CAPITOLO PRIMO: I PRIMI CONTATTI DEGLI SPAGNOLI CON LE ISOLE MOLUCCHE
CAPITOLO PRIMO: I PRIMI CONTATTI DEGLI SPAGNOLI CON LE ISOLE MOLUCCHE

I primi contatti degli spagnoli con le Isole Molucche

Gli spagnoli nelle Isole Molucche: 1606-1663/1671-1677. La storia della presenza spagnola nelle isole delle spezie

Scritto da Marco Ramerini.

INTRODUZIONE

All’inizio degli anni 2000 avevo iniziato a fare ricerche nei documenti dell’Archivio delle Indie di Siviglia sulla presenza spagnola nelle isole delle Spezie. Alcune delle mie ricerche sono state pubblicate in quegli anni. La più vasta invece è rimasta incompiuta nei files del mio computer. Adesso dopo 15 anni l’ho ripresa in mano e inizio a pubblicarla sul mio sito www.colonialvoyage.com. Non è completa come avrei voluto, non so se mai avrò il tempo di completarla, per cui preferisco pubblicarla adesso così com’è. Spero sia di utilità e di interesse per qualcuno. Fatemi sapere la vostra opinione.

Questo studio è formato da 11 capitoli:

1: I primi contatti degli spagnoli con le Molucche

2: La conquista di Ternate

3: Il governo di Juan de Esquivel, Maggio 1606-Marzo 1609

4: Il governo di Lucas de Vergara Gabiria (che fa le funzioni), Marzo 1609-Febbraio 1610

5: Il governo di Cristóbal de Azcueta Menchaca (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

6: Il governo di D. Jerónimo de Silva, Marzo 1612-Aprile 1617

7: Il governo di Lucas de Vergara (Bergara) Gabiria (secondo termine), Aprile 1617-Febbraio 1620

8: Il governo di D. Luis de Bracamonte (che fa le funzioni), Febbraio 1620-1623

9: Il governo di Pedro de Heredia, 1623-1636

10: Il governo di D. Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola (che fa le funzioni), marzo (?) 1636-gennaio 1640

11: Gli ultimi governatori spagnoli delle Molucche

12: Bibliografia

CAPITOLO PRIMO: I PRIMI CONTATTI DEGLI SPAGNOLI CON LE ISOLE MOLUCCHE

I CHIODI DI GAROFANO

Le isole anticamente conosciute come Molucche o isole delle spezie erano cinque isole di origine vulcanica (Ternate, Tidore, Moti, Makian e Bacan) situate a ovest della costa dell’isola di Halmahera, nell’arcipelago indonesiano.

Queste isole erano le uniche al mondo dove all’epoca dell’arrivo dei portoghesi cresceva, in modo naturale, la pianta del chiodo di garofano, una pianta della famiglia delle Myrtaceae, il cui nome botanico è Caryophyllus Aromaticus (Eugenia Caryophyllus, Syzygium Aromaticum). Questa pianta è un albero che raggiunge mediamente un altezza di 10-15 metri. Vengono chiamati chiodi di garofano i bocci dei fiori non aperti e seccati di questa pianta.

La pianta del chiodo di garofano produce frutti dal quinto-sesto anno di crescita e può vivere ben oltre i 70 anni.Mediamente un albero produce annualmente 3 Kg. di fiori secchi pari a 6 Kg. di fiori freschi, in anni particolarmente produttivi, cosa che si ripete mediamente ogni 4 anni, una pianta può arrivare a produrre fino a oltre 30 Kg. all’anno di chiodi di garofano. Nelle Molucche la stagione della fioritura cade due volte all’anno nei mesi di settembre e dicembre. Per prosperare la pianta ha bisogno di un clima umido, ma anche di un suolo ben drenato, condizioni che si incontrano appunto nelle isole Molucche. Le piante crescono lungo le pendici delle montagne, a mezza altezza.

Questa peculiarità rese famose e mitiche le Molucche fin dai tempi antichi. Il chiodo di garofano era un importantissimo prodotto commerciale, esso veniva nel passato commerciato sia nei mercati asiatici (Cina, India e paesi arabi) sia in quelli europei; esso veniva utilizzato sotto forma di olio per il trattamento degli alimenti, come profumo, come essenza per profumare l’alito, come anestetico per il mal di denti e come ingrediente per diversi tipi di cibo (nei ricettari medievali inglesi circa il 20% delle ricette contenevano come ingrediente il chiodo di garofano).

Le isole Molucche avevano questa grande ricchezza, il chiodo di garofano, ma dovevano importare dalle altre isole, i beni di prima necessità quali principalmente sago e riso che venivano importati da Halmahera, Ambon e Bacan; le spezie venivano invece scambiate con commercianti provenienti da tutta l’Asia con vestiti, seta, porcellana, oro, argento, coltelli, vetro ecc. 1

ISOLE VULCANICHE

Gran parte delle isole dell’arcipelago delle Molucche sono dominate da alti vulcani alcuni dei quali tuttora attivi. Nell’isola di Ternate si trova il vulcano Gamalama che è alto 1715 metri. Questo vulcano dal 1538 ad oggi ha avuto oltre 70 eruzioni conosciute. Nel periodo 1538-1700 ebbe eruzioni nel: 1538, 1561, 1605, 1608, 1635, 1618 (?), 1643 (?), 1648, 1653, 1659, 1676, 1686, 1687). Anche la vicina isola di Tidore è dominata da un imponente vulcano, il Kiematubu uno strato vulcano con un altezza di 1730 metri. Questo vulcano non ha avuto eruzioni storiche documentate, ma ebbe eruzioni nell’olocene. Un altro vulcano attivo è invece presente nell’isola di Makian, alto 1357 metri, è un vulcano distruttivo. Nel periodo 1550-1700 ebbe eruzioni nel 1550 e nel 1646 quando ebbe un eruzione esplosiva che devastò diversi villaggi sui fianchi del vulcano.

Oltre alle 5 isole principali (Ternate, Tidore, Moti, Makian e Bacan) ci sono le tre piccole isole vulcaniche di Hiri (630 mt., che ha avuto eruzioni nell’olocene) situata a nord di Ternate. Maitara (357 mt.) nel braccio di mare che separa Ternate e Tidore. Mentre a sud, tra Tidore e Moti, si trova l’isola di Mare (308 mt., con eruzioni nell’olocene).

Tra tutte le Molucche, l’isola di Makian era quella che nel seicento produceva di gran lunga più chiodi di garofano di tutte le altre. La causa di questa maggiore produzione il governatore D. Gerónimo de Silva l’attribuisce alla migliore propensione degli abitanti di Makian nella coltivazione della terra, a differenza dei nativi di Ternate e Tidore i quali erano più portati a fare la guerra che a coltivare i campi.2 Makian era anche la più densamente popolata. 3

A causa dei continui contatti commerciali tra le Molucche e i mercanti di fede musulmana provenienti dall’Arabia e da altre zone dell’Asia, a partire dal 1430-1460 la fede maomettana fece il suo ingresso nelle isole. In quegli anni diversi re delle isole si convertirono all’islam e all’arrivo dei portoghesi nonostante che la maggioranza della popolazione fosse ancora animista, l’islam rappresentava un importante e elitario elemento nelle isole. 4

LA SITUAZIONE ALL’ARRIVO DEI PORTOGHESI

All’arrivo dei portoghesi nel 1512, due regni principali si contendevano il controllo delle isole essi erano il sultanato di Ternate e il regno di Tidore. Il sultanato di Ternate controllava oltre all’isola di Ternate anche metà dell’isola di Moti, la parte nord dell’isola di Halmahera chiamata Moro, l’isola di Ambon, la parte est di Ceram e la zona nord-est di Sulawesi. Mentre il regno di Tidore, controllava oltre all’isola di Tidore l’altra metà dell’isola di Moti, l’isola di Makian, la gran parte dell’isola di Halmahera e la parte occidentale della Nuova Guinea. Il controllo su queste isole era esercitato direttamente oppure tramite vassallaggio.

Esistevano poi altri due regni minori: quello di Bacan e quello di Jailolo. Il regno di Bacan, la cui capitale era sull’isola di Kasiruta, estendeva la sua influenza sull’arcipelago di Bacan e sulla parte nord di Ceram. Bacan era un grande produttore di sago, alimento basilare delle popolazioni delle isole, ma era scarsamente popolato. Il regno di Jailolo invece era stato un tempo il più importante della regione ma nel 1500 era in declino e controllava solo la parte nord occidentale di Halmahera, questo regno verrà praticamente annesso da Ternate e dai portoghesi nel 1551.

Il sultano di Ternate riuscì ad assicurarsi l’alleanza dei portoghesi e nel 1522 chiese ed ottenne la costruzione di una fortezza portoghese nella sua isola. La prima pietra della fortezza venne posata per la festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno 1522, e per questo venne denominata “São João Baptista de Ternate”. L’alleanza con i portoghesi sbilanciò ancora di più a favore di Ternate i rapporti di potere con Tidore, per contro Tidore all’arrivo delle navi della spedizione Magellano prontamente richiese l’assistenza degli spagnoli. 5

Gli spagnoli ebbero i primi contatti con le isole Molucche durante la spedizione di Magellano. Nel 1521 le navi della spedizione di Magellano giunsero alle isole Molucche, dove restarono per circa sei settimane nell’isola di Tidore. Essi fondarono anche una fattoria, che però venne prontamente distrutta dai portoghesi.

Gli spagnoli tentarono a più riprese di impadronirsi delle isole delle spezie a discapito dei portoghesi, con i quali si ebbero aspre divergenze, gli spagnoli stabilirono alleanze con i re di Tidore e di Jailolo e truppe spagnole furono presenti nelle isole durante gli anni 1527-1534 e 1544-1545. Ma la mancata scoperta di una rotta di ritorno attraverso il Pacifico impedì agli spagnoli di poter competere con la potenza navale portoghese. Nel 1529 si giunse anche alla firma di un trattato tra Spagna e Portogallo, riguardante le Molucche, il trattato di Zaragoza, con questo trattato il re di Spagna abbandonò ogni pretesa sulle isole in cambio di 350.000 ducati.

Il primo periodo d’interesse degli spagnoli nelle Molucche, fu caratterizzato delle lotte contro i portoghesi per il controllo delle isole, esso iniziò con l’arrivo della spedizione di Magellano nel 1521 e termino nel 1545 con la resa ai portoghesi degli uomini dell’armata di Villalobos, tra queste due spedizioni gli spagnoli inviarono altre flotte, quelle di Loaisa (1527) e Saavedra (1528) oltre alla sventurata avventura della spedizione di Grijalva (1538). La spedizione di Villalobos fu allestita dopo il trattato di Saragozza e per questo motivo la spedizione era diretta a non meglio specificate isole delle spezie non ancora occupate dal Portogallo. Il centro di tutta quest’attività degli spagnoli rimase per tutto questo periodo l’isola di Tidore.

LA SPEDIZIONE DI MAGELLANO

Gli spagnoli ebbero i primi contatti con l’isola di Tidore, durante la spedizione di Magellano. Nel 1521 le due navi superstiti della spedizione, la ‘Trinidad’ e la ‘Victoria’, giunsero nelle isole Molucche. Le imbarcazioni spagnole entrarono nel porto di Tidore l’8 novembre 1521, dove furono bene accolte dal re dell’isola. La nave ‘Victoria’ rimase a Tidore fino al 21 dicembre 1521, da dove ripartì lungo la rotta dell’oceano Indiano per l’Europa, che raggiunse con successo il 6 settembre 1522. La ‘Trinidad’, invece, che aveva bisogno di essere riparata, salpo da Tidore il 6 aprile 1522 tentando senza successo la traversata dell’oceano Pacifico, essa fu costretta a ritornare nelle Molucche nell’ottobre 1522, dove l’equipaggio fu catturato dai portoghesi, che nel frattempo si erano stabiliti a Ternate dove avevano costruito una fortezza. 6

Il primo contatto con i tidoresi fu prettamente commerciale, anche se gli spagnoli, in seguito alla richiesta del re di Gilolo, alleato di Tidore, fornirono due pezzi d’artiglieria e alcuni soldati per partecipare ad una spedizione punitiva contro un nemico del re. Il re di Gilolo e quello di Tidore si dichiararono sudditi del re di Spagna, sperando cosi facendo di bilanciare con l’aiuto spagnolo lo strapotere del loro acerrimo nemico, il sultano di Ternate. Questo atto di sottomissione fece notevolmente arrabbiare i portoghesi, che gia da alcuni anni intrattenevano rapporti commerciali con Ternate e che consideravano tutto l’arcipelago delle Molucche come proprio possesso.

Gli spagnoli, alla loro partenza, promisero al re di Tidore, che con la successiva spedizione avrebbero costruito una fortezza a Tidore, e allo scopo, lasciarono nella loro fattoria oltre alla mercanzia e a 5 uomini 7 anche 40 ‘bombardadas’, molte ‘beftas’ e ‘espigardas’ e diverse altre armi. 8

LA SPEDIZIONE DI LOAISA

La promessa della costruzione di un forte a Tidore venne, in effetti, mantenuta. Infatti la successiva spedizione, al comando della quale era originariamente Loaisa, costruì a Tidore una fortezza di pietra, sabbia e pietrisco. Il piccolo forte fu costruito nel gennaio 1527 nella città principale dell’isola.

Vediamo più dettagliatamente gli avvenimenti che portarono alla costruzione del primo forte spagnolo a Tidore. Dopo la traversata dell’oceano Pacifico, l’unica nave superstite della spedizione di Loaisa, la nave ‘Victoria’, comandata dal capitano Martin Iniguez de Carquizano, giunse in vista delle Molucche e fece sosta per alcuni giorni a Zamafo un villaggio controllato da Tidore nell’isola di Halmahera. In seguito alla richiesta del re di Tidore, gli spagnoli si trasferirono a Tidore, che avvistarono il 31 dicembre 1526 alle prime luci dell’alba, essi quindi portarono l’imbarcazione nella parte Nord-Est dell’isola di Tidore dove passarono la notte. 9

La mattina seguente, il 1 gennaio 1527, gli spagnoli si diressero al luogo dove era la città principale dell’isola, chiamata ‘Tidori’. La citta era situata nella parte est dell’isola ‘…el pueblo principal que se llama Tidori està por la parte de leste…’ 10, essa era stata completamente distrutta e bruciata dai portoghesi sul finire del 1526 durante la guerra precedente. 11 Qui gli spagnoli giunsero alle 10 di mattina e subito incontrarono a bordo della nave il giovane re di Tidore (Raja-Mirr), egli confermò la fedeltà al re di Spagna e chiese l’aiuto degli spagnoli per contrastare i portoghesi e i loro alleati ternatesi. Gli spagnoli aiutati dai tidoresi, il giorno stesso del loro arrivo, iniziarono la costruzione di tre baluardi ‘…en este mismo dia comenzamos hacer tres baluartes en tierra para poner artilleria…’ 12 di pietra, terra e legno per potersi difendere da un certo prossimo attacco dei portoghesi.

Su quello che dovevano essere le opere di fortificazione costruite dagli spagnoli le fonti non sono concordi. A secondo delle testimonianze, viene riferita la costruzione di un baluardo tutto di pietra ‘…fizemos un baluarte a maneira de fortaleza de pedra soomente…’ dove fu collocata l’artiglieria, mentre su di una punta gli spagnoli avevano posto due grossi pezzi d’artiglieria. 13 Altre fonti parlano di due baluardi ‘onde chegado & metida a nao dentro no arrecife, mandou fazer naentrada dele dous baluartes de pedra ensosa q artilhou muyto bé com algúa artelharia da nao’ 14 e ancora ‘…e fez de pedra sequa dous baluartes sobre o arrecife em defensão da nao, e n’elles pôs artelharia, …’ 15

Altre ancora parlano di ‘…torre dos castelhanos, a que elles chamauão fortaleza, que tinha huma caua d’agoa derrador; …’. 16 ‘…torre dos Castelhanos, a que chamauão fortaleza, que como disse era cercada de caua’. 17 Diogo do Couto ci indica che gli spagnoli iniziarono a costruire con grande velocità due ‘baluartes de pedra ençossa’ ai limiti della città, mentre un altro bastione venne costruito a difesa del porto. 18 Altre testimonianze ci informano che il baluardo non era solo di pietra, ma anche di terra e legno ‘…y luego en la hora hecimos en tierra un reparo de piedra, y tierra, y madera para poner alguna artilleria para nos defender…’ 19 ‘se fortificó com fortes tramqueiras y artilleria con nombre de fortaleza’. 20

Dalle descrizioni è chiaro in ogni modo che le opere di fortificazione che gli spagnoli costruirono al momento dello sbarco a Tidore furono due baluardi uno probabilmente il principale, quello che era chiamato fortezza, fu costruito dentro la città del Re nelle vicinanze del mare, l’altro nelle sue vicinanze, su di una punta. Inoltre, più tardi, nel giugno 1528, Hernando de la Torre fece costruire probabilmente sul lato nord della città un altro baluardo difensivo. Quello che è certo, di questa prima fortificazione spagnola a Tidore, è che doveva essere un’opera di poco conto, visto la fretta con cui era stata costruita. La piccola fortificazione fu utilizzata anche come ricovero per la merce trasportata dalle navi ‘… e ally desembarcaron el artillería, y sus mercaderías y comenzaron á hacer un baluarte para su defensa: y metiéronse en él con todas sus mercaderías y artillería, …’. 21

Il giorno seguente all’arrivo degli spagnoli, fu sbarcata l’artiglieria e le merci che erano a bordo della nave. Circa metà degli occupanti della nave sbarcò, mentre l’altra metà rimase a bordo perché gli spagnoli temevano che i portoghesi tentassero di affondare la nave. Erano poco più di 100 22 gli spagnoli arrivati a Tidore, e la nave ‘Victoria’ rappresentava l’unico mezzo a loro disposizione per poter tentare il ritorno in Spagna.

Gli spagnoli dovettero respingere quasi subito un attacco portato dai portoghesi, i quali anche nei mesi successivi attaccarono più volte Tidore. I portoghesi tentarono con ogni mezzo di danneggiare gli spagnoli, il capitano spagnolo Martin Iñiguez de Carquizano fu da loro avvelenato e morì l’11 luglio 1627 23, a lui succedette come capo degli spagnoli Hernando de la Torre. Gli spagnoli presero parte attivamente alle lotte tra loro, Tidore e Jailolo da una parte e Ternate e i portoghesi dall’altro.

Nel frattempo nella Nuova Spagna era in preparazione una nuova spedizione diretta alle Molucche, questa flotta, composta da tre navi (‘Florida’, ‘Santiago’ e ‘Espiritu Santo’) con 30 cannoni e 110 uomini, era partita il 31 ottobre 1527 dal porto messicano di Zihuatanejo, il comandante della spedizione era Alvaro de Saavedra Ceron. Di questa spedizione solamente la nave ‘Florida’ comandata da Alvaro de Saavedra Ceron giunse a Tidore il 30 marzo 1528, a bordo erano 45 uomini che rimpinguarono le fila delle scarse truppe spagnole presenti a Tidore e a Jailolo e rafforzarono il morale degli spagnoli. 24 Ma la mancata scoperta di una rotta di ritorno attraverso il Pacifico nonostante i numerosi e disperati tentativi fatti, impedì agli spagnoli di ricevere altri aiuti e di comunicare con le proprie basi, mentre d’altro canto i portoghesi ricevevano costantemente rinforzi da Malacca e Goa.

All’arrivo della nuova nave spagnola a Tidore, la fortezza dei castigliani si presentava come una fortezza di pietra, sabbia e pietrisco (‘piedra, arena y cascajo’) alta due braccia e spessa sei piedi, essa era armata con un cannone, una ‘culebrina’, due ‘sacres’ e molti altri pezzi d’artiglieria di ferro, una buona quantità di ‘escopetas’ e ‘ballestas’, essa appariva abbastanza ben fornita di artiglieria e le truppe erano ben armate. 25

Inoltre altre opere difensive furono approntate dagli spagnoli: In una relazione al re di Spagna scritta da Tidore l’11 giugno 1528, Hernando de la Torre, indicava che per meglio difendere la città era necessario costruire un baluardo ad un’entrata della città di Tidore, egli allo scopo, aveva posto in quel punto 20 soldati capitanati da Diego de Ayala e con 5 o 6 pezzi d’artiglieria. 26

Nonostante la costruzione di queste successive opere di difesa, il forte spagnolo fu preso dai portoghesi nell’ottobre 1529. I portoghesi non potevano scegliere un miglior momento per l’attacco, infatti, gli spagnoli avevano diviso le loro forze inviando 18 soldati assieme alle truppe di Tidore per una spedizione punitiva nella parte nord di Halmahera. A difesa della città di Tidore era rimasta una piccola guarnigione di 37 spagnoli dei quali solo 25 erano in grado di prendere le armi, ridotto era anche il numero delle truppe di Tidore rimaste a difesa della città.

La città di Tidore fu attaccata il 28 ottobre 1529 dai portoghesi e dai loro alleati di Ternate, qui gli spagnoli inizialmente tentarono la resistenza lungo il muro della città e lungo il baluardo che era stato costruito all’ingresso della città, ma poi visto il superiore numero dei portoghesi e dei loro alleati, furono costretti a ritirarsi dentro le mura della loro fortezza. I portoghesi bruciarono tutta la città di Tidore e posero l’assedio alla fortezza spagnola. Fu chiesta da parte dei portoghesi la resa, pena l’uccisione di tutti i difensori della fortezza.

Gli spagnoli comandati da Hernando de la Torre dopo diverse discussioni acconsentirono ad abbandonare la fortezza alla condizione di essere trasferiti nel villaggio di Zamafo nell’isola di Halmahera. I portoghesi imposero loro anche il divieto di ritornare nelle isole Molucche ‘…no fuese en ninguna de las cinco islas de clavo’. Partirono da Tidore alla volta di Zamafo il capitano Hernando de la Torre assieme a 23 soldati spagnoli, mentre altri 12 rimasero con i portoghesi passando al loro servizio. 27 Nella fortezza e nella fattoria che era all’interno della fortezza spagnola, i portoghesi oltre a varia mercanzia confiscarono molte armi tra cui 6 grossi pezzi d’artiglieria di metallo, 25 pezzi d’artiglieria di ferro (‘…versos y falcones…’), 4 pezzi di grosse dimensioni, 4 ‘pasamuros’, 8 ‘falcones’ e altri ‘tiros pequeños’. 28

Dopo la conquista portoghese del forte spagnolo di Tidore, sembra che alcuni soldati portoghesi siano rimasti a guarnigione dell’isola ‘… habia quedado gente de portugueses en Tidori…’ 29 Anche Castanheda accenna al fatto che alcuni portoghesi rimasero a Tidore per insegnare ai tidoresi ‘os nossos costumes’ e per impedire che in futuro si ripetesse un’alleanza tra tidoresi e spagnoli. 30

Come abbiamo visto questa prima fortezza costruita dagli spagnoli a Tidore era una costruzione molto semplice di muro a secco, probabilmente solo un piccolo bastione difensivo: ‘Los portugueses nos echaron por armas de Tidori, donde teniamos una fortaleza de piedra seca y toda l’artillería y hacienda que teniamos para nuestro mantenimientos, y dos fustas…’ 31 ‘…la fortaleza que tenian hecha los castellanos á manera de baluarte’ 32 Gli spagnoli mantennero il forte di Tidore per quasi tre anni dal 1 gennaio 1527 al 28 ottobre 1529. I pochi spagnoli rimasti con Hernando de la Torre rimasero ancora per alcuni anni a Jailolo, da dove furono poi imbarcati tra il 1534 e il 1535 verso l’India e poi verso la Spagna. 33

Nelle Molucche giunsero alcuni anni più tardi, nel 1537, i superstiti della spedizione di Grijalva, ma essi si consegnarono immediatamente ai portoghesi e non ebbero nessuna influenza sui rapporti di potere nelle Molucche. 34

LA SPEDIZIONE DI VILLALOBOS

L’ultimo contatto spagnolo con le isole delle spezie prima dell’unione con il Portogallo, avvenne con la spedizione guidata da Ruy López de Villalobos. La méta della spedizione, in virtù dell’accordo del 1529, erano non meglio precisate isole delle spezie non ancora occupate dei portoghesi. Villalobos partì dal Messico il 1 novembre 1542 con 4 navi, una galeotta e un brigantino. Dopo un fallimentare tentativo di colonizzazione dell’isola di Sarragan, i resti della spedizione giunsero a Gilolo dove furono ben accolti dal re, che offrì loro il permesso di costruire una fortezza. Successivamente anche il re di Tidore si recò a Gilolo 35 dove fece visita agli spagnoli e fu nuovamente stipulato un contratto di alleanza tra la Spagna, Tidore e Gilolo. Un gruppo di 60 soldati spagnoli comandati da don Alonso Manrique fu inviato a Tidore. Più tardi anche le altre truppe spagnole si trasferirono nell’isola. 36

Gli spagnoli di Villalobos, aiutarono i propri alleati contro i loro nemici in diverse battaglie, ma evitarono sempre di combattere contro i portoghesi, intrattenendo con loro rapporti amichevoli, e scambiandosi visite, che insospettirono il re di Tidore che nell’agosto 1545, per difendersi e tutelarsi, fece costruire sulla cima di una collina una fortezza di pietra secca ‘… hizo fortalezer un peñol y ençima del hizo una fortaleza de piedra seca, para se recojer alli si neçessario fuese, …’. 37

Gli spagnoli tentarono ripetutamente di stabilire contatti con la Nuova Spagna, ma tutte le navi inviate furono costrette a rientrare nelle Molucche senza aver trovato una rotta di ritorno verso l’America, ciò provocò profondo scoramento negli spagnoli, che cominciarono a disertare e a passare dalla parte dei portoghesi, gli spagnoli furono costretti a negoziare una resa con i portoghesi e ad abbandonare Tidore, essi erano stati a Tidore dal marzo 1544 al novembre 1545. 38

Nel febbraio 1546 i superstiti della spedizione di Villalobos lasciarono le Molucche a bordo di navi portoghesi. Villalobos morirà ad Ambon durante il viaggio di ritorno in Spagna. 39

LE SPEDIZIONI SPAGNOLE DURANTE L’UNIONE DELLE CORONE DI SPAGNA E PORTOGALLO

Il primo periodo di interesse degli spagnoli nelle Molucche, cioè quello che riguarda gli anni 1521-1606, può essere suddiviso in due distinte parti: la prima parte fu quella, a cui abbiamo già accennato, delle lotte contro i portoghesi per il controllo delle isole, essa iniziò con l’arrivo della spedizione di Magellano nel 1521 e terminò nel 1545 con la resa ai portoghesi degli uomini della spedizione di Villalobos.

La seconda parte di questo primo periodo, fu invece quella dell’unione tra le corone di Spagna e Portogallo, durante questo tempo le spedizioni spagnole in partenza dalla base di Manila nelle Filippine, vennero inviate con lo scopo di aiutare le truppe portoghesi contro i nemici ternatesi, che si erano ribellati ai portoghesi e che gli avevano espulsi dall’isola di Ternate nel 1575. 40

Il principale intento di queste ultime spedizioni era la riconquista della fortezza portoghese di Ternate. Nessuna delle sei successive spedizioni tentate dagli spagnoli raggiunse lo scopo prefissato. Esse iniziarono nel 1582 con quella di Francisco Dueñas, questa prima spedizione ebbe carattere prettamente informativo sulla situazione militare delle isole, Francisco Dueñas rimase nelle Molucche per circa due mesi tra marzo e aprile del 1582. La spedizione successiva fu quella comandata da D. Juan Ronquillo essa ebbe luogo a cavallo tra il 1582 e il 1583, gli spagnoli collaborarono con i portoghesi aiutandoli in alcune spedizioni punitive contro le isole vicine.

Nel 1584 fu la volta di Pedro Sarmiento e poi nel 1585 di Juan de Morón anche queste due spedizioni non ebbero il successo sperato, venne attaccata la fortezza di Ternate, ma senza risultato. Una più grande e meglio assemblata armata partì alla volta delle Molucche nel 1593 al comando dello stesso governatore delle Filippine Gómez Pérez Dasmariñas, ma una ribellione e l’assassinio dello stesso governatore prima di raggiungere le Molucche portò all’annullamento di tutta l’operazione. L’ultima spedizione spagnola di questo periodo fu quella inviata da Manila in soccorso della flotta dell’ammiraglio portoghese André Furtado de Mendonça, essa era capitanata da Juan Juárez Gallinato, e partì da Manila alla fine del 1602, un assalto congiunto spagnolo-portoghese alla fortezza di Ternate non ebbe successo.

Successo ebbero invece i due attacchi che a distanza di pochi mesi, nel 1605, i nemici giurati degli spagnoli, gli olandesi, portarono agli ultimi forti ancora in mano portoghese nelle Molucche: Ambon e Tidore.

Ambon cadde senza combattere il 23 febbraio 1605, questo, sembra a causa della condotta codarda del capitano della fortezza Gaspar de Melo e all’interesse personale di alcuni casados portoghesi, che miravano alla salvaguardia dei loro beni. Gli olandesi ricostruirono il forte portoghese e lasciarono come guarnigione 130 soldati. Le navi olandesi fecero poi rotta verso Tidore.

I portoghesi della fortezza di Tidore, comandati da Pedro Álvares de Abreu, non si arresero alla vista delle navi, ma costrinsero gli olandesi a combattere, ma come vedremo più avanti, nonostante il loro coraggio, il forte venne preso dagli olandesi. L’episodio chiave fu lo scoppio della polveriera del forte, che provocò la morte di molti difensori e un enorme squarcio nelle mura. 41 Tidore venne conquistata dagli olandesi il 19 maggio 1605. Gli olandesi, non avendo abbastanza uomini per presidiare una fortezza, lasciarono a Tidore solo alcuni uomini in una fattoria. Giunti alle Molucche gli olandesi si allearono con la più grande potenza della zona il sultanato di Ternate.

L’estensione del territorio controllato dal sultanato di Ternate dopo la ribellione contro i portoghesi e la cattura del forte portoghese di Ternate (26 dicembre 1575), ci viene descritta in un interessante documento molto probabilmente scritto da Pedro Sarmiento nel 1584 e intitolato “Relación de la fuerza, poder y artilleria que tiene el Rey de Terrenate”.

Il dominio di Ternate si estendeva oltre che sull’isola di Ternate anche alle piazzeforti di Jilolo, Çabubo (Sabugo), Ganconora (Gamkonora), Loloda tutte situate lungo la costa occidentale dell’isola di Halmahera, dove erano altri villaggi tributari di Ternate. All’estremità nord dell’isola di Halmahera, le isole di Doi e di Morata (Morotai) erano anch’esse tributarie così come molti villaggi della costa nord di Halmahera, che anni prima erano stati cristianizzati dai portoghesi. A sud di Ternate erano sotto il controllo dei ternatesi Motel (Moti), Maquian, Cawa (Kayoa), Caxossa (?) ecc. l’influenza di Ternate si estendeva verso sud fino alle isole circostanti Ambon e Buru, mentre verso occidente l’influenza di Ternate giungeva fino alle coste dell’isola di Celebes. 42

Scritto da Marco Ramerini.

Questo studio è formato da 11 capitoli:

1: I primi contatti degli spagnoli con le Molucche

2: La conquista di Ternate

3: Il governo di Juan de Esquivel, Maggio 1606-Marzo 1609

4: Il governo di Lucas de Vergara Gabiria (che fa le funzioni), Marzo 1609-Febbraio 1610

5: Il governo di Cristóbal de Azcueta Menchaca (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

6: Il governo di D. Jerónimo de Silva, Marzo 1612-Aprile 1617

7: Il governo di Lucas de Vergara (Bergara) Gabiria (secondo termine), Aprile 1617-Febbraio 1620

8: Il governo di D. Luis de Bracamonte (che fa le funzioni), Febbraio 1620-1623

9: Il governo di Pedro de Heredia, 1623-1636

10: Il governo di D. Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola (che fa le funzioni), marzo (?) 1636-gennaio 1640

11: Gli ultimi governatori spagnoli delle Molucche

12: Bibliografia

NOTE:

1 (De Silva De Silva, C. R. “The Portuguese and the trade in cloves in Asia during the sixteenth century” In: An expanding world vol. 11, pp. 259-260) (“Lettera di Acuña a Felipe III, Manila 1 luglio 1605” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 14, pp. 58-59 nota n°5. Grande Dizionario Enciclopedico UTET, 1967, vol. 4, p. 625) (Doc. Mal. I p. 5*) (Trinidade “Conquista espiritual do Oriente” vol. I p. 45)

2 (“Lettera di D. Gerónimo de Silva al re Felipe III, Ternate, 13 aprile 1612” In: Correspondencia p. 7)

3 L’isola di Tidore viene descritta da Prado come densamente popolata. (Prado p. 23)

4 (Doc. Mal. I p. 6*) (Trinidade “Conquista espiritual do Oriente” vol. I p. 45)

5 (Doc. Mal I pp. 3*-4*)(De Silva, C. R. “The Portuguese and the trade in cloves in Asia during the sixteenth century” In: An expanding world vol. 11, p. 261)

6 Il forte portoghese era stato fondato da Antonio de Brito nel giugno 1522, la prima pietra della fortezza venne posata per la festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno 1522, la fortezza venne denominata “Sao Joao Bautista de Ternate”. La fortezza venne eretta dai portoghesi, dove era la principale citta del sultanato di Ternate (Sud dell’isola), a una lega dal porto principale dell’isola, chiamato Talangame, dove stavano ancorate la navi.

7 Essi erano: Juan de Campos de Escribano, Luis del Molino, Alonso de Cota Ginoves, Diego Arias e Maestre Pedro Lombardero. Vedi: (Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” p. 98) e anche (“Declaraciones que dieron en Valladolid Gonzalo Gomez de Espinosa, Ginés de Mafra, y Leon Pancaldo, sobro los acontecimientos de la nao Trinidad en las Malucas” Documento n°40 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” (Madrid, 1837) p. 381). Secondo Castanheda gli uomini che rimasero a Tidore erano 10-12 uomini vedi: (Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VI, cap. 5, p. 160) Mentre secondo Antonio Galvao furono 4 uomini vedi: (Galvao “História das Molucas” p. 205)

8 (Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VI, cap. 10, 169; Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 4” p. 98)

9 (“Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n° 14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 285)

10 (“Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Martin Fernanadez deNavarrete “Colección de los viajes y descubrimientos que hicieron por mar los españoles, vol. 5” (Madrid, 1837) p. 286)

11Secondo quanto dichiarato da una schiavo dei portoghesi che era fuggito a Zamafo, la distruzione era avvenuta pochi giorni prima dell’arrivo delle navi spagnole. Per questo episodio vedi: (Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VII, cap. 39, p. 438)

12 (“Relacion escrita y presentada al el Emperador por Andres de Urdaneta …” Documento n°26 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 412)

13 (“Carta de Pedro de Montemayor escrita desde Cochin al Rey de Re del Portugal…, Cochin 14 Janeiro 1533” Documento n°19 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 343)

14 (Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VII, cap. 42, p. 441)

15(Gaspar Correa “Lendas da India” vol. III, p. 175)

16(Gaspar Correa “Lendas da India” vol. III, p. 360)

17 (Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VIII, cap. 6, p 569)

18(Diogo do Couto “Da Asia” Decada IV, parte 1, p. 190)

19 (“Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 286)

20(“Al Rey de Portugal, Alfonso Mexia, Cochin 30 diciembre 1528” Documento n°13 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 240)

21(“Declaracion de Juan de Mazuecos” Documento n°21 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 363)

22Erano 105, 115, 116, 117 (Galvao “Historia das Molucas” p. 215), 123, 133 a seconda delle testimonianze.

23Egli venne sepolto nella chiesa di ‘Nossa Senhora do Rozairo’ evidentemente il nome della cappella eretta dagli spagnoli a Tidore. (“Carta de Pedro de Montemayor escrita desde Cochin al Rey de Re del Portugal…, Cochin 14 Janeiro 1533” Documento n°19 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 345)

24(Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” pp. 94-113)

25(“Relacion que presentó en Madrid el Año 1534 Vicente de Nápoles sobre los sucesos de la armada de Saavedra …” Documento n°37 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 486) (Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 113)

26 (“Derrotero del viage y navegacion de la armada de Loaisa…” Documento n°14 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 308)

27(“Relacion de Hernando de la Torre de lo ocurrido en las Molucas contra los portugueses de la isla de Terrenate, desde su ingreso en aquellas islas hasta fin del año 1533” Documento n°20 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” pp. 353-360) (Gaspar Correia “Lendas da India” vol. III, p. 359)

28 (“Declaracion de Francisco de Paris, marinero de la nao Victoria …, 25 otubre 1536” Documento n°23 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 375.) (Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 133)

29(Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 356)

30 (Lopes de Castanheda “História do descobrimento e conquista da Índia pelos portugueses” Livro VIII, cap. 7, p. 571)

31 (“Carta de Hernando de la Torre a D. Alvaro de Zuñiga, Gilolo, marzo 1532” Documento n°18 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” p. 337)

32 “Declaracion de Juan de Mazuecos” Documento n°21 in: Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” 364

33(Fernanadez de Navarrete “Colección de los viajes, vol. 5” pp. 150-155)

34 Sulle vicende di questa spedizione vedi: (Galvão “História das Molucas” pp. 307-317)

35 Secondo quanto riportato da Couto, furono gli spagnoli a chiedere al re di Tidore il permesso di poter passare a Tidore. (Diogo do Couto “Da Asia” Decada V, parte 2, pp. 406-407)

36 (P. Pablo Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxi In: D. Pedro Torres y Lanzas “Catalogo de los documentos relativos a las islas Filipinas existentes en el archivo de Indias de Sevilla. Procedido de una História General de Filipinas, por el P. Pablo Pastells, S. J.” (Barcellona, 1925-1936)

37 (“Relacion de Garcia de Escalante Alvarado” AGI: Patronato,23,R.10 in: Consuelo Varela “El viaje de don Ruy López de Villalobos a las islas del Poniente, 1542-1548” (Milano, 1983) pp. 143-144) (Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxvi)

38 L’accordo tra spagnoli e portoghesi verrà firmato il 4 novembre 1545. (“Carta de fray Geronimo de Santisteban a don Antonio de Mendoza, de Cochin, en la India de Portugal a 22 de enero de 1547” AGI: Patronato,20,R.12 in: Consuelo Varela “El viaje de don Ruy López de Villalobos a las islas del Poniente, 1542-1548” (Milano, 1983) p. 30)

39(Pastells “Historia general de las islas Filipinas, 1493-1572” vol. I, clxxxvi, cxciii Ciríaco Pérez-Bustamante “La expedición de Ruy López de Villalobos a las Islas de Pacífico” In: AA. VV. “A viagem de Fernão de Magalhães e a questão das Molucas. Actas do II colóquio Luso-Espanhol de História Ultramarina” (Lisbona, 1975) pp. 611-626)

40I portoghesi, nel 1578, in sostituzione della loro fortezza a Ternate avevano costruito un forte a Tidore.

41 (“Fr. Gaspar Fernandes, provincial of Goa, to Fr. Claudio Acquaviva, general. Goa, 6 de novembro de 1606” Documento n° 10 in: Hubert Jacobs, “Documenta Malucensia III, 1606-1682” (Roma, 1984) p. 49) (Francisco Colin, “Labor Evangelica, ministerios apostolicos de los obreros de la Compania de Jesus, fundacion, y progresos de su provincia en las Islas Filipinas” Vol. 3 (Barcellona, 1900-1903 (prima edizione 1663)) pp. 20-22)

42 (Arch. Gen. de Indias, patronato 46, R 18 “Relación de la fuerza, poder y artilleria que tiene el Rey de Terrenate”)

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