche sosta nel regno di Siao, dove portò due religiosi. Durante il tragitto successivo verso le Filippine, sui bassifondi di un isola (l’isola di Cagayanes), fece naufragio la nave ‘capitana’. Ma grazie al pronto intervento di Hernando López del Clauo, gran parte degli uomini e del materiale imbarcato sulla nave ‘capitana’ vennero salvati e caricati sul suo battello.38

Nel 1654, ci informa Manrique de Lara che gli spagnoli avevano trattati di pace con i re di Macasar, Camboya, Tidore, Calonga, Manados, Mindanao, Jolo. Secono Lara, il re di Macassar era quello che si mostrava più amico degli spagnoli.39

Anche in questo periodo l’isola di Ternate veniva spesso utilizzata come luogo di confino, per esempio il capitano Onofrio Lombardo venne condannato nel 1656 a 10 anni di servizio come soldato a Ternate.40

LE MISSIONI DEI GESUITI

Nel 1655 tre sono i gesuiti presenti in questa missione, uno è il rettore della missione e vive nel collegio di Ternate da dove si occupa della cura spirituale delle guarnigioni spagnole e degli indigeni delle isole di Ternate e Tidore e del villaggio dei Mardicas. Gli altri due missionari si occupano delle tante stazioni delle altre isole. La principale e anche la più vecchia di tutte queste missioni è quella nel regno di Siao dove al momento ci sono circa 4.000 cristiani. Da questa missione il cristianesimo si è propagato in diverse altre isole vicine, ci sono villaggi cristiani nell’isola di Sanguil Baçar (chiamata anche Tabuco)41, nelle isole di Talaos42 e nell’isola di Matheo (Manados o Macasar). A Calonga (o nel vicino villaggio di Taruna) capoluogo dell’isola di Sanguil Baçar risiedeva un frate francescano ed era presente un presidio di spagnoli. A Manados, nel passato erano presenti circa 4.000 cristiani, adesso invece a causa dei continui attacchi da parte degli olandesi e dei ternatesi, la religione cristiana è quasi completamente scomparsa. Tutte le vecchie missioni nelle isole di Gilolo e Morotai sono da tempo abbandonate, sempre per causa delle guerre con gli olandesi.43

In un documento a firma del procuratore generale delle Filippine, Francisco Vello, viene affermato che il Re di Tidore è cristiano, ma ciò non è vero.44 Nel 1655 i gesuiti hanno tre preti nelle missioni delle Molucche, essi erano padre Vicente Choua, padre Francisco Miedes e padre Diego de Esquivel.45

DIEGO SARRIA LASCANO, 1656-1658

Nell’archivio di Siviglia esiste una relazione dei meriti di questo governatore, essa si riferisce però agli anni precedenti il suo governo a Ternate. Questa relazione ci informa che Sarria Lascano dopo aver servito nelle armate di Don Fradrique de Toledo e nei galeoni della “plata” ebbe licenza per passare alle Filippine e a Ternate, dove servì per nove anni in qualità di soldato, alfiere, capitano e ammiraglio. Si distinse particolarmente a Mindanao e a Jolo. Nel 1642, venne nominato ammiraglio del “socorro” che doveva essere inviato a Ternate. In seguito venne nominato “alcaide y castellano” di Ylo Ylo, governatore di Oton e “probeedor general” delle forze di Ternate, con questa carica soccorse per due volte in due anni i presidi delle Molucche.46 Il soccorso del 1656 venne regolarmente inviato, lo stesso era accaduto nei due anni precedenti.47

D. FRANCISCO DE ESTEYBAR (secondo termine), 1658-1659

Nella relazione dei meriti viene fatto anche un piccolo accenno al suo secondo mandato di governo a Ternate, in esso si fa notare che grazie alla sua esperienza e autorità egli sta sedando e componendo i disordini e i dubbi che i ternatesi (“los moros de aquella tierra”) alleati degli olandesi hanno introdotto nei “mori”, i tidoresi, alleati del Re di Spagna.48

GLI ULTIMI GOVERNATORI SPAGNOLI

Negli ultimi anni della presenza spagnola nelle Molucche si succedono diversi governatori dei quali non ci sono molte informazioni. Il primo è D. Francisco de Atienza Ibáñez che governerà per un primo periodo tra il 1659 e il 1660 (?) e poi sarà anche l’ultimo governatore spagnolo di Ternate.

Gli altri sono Francisco Prado de Quiros che governò Ternate tra il 2 maggio 1660 e il 15 dicembre 1660.49Juan de Chaves, che governerà per un breve periodo tra il 1660 e il 1661, e infine D. Agustín de Cepeda Carnacedo, che sarà governatore di Ternate tra il 1661 e il 1663.

Nel 1662, venne deciso lo smantellamento dei presidi di Zamboanga, Ternate, Calamianes e Iligan. Lo scopo era quello di concentrare le poche truppe disponibili sulla difesa di Manila, che si temeva attaccata di li a pochi mesi da un enorme flotta cinese.50

L’ABBANDONO DELLE MOLUCCHE

Nel dicembre 1662, il governatore delle Filippine Manrique de Lara scrisse al generale Francisco de Atienza Ibáñez, incaricato ad essere l’ultimo governatore di Ternate, le istruzioni per lo smantellamento dei presidi delle Molucche. Questa decisione venne presa per la paura di un attacco alle Filippine, dall’isola di Formosa, delle truppe di Koxinga. Il temuto attacco mai si materializzò.

Gli spagnoli si preoccuparono però di far capire e accettare agli olandesi e ai loro alleati che l’abbandono dei presidi non significava l’abbandono dei diritti di possesso che gli spagnoli avevano sulle Molucche, anzi gli spagnoli chiedevano, praticamente, che gli olandesi non solo non occupassero i forti spagnoli abbandonati, ma che anche impedissero a chiunque altro di farlo.51

Il 25 marzo 1663 arrivò a Ternate il nuovo e ultimo governatore spagnolo egli aveva il compito di far ritirare le guarnigioni spagnole dalle isole, di smantellare i forti e di trattare con gli olandesi i diritti che, nonostante l’abbandono e lo smantellamento dei presidi di Ternate e Tidore, gli spagnoli si riservavano di mantenere sulle isole Molucche. La flotta spagnola, questa volta, consisteva di 14 giunche vuote.52

In accordo con gli ordini di Manrique de Lara, lo smantellamento dei forti spagnoli doveva seguire un preciso criterio che era quello di trasportare tutto il materiale (munizioni, artiglieria ecc.) tolto dai forti smantellati “alas fuerzas del Rumen”53 nell’isola di Tidore, che doveva restare l’ultimo luogo da demolire, perchè era qui che era il porto più importante e più sicuro in mano agli spagnoli. Tutte le fortificazioni spagnole di Ternate e Tidore dovevano essere, secondo le intenzioni di Manrique de Lara completamente demolite e poi date alle fiamme. Tutto il lavoro doveva essere portato a termine entro il periodo del monsone “que no se pase la monson de la buelta”.54

Nelle “certificación” scritte dal governatore Francisco de Atienza Ibáñez a Manila e datata 10 dicembre 1666, vengono descritte le opere di smantellamento delle fortificazioni spagnole e la distruzione delle costruzioni nella città di Ternate. Furono demoliti i baluardi San Felipe, San Xpoual (= San Cristoval), Santiago, San Agustin (molto probabilmente è il nome del vecchio baluardo di Cachil Tulo), San Juan, San Lorenzo, Sant Pedro “retirada della” (cioè il forte costruito su di una collina dominante la città) e il “cubo” di Nuestra Señora. Furono anche demoliti il baluarte Don Xil (Gil) e il forte San Francisco Calomata. Mentre vennero date alle fiamme le case, le chiese e i conventi della città di Ternate.55

Il 29 maggio 1663 un ultima delegazione spagnola venne inviata al governatore olandese Van Voort. Capeggiava la missione il gesuita Diego de Esquivel, assieme a lui erano l’alfiere Juan Garcia, i capitani Francisco Sanchez e Nicolas Rodriguez e l’aiutante Francisco de Gayeta. Essi vennero ricevuti da parte olandese dal fattore maggiore e commissario Nicolant, dal fiscale Croon, dal fattore Jacobus, dal segretario di giustizia e dal predicante Jon Sabellius. Le trattative vennero condotte nella lingua latina.

Gli spagnoli riaffermarono i loro diritti sui presidi smantellati, affermarono che i diritti del Re di Spagna restavano immutati anche se non presidiava con truppe i suoi forti, inoltre affermarono che i ternatesi non potevano accampare diritti sui presidi spagnoli perché essi erano stati conquistati con la guerra e furono confermati alla stipula della pace con il trattato di Munster. Inoltre i diritti di “dominio” gli permettevano di fare quello che il Re voleva dei propri possessi anche distruggerli, senza però perdere il diritto di proprietà.

Gli olandesi replicarono chiedendo se in caso di occupazione da parte del sultano di Ternate dovevano difendere i possessi del Re di Spagna con le proprie armi, gli spagnoli dissero che il Re di Spagna aveva un proprio esercito e con questo avrebbe fatto valere i propri diritti su ognuno che gli avesse calpestati, senza con questo essere accusato di aver infranto la pace. Gli olandesi poi obiettarono che il distruggere e demolire completamente i propri palazzi e forti connotava l’intenzione degli spagnoli di mai più ritornare ad occupare questi luoghi, ma gli spagnoli replicarono che invece questa era la “mayor accion de dominio que podia hacer el Rey nuestro señor”. Gli olandesi al termine dei colloqui decisero di rimettersi alle decisioni di Batavia, per cui non avvallarono le richieste spagnole.56

Dalla corrispondenza tra Atienza e il governatore olandese di Ternate, Antonio Van Voort, è chiaro che gli spagnoli abbandonarono la città di Ternate il 29 maggio 1663, trasferendosi al Rume da dove scrissero diverse missive datate 30 maggio 1663. Per cui sembra plausibile che tra l’ultimo giorno di maggio e i primi giorni di giugno 1663, le ultime truppe spagnole lasciarono l’isola di Tidore. Era l’ultimo episodio di un rapporto iniziato 142 anni prima con l’arrivo a Tidore della spedizione di Magellano l’8 novembre 1521.57

Pochi giorni dopo che gli spagnoli avevano abbandonato Ternate, l’11 giugno 1663, il comandante olandese di forte Malayo e il sultano di Ternate Mandarsaha (Manlarsaha, Mandar Shah), visitarono i resti della città spagnola, essi trovarono una città fantasma, dove le mura erano state demolite, le case e i monasteri sia nel castello che nel quartiere dei Mardijkers erano state date alle fiamme. Anche il forte San Pedro era stato parzialmente distrutto anche se secondo il parere degli olandesi poteva essere riparato.58

Subito dopo la partenza degli spagnoli, il re di Tidore occupò i forti nella propria isola che gli spagnoli avevano abbandonato e tentato di distruggere. Un contingente di 40-50 soldati del re occupò il forte di Rum (Romi) nel momento in cui gli spagnoli se ne stavano andando. Il re di Tidore non contento di aver occupato i forti spagnoli della propria isola aveva mire anche sul castello di Gammelamme, in virtù del fatto che i suoi ancestori avevano collaborato, nel 1606, assieme agli spagnoli nella conquista del forte e per tale motivo si sentiva in diritto di occupare il forte.59 Il 18 giugno su invito del re di Tidore, il comandante olandese visitò assieme al re il forte spagnolo di Rum (Romy) trovandolo in ottimo stato, solo la scalinata e i balconi del forte superiore erano stati distrutti, alcune costruzioni erano state riempite di legna dagli spagnoli con la chiara intenzione di bruciare il tutto prima di partire, ma qualcosa o qualcuno (i tidoresi) aveva impedito loro di portare a termine i loro piani. Secondo la relazione olandese il forte di Rum (Romy) era formato da una fortificazione al livello della spiaggia chiamata “la piattaforma” che continuava verso l’alto in forma triangolare, a completamento di questa struttura erano tre piccoli ridotti. Anche il forte superiore era in buono stato e conservava intatte le proprie mura, sul lato che guardava il mare era presente anche un cannone di ferro.60

Il forte di Tahoela, venne donato dagli olandesi, dopo che gli spagnoli l’avevano abbandonato, al sultano di Tidore, qui egli stabilì la sua residenza, nel forte gli olandesi mantennero un corpo di guardia di 8-10 soldati.61 Secondo Pastells, Tahula (“la fuerza grande de esta isla”) venne occupata da Golofino a cui gli olandesi dettero 16 soldati come corpo di guardia. Gli altri presidi vennero distrutti ulteriormente dagli olandesi che utilizzarono gran parte delle pietre per migliorare le fortificazioni di Malayo.62

Secondo un rapporto olandese del 1707, dopo la partenza degli spagnoli il re di Tidore accettò la richiesta degli olandesi e la promessa di 300 Rs.s per demolire i forti di Tahoele, Romij e Tiobbe. Ma i forti non furono completamente smantellati, su richiesta del re, approvata dalla compagnia il 19 gennaio 1666, il forte di Tahoele venne mantenuto come residenza reale. Inoltre venne ordinato dalla compagnia di non procedere con la distruzione dei forti di Romij e Tjobbe ma di lasciare le loro mura alte la metà dell’altezza di un uomo e di dare al re una somma più bassa (200 rs.s) delle 300 Rs.s promesse. Il forte di Tjobbe era quello dove nel 1707 il corpo di guardia europeo del re era stazionato, e non era tenuto come una fortezza. Mentre il forte di Tahoele era ancora discretamente conservato essendo stato riparato dal re recentemente deceduto Hamza Faharoedin.63

Esiste nell’archivio General de Indias di Siviglia un interessante carteggio sulle Molucche, nato da una richiesta fatta da un inviato di tre sultani delle Molucche (Ternate, Tidore (Taduri) e Bachian) di ritornare sotto la protezione spagnola. L’inviato dei sultani giunse a Zamboanga probabilmente nel 1778. L’inviato dei sultani portava con se una lettera dei sultani di Taduri (Tidore) e Bachan (datata agosto 1778), oltre a una bottiglia d’acqua della fonte di Taroula e un sacco di terra dell’antico forte degli spagnoli. Dal fatto che a scrivere la carta siano appunto i due sultani di Tidore e Bachan sembra che fossero in effetti soltanto questi due sultani gli artefici di quest’iniziativa.64

GLI SPAGNOLI NELL’ISOLA DI SIAU

Nel 1671, una piccola guarnigione spagnola (un capo con 14 soldati) fu inviata nell’isola di Siau, per la protezione del re dell’isola, Francisco Xavier Batahi. Nel 1677 quando gli olandesi conquistarono l’isola, la guarnigione spagnola venne fatta prigioniera e con essa vennero catturati tre gesuiti, i frati Cebreros, Español e Turcotti, sia i soldati che i frati furono prima trasportati a Ternate e poi a Manila.

Poco prima della conquista olandese dell’isola, il padre Manuel Español scrisse (1 settembre 1677) un interessante lettera al governatore delle Filippine, informandolo della necessità di migliorare le difese del forte e di aumentare il numero dei soldati di guarnigione. Nel marzo 1677 erano arrivate a Siau delle caracoas con una lettera del governatore in cui manifestava l’intenzione di aumentare la reputazione della Spagna migliorando le difese del forte dell’isola, ma i suoi buoni propositi erano stati vanificati da una cedola reale in cui veniva chiesta la riduzione delle spese della guarnigione.

Il padre Español consigliò al governatore un modo per aumentare il numero di soldati a guarnigione senza aumentare le spese di gestione del presidio, il suo consiglio è quello di porre a capo del presidio un alfiere (come veniva fatto prima a Caurima o Tarruna)65 o un sergente maggiore. Così facendo con i soldi risparmiati per la paga del capitano si potevano aggiungere 4 soldati spagnoli alla piccola guarnigione di 8 soldati spagnoli al momento presente, oltre ad aggiungere 8 soldati pampangos ai 4 presenti, di modo che la guarnigione presente poteva raggiungere il numero di 25 uomini compreso il capo senza incidere nel totale della spesa. Español, giudicava, che con questo accorgimento e con tre pezzi d’artiglieria la guarnigione potesse far fronte in maniera decente a eventuali problemi.

Español manifestava poi le sue paure per un supposto attacco da parte dei ternatesi, che sembra volessero vendicarsi di uno sgarbo ricevuto dai re di Siao e Tabuca. Inoltre il re di Tabuca, cachil Gadma (Re di Tabuca, Tagolanda e Talaos), aveva chiesto protezione agli spagnoli promettendo di convertirsi al cristianesimo assieme ai suoi sudditi. Español pregustava già la possibilità di conversione di migliaia di persone perché il regno di Tabuca controllava una buona parte della zona nord dell’isola di Celebes. Egli giunse anche a prospettare uno spostamento del presidio a Tabuca “por ser mexor tierra y donde los españoles estarian mas contentos”.

Il lavoro dei gesuiti, a Siao e nelle isole vicine, aveva comunque portato già diversi frutti, infatti erano state convertite circa 700 persone nel villaggio di Caiuhice (Kauhise, Siao), altre 500 erano state battezzate a Cauripa (regno situato nell’isola di Celebes) e infine altri 200 cristiani erano presenti a Talaos nell’isola di Cabisua.

Le paure di Español su di un attacco ternatese al piccolo avamposto si materializzarono nel novembre dello stesso anno, quando una flotta di imbarcazioni olandesi e ternatesi conquistarono il piccolo presidio spagnolo. Quest’evento pose termine alla presenza spagnola nelle isole Molucche.66

I MARDICAS

Gli abitanti della città spagnola di Ternate, all’abbandono dei presidi spagnoli nelle Molucche, si trasferirono nelle Filippine. Queste persone erano conosciute come Márdicas (Márdikas). I “mardicas” (hombres de mar), che abitavano la città spagnola di Ternate, e che erano sempre stati fedelissimi agli spagnoli, si trasferirono a Manila, dove trasferirono anche l’immagine sacra e venerata del “Santo Niño de Ternate”. Essi inizialmente sembra che si stabilissero vicino alle mura di Manila, in un quartiere chiamato Bagumbayan (=Pueblo Nuevo, (Ermita) dove oggi si trova il parco della Luneta). Dopo l’invasione inglese del 1762, per migliorare le difese di Manila, fu deciso di liberare lo spazio attorno alla muraglia, e questo comportò lo sgombero del villaggio di Bagumbayan (Ermita). La popolazione venne trasferita in un nuovo villaggio nella provincia di Cavite nella barra di Maragondon, dove fondarono la cittadina di Ternate.67

I Mardicas erano gli abitanti dei presidi spagnoli delle Molucche che seguirono gli spagnoli al momento dell’abbandono delle isole nel 1663. Essi secondo La Concepción68 parlavano tre linguaggi: spagnolo, tagálog e il loro proprio dialetto. Erano ferventi cristiani e fedeli devoti di San Francesco Saverio. Essi hanno mantenuto le loro usanze e il loro dialetto.

Scritto da Marco Ramerini.

Questo studio è formato da 11 capitoli:

1: I primi contatti degli spagnoli con le Molucche

2: La conquista di Ternate

3: Il governo di Juan de Esquivel, Maggio 1606-Marzo 1609

4: Il governo di Lucas de Vergara Gabiria (che fa le funzioni), Marzo 1609-Febbraio 1610

5: Il governo di Cristóbal de Azcueta Menchaca (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

6: Il governo di D. Jerónimo de Silva, Marzo 1612-Aprile 1617

7: Il governo di Lucas de Vergara (Bergara) Gabiria (secondo termine), Aprile 1617-Febbraio 1620

8: Il governo di D. Luis de Bracamonte (che fa le funzioni), Febbraio 1620-1623

9: Il governo di Pedro de Heredia, 1623-1636

10: Il governo di D. Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola (che fa le funzioni), marzo (?) 1636-gennaio 1640

11: Gli ultimi governatori spagnoli delle Molucche

12: Bibliografia

NOTE:

1 (Pérez, pp. 631-632)

2 (AGI: “Informaciones, Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola, 1649” Filipinas,61,N.26 foglio a12)

3 (“Commerce between the Filipinas and Nueva España” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 30 p. 47)

4 Frate Irazo soggiornerà nelle Molucche e a Manados per sei anni dal 1639 al 1645. (“News from Filipinas, 1640-1642” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 122 nota 28)

5 Egli era giunto a Ternate nel 1638 e qui aveva vissuto per alcuni anni nel convento dei francescani. (“Early Franciscan Missions” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 308 nota 88)

6 (“News from Filipinas, 1640-1642” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 122-123) (“Early Franciscan Missions” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 308)

7 (AGI: “Meritos: Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola, 29-12-1655” Indiferente,116,N.48) (AGI: “Informaciones, Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola, 1649” Filipinas,61,N.26)

8 (In: “Confirmación de encomienda de Caraga, etc, Martín Sánchez de la Cuesta, [f] 1659-06-19” AGI FILIPINAS,51,N.1 fogli 49, 56-60, 64-68)

9 (Magisa, Raimundo “Succeso raro de tres volcanes” Imp. de la Compañia de Jesús, 1641, Madrid, Spagna. Stampato in Rentana, W. E. “Aparato bibliográfico de la Historia General de Filipinas” vol. I p. 117)

10 (“Reforms needed in Filipinas” in Blair vol. 19 pp. 33-34)

11 (In: “Confirmación de encomienda de Caraga, etc, Martín Sánchez de la Cuesta, [f] 1659-06-19” AGI FILIPINAS,51,N.1 fogli 49, 56-60, 64-68)

12 (“Early Franciscan Missions” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 308 e nota 88)

13 (“Confirmación de encomienda de Caraga, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Caraga, Surigao y Sidarga en Cebu a Martín Sánchez de la Cuesta. Resuelto, [f] 19-06-1659” Filipinas,51,N.1)

14 (“Meritos: Pedro Fernández del Rio, 05-1647” A.G.I. Indiferente, 113, N.50)

15 (“Events in the Filipinas, 1643-1644” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 177 e 182)

16 (Doc. Mal. III p. 38*) (Colin-Pastells “Labor Evengelica” vol. III, p. 805 nota n°1)

17 (Doc. Mal. III p. 10*) (Colin-Pastells “Labor Evengelica” vol. III, p. 806 nota n°1)

18 (“Confirmación de encomienda de Tulaque. Expediente de confirmación de la encomienda de Tulaque en Cagayan a Lope de Colindres. Resuelto, [f] 24-04-1649” AGI: Filipinas,50,N.2)

19 (Pérez p. 641 nota n°1 che fa riferimento alla relazione di D. Diego Fajardo sullo stato delle isole Filippine nel 1644. A. G. I. 67, 6, 22) (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 810 nota n°1)

20 (“Affairs in Filipinas, 1644-1647” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 215)

21 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 538 nota n°1)

22 (AGI “Nombramiento de alcaide de Terrenate a Fernández del Río, 20-05-1648” Filipinas,347,L.3,F.195bisr-199v)

23 (“Carta de Diego Fajardo sobre corto socorro, 20-07-1652” AGI: Filipinas,9,R.1,N.16) (“Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 24-10-1666” AGI: Filipinas,52,N.4) (“Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 1661-12-17” AGI: Filipinas,51,N.14 foglio 104)

24 “Confirmación de encomienda de Binalatonga, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Binalatonga, Bolonguey y Telban en Pangasinan a Miguel de Guinea. Resuelto, [f] 1655-12-09” FILIPINAS,50,N.52 fogli 10-11. Pedro Fernandes del Rio (Terrenate, 1 aprile 1649)

25 “Confirmación de encomienda de Binalatonga, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Binalatonga, Bolonguey y Telban en Pangasinan a Miguel de Guinea. Resuelto, [f] 1655-12-09” FILIPINAS,50,N.52 foglio 13. Certificazione dei sevizi firmata da Francisco de Paz (Terrenate, 14 aprile 1650)

26 (In: “Confirmación de encomienda de Caraga, etc, Martín Sánchez de la Cuesta, [f] 1659-06-19” AGI Filipinas,51,N.1 fogli 49, 56-60, 64-68)

27 Questo secondo: “Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 24-10-1666” AGI: Filipinas,52,N.4. Sembra confermare il 1650 anche: “Confirmación de encomienda de Caraga, etc, Martín Sánchez de la Cuesta, [f] 1659-06-19” AGI FILIPINAS,51,N.1 foglio 11

28 (AGI “Carta de Diego Fajardo sobre corto socorro, 20-07-1652” Filipinas,9,R.1,N.16)

29 Secondo: “Confirmación de encomienda de Abucay, etc Francisco de Esteybar [c] 24-10-1666” AGI: Filipinas,52,N.4 Sembra confermare il 1650 anche: “Confirmación de encomienda de Caraga, etc, Martín Sánchez de la Cuesta, [f] 1659-06-19” AGI FILIPINAS,51,N.1 foglio 11

30 “Confirmación de encomienda de Binalatonga, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Binalatonga, Bolonguey y Telban en Pangasinan a Miguel de Guinea. Resuelto, [f] 1655-12-09” FILIPINAS,50,N.52 foglio 14. Biglietto firmato da Francisco de Estybar (Terrenate, 4 giugno 1650)

31 “Confirmación de encomienda de Siniloan, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Siniloan y Mabitac en La Laguna de Bay a Juan Martínez de Arce. Resuelto. [f] 18-01-1687” FILIPINAS,55,N.14 blocco 2 foglio 39

32 (Doc. Mal. III p. 11*)(Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 805)

33 (“Description of Filipinas” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 36 pp. 196-197)

34 (Generale Missiven II p. 488 nota 2)

35 (Prieto Lucena “Filipinas durante el gobierno de Manrique de Lara, 1653-1663” p. 40)

36 (Prieto Lucena “Filipinas durante el gobierno de Manrique de Lara, 1653-1663” pp. 102-107)

37 Prieto Lucena cita una lettera di “Manrique de Lara al Rey, 19 luglio 1654” AGI, Filipinas, 285)

38 (“Confirmación de encomienda de Pata, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Pata y Masi en Cagayan a Hernando López del Clavo. Resuelto, [f] 1667-11-10” FILIPINAS,53,N.9 fogli 13-23, 43-45, 52-68, 78-80, 83-89, 95-96, 103-105, 108-109.)

39 (Prieto Lucena “Filipinas durante el gobierno de Manrique de Lara, 1653-1663” pp. 100-101)

40 (Prieto Lucena “Filipinas durante el gobierno de Manrique de Lara, 1653-1663” p. 47)

41 L’isola di Sanguil Baçar aveva quattro “regni” principali: Siao, Maganitos, Tabucan e Calonga. Il regno di Calonga ha due villaggi cristiani Calonga e Tarruma, qui gli spagnoli avevano avuto una guarnigione con 10 o 12 soldati spagnoli, che erano stati stazionati qui per difendere i due villaggi cristiani dagli attacchi degli abitanti musulmani della stessa isola. Il presidio spagnolo venne poi ritirato. Uno dei villaggi, quello di Calonga, che è governato dal suocero del re di Siao, resta ancora cattolico (ci sono circa 800 cristiani) e fedele alla Spagna e viene visitato regolarmente dai gesuiti che risiedono nella missione di Siao, inoltre vi risiede un frate francescano. L’altro villaggio, quello di Taruma, invece, è sotto il controllo degli olandesi. in questo villaggio ci sono adesso alcuni olandesi e un pastore protestante. (“Jesuit missions in 1656” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 28 nota 46 pp. 100-101 nel quale è citata la testimonianza dell’Auditor Francisco de Montemayor y Mansilla)

42Queste sembrano essere quattro isole vicine a Sangil e a Siao. Il capo delle isole è cristiano, così come circa 800 famiglie locali. (“Jesuit missions in 1656” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 28 nota 47 p. 101 nel quale è citata la testimonianza dell’Auditor Francisco de Montemayor y Mansilla)

43 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 803-817) (“Jesuit missions in 1656” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 28 pp. 99-102)

44 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 805)

45 (“Jesuit Missions in 1655” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 36 p. 58)

46 (AGI “Meritos: Diego Sarria y Lazcano. Relación de Méritos y servicios del almirante Diego Sarria y Lazcano, residente en las islas Filipinas. Observaciones: Añadido hasta 1650” 01-1647 Indiferente,113,N.37)

47 (AGI “Carta de la Audiencia sobre pérdidas de naos, Tunquín…” 15-07-1656 Filipinas,22,R.8,N.36)

48 (AGI “Meritos: Francisco Esteybar, 15-07-1659” Indiferente,118,N.24)

49 “Confirmación de encomienda de San Jacinto, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de San Jacinto y Magaldan en Pangasinan a Francisco Prado de Quirós. Resuelto. [f] 1666-12-23” FILIPINAS,52,N.14 blocco 1 foglio 70

50 (Prieto Lucena “Filipinas durante el gobierno de Manrique de Lara, 1653-1663” pp. 133-134)

51 (Doc. 26 890 “Copia de la carta que Don Saluniano Manrique de Lara escribió al gobernador de Terrenate… cuando se resolvió a retirar las fuerzas que guarnecian aquel presidio para resistir al tirano Cogsenga dándole instrucciones sobre las diligencias que habia de hacer con el gobernador holandés del Malayo para garantizar la propriedad y dominio que a la sazón, tenia S. M. en aquelles puertos y plazas. Se acompaña copia de las diligencias hechas a este fin por el general Don Francisco de Atienza Ibañez, a quien se cometió la retirada, y una relación del estado en que quedó el dicho presidio.” 9-12-1662 (Arch. Gen. De Indias, Filipinas, 9, R.2, N.34) (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 811 nota n°1)

52 (Dagh-Register 1663 pp. 240-241)

53 Questo accenno, confermato poi da alcune relazioni olandesi, indica la presenza di più forti al Rume, sembra infatti che esistessero un forte in alto sulla collina e un’altro forte in basso prossimo alla spiaggia.

54 (A.G.I. “Manrique de Lara al gobernador de las fuerzas de Terrenate, 9-12-1662” Filipinas,9,R.2,N.34)

55 (AGI “Carta de Manrique de Lara sobre asuntos de guerra” “Traslado de carta de 9 de diciembre de 1662 de Sabiniano Manrique de Lara, al gobernador de las fuerzas de Terrenate, comunicándole la decisión de retirar las fuerzas que guarnecían aquel presidio para resistir a Cogsenia, tirano de las costas del reino de la china y dándole instrucciones sobre las diligencias que había de hacer con el gobernador holandés de Malayo para garantizar la propiedad y dominio español sobre esos puertos y plazas; diligencias hechas por el general Francisco de Atienza Ibañez, a quien se acometió la retirada, y relación del estado en que quedó dicho presidio. 1667, mayo, 6.” (Cat.20890) Filipinas,9,R.2,N.34)

56 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 811-812 nota n°1)

57 Secondo quello che riporta Jacobs, il 2 giugno 1663, gli spagnoli abbandonarono i forti delle Molucche, per concentrare tutte le loro forze sulla difesa di Manila. (Doc.Mal. III p. 2*)

58 (Van de Wall p. 259) (Dagh-Register 1663 pp. 531-532)

59 (Dagh-Register 1663 pp. 395-396)

60 (Dagh-Register 1663 pp. 531-532)

61 (Van de Wall p. 259; Doc. Mal. III pp. 660-661 Doc. n°215)

62 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 812 nota n°1)

63 (ARA: VOC 8076 Ternate 1707 p. 429-430)

64 La fonte di questi dati è il manoscritto: (A.G.I. “Gobernador Filipinas sobre los tres sultanes de Terrenate” Estado, 45, N. 5)

65 Doc.Mal III p. 721 riporta Tarruna, mentre Pastells “Labor..” riporta Caurima

66 (Doc.Mal. III p. 2* & 18*-19*) (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 813-814 nota n°1 AGI 67-6-22)

67 (Montero y Vidal p. 327-328-329)

68 (Hist. de Philipinas, vii, p. 102) (“El ternateño de las Molucas” Revista Filipina primavera 2001, n°4)

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