CAPITOLO QUINTO: IL GOVERNO DI CRISTÓBAL DE AZCUETA MENCHACA (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612
CAPITOLO QUINTO: IL GOVERNO DI CRISTÓBAL DE AZCUETA MENCHACA (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

Il governo di Cristóbal de Azcueta Menchaca a Ternate, 1610-1612

Gli spagnoli nelle Isole Molucche: 1606-1663/1671-1677. La storia della presenza spagnola nelle isole delle spezie

Scritto da Marco Ramerini

CAPITOLO QUINTO: IL GOVERNO DI CRISTÓBAL DE AZCUETA MENCHACA (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

L’ARRIVO DI CRISTÓBAL DE AZCUETA MENCHACA A TERNATE

Il nuovo governatore di Ternate, il maestro di campo Cristóbal de Azcueta Menchaca, venne nominato dal governatore delle Filippine Don Juan de Silva.1 Il 4 febbraio 1610 troviamo Azcueta ancora ad Arevalo in procinto di partire per Ternate. 2 Egli arrivò a Ternate nel febbraio 1610 al comando di una piccola squadra di imbarcazioni. Facevano parte della spedizione anche 4 frati francescani. Probabilmente con Azqueta giunse anche il capitano e sergente maggiore Fernando de Ayala. 3

Quando giunsero in vista dell’isola di Ternate, a sole 6 leghe dal porto di Ternate le imbarcazioni spagnole avvistarono un imponente squadra olandese. Le navi spagnole si dettero alla fuga e la gran parte di esse riuscirono la notte stessa con il favore dell’oscurità a raggiungere Ternate, ma gli olandesi riuscirono a catturare una galera e un champan con i loro equipaggi. In quest’occasione gli olandesi catturarono circa 60-70 persone tra i quali era un capitano di fanteria, un “contador” dell’azienda reale, un alfiere e due religiosi.4 In questo periodo, per la precisione il 2 febbraio 1610, morì a Ternate il padre gesuita Gabriel Rengifo da Cruz. Egli era giunto a Ternate nel 1606 ed aveva predicato tra l’altro nell’area di Moro nell’isola di Halmahera. 5

Una delle prime azioni di Azcueta a ternate fu un attacco ad una nave olandese. Su ordine di Azcueta, il sergente maggiore Fernando de Ayala, giunto da poco con il nuovo “socorro” a Ternate, assalì con la galera San Xpoual (San Cristobal, cioè la galera “capitana”), assieme a 50 soldati e al capitano Juan de Espinosa y Sayas, un patacco olandese, il Masambique (Maçanbique), armato di 20 pezzi d’artiglieria e carico di viveri, che era ancorato nel porto di Malayo, l’imbarcazione olandese, dopo un duro scontro durato un ora, venne bruciata e colò a picco, il tutto avvenne a vista delle mura del forte olandese di Malayo, nello scontro furono fatti anche alcuni prigionieri olandesi. 6 A questo assalto prese parte anche Juan de la Umbria che rimase gravemente ferito alla coscia destra. 7

Azqueta, poco dopo il suo arrivo a Ternate, si rese conto della cronica mancanza di uomini e mezzi. Per cui inviò a Manila Pero de Hermua per chiedere urgenti aiuti. Hermua ritornò a Ternate il 3 agosto 1610 con una nave carica di viveri e munizioni. 8

LA LIBERAZIONE DI VAN CAERDEN

Un altro degli atti che fece il maestro di campo Christobal de Axqueta appena arrivato a Ternate fu quello di trattare con gli olandesi la liberazione dell’ammiraglio van Caerden. L’ammiraglio olandese venne liberato, il 16 marzo del 1610, in cambio di alcuni prigionieri spagnoli (in gran parte gli equipaggi delle due imbarcazioni catturati all’arrivo di Azcueta a Ternate, e anche gli uomini catturati nel forte di Bachian) e di una somma di denaro.

Ci sono testimonianze discordanti sul numero dei priginieri liberati e sulla quantità del riscatto pagato dagli olandesi per van Caerden, ma secondo Don Juan de Silva e anche secondi i “Meritos” di Heredia, furono 50 i soldati e i marinai spagnoli e 30 gli indiani, “gastadores” e ufficiali liberati nello scambio, oltre a 6.000 pesos in denaro. 9 Secondo altre fonti come il rapporto del padre Gregorio Lopez, per il riscatto dell’ammiraglio, gli olandesi pagarono nel 1609 come anticipo 80.000 pesos, poi al momento del riscatto pagarono altri 6.000 pesos oltre alla fregata e a tutto il suo carico, e inoltre liberarono 52 spagnoli e 100 nativi alleati degli spagnoli. 10

In un suo rapporto del giugno del 1610 van Caerden giudicava invincibili le fortificazioni dalla città spagnola, quindi i lavori intrapresi dagli spagnoli dovevano essere già a buon punto. Inoltre ci informa della costruzione del forte di Don Jil, che stranamente chiama Nouckenorre, esso aveva tre bastioni di pietra ed era situato tra Malayo e la città spagnola.

Nella stessa lettera informa gli amministratori della VOC delle scarse conoscenze che gli olandesi avevano dell’isola di Tidore, in modo particolare non avevano nessuna informazione delle difese della capitale dell’isola, mentre erano informati di un forte spagnolo a Marieco e di tre piccoli posti fortificati nell’isola di Halmahera: Solo (=Tolo), Payjay e Taffongo. Le forze spagnole ammontavano, secondo l’ammiraglio olandese, a circa 500 soldati spagnoli oltre a molti indigeni delle Filippine che lavoravano alla costruzione delle fortificazioni. Per i collegamenti fra i loro presidi gli spagnoli mantenevano 2 imbarcazioni, una galea di 18 banchi e una galeotta. 11

LA NUOVA CATTURA DI VAN CAERDEN

Il 1512 luglio 1610, come già accennato in precedenza, l’ammiraglio olandese van Caerden, fu nuovamente catturato dagli spagnoli nelle vicinanze dell’isola di Tidore, infatti una galea spagnola, la San Christobal (San Xpoual), guidata dal capitano Pedro de Avellaneda13 e su cui erano 50 spagnoli, ebbe, per tre ore, un duro scontro navale con il patacco14 di van Caerden che imbarcava oltre a lui 25 olandesi. La battaglia si concluse con la vittoria spagnola e con la nuova cattura dell’ammiraglio.

Nello scontro rimasero feriti alcuni spagnoli, tra cui lo stesso Pedro de Avellaneda, “cauo superior de las ysla y fuezas de Tidore”, che morirà pochi giorni dopo a causa delle ferite subite durante questo scontro. Il 23 agosto 1610, Pedro de Hermua, che era giunto da pochi giorni da Manila, venne nominato da Azcueta, al posto del deceduto Pedro de Avellaneda, a capo dell’isola e delle fortezze di Tidore e dei presidi di Payáy e Tafongo. 15

Paulus van Caerden (Pablos Brancaerden per gli spagnoli), era al comando di tutte le truppe olandesi presenti nelle Molucche e nelle isole Banda. Dopo la sua nuova cattura la posizione olandese, secondo i rapporti entusiastici degli spagnoli, sembra farsi più fiacca, infatti gli spagnoli affermano che restano agli olandesi, in tutti i loro possedimenti, da Banda alle Molucche, solo un “nauio” e un patacco. Inoltre c’erano poche speranze che potessero arrivare agli olandesi rinforzi nei mesi successivi.

Secondo alcune carte rinvenute alla cattura di van Caerden, i redditi che il possesso delle Molucche davano agli olandesi ammontavano a più di 4 milioni di pesos all’anno. Nonostante la nuova cattura dell’ammiraglio e le speranze spagnole, la posizione olandese è comunque solidissima, principalmente grazie all’alleanza con Ternate dove avevano insediato come sultano un figlio minore del vecchio Said Berkat.

Gli spagnoli, per contro, non avevano nessun alleato tra i Ternatesi. Il loro unico e fedele alleato era il re di Tidore, dove però la maggioranza della popolazione era avversa agli spagnoli. Per cercare di scardinare la compattezza dei ternatesi, il governatore delle Filippine Juan de Silva pensò di riportare a Ternate, il vecchio sultano Said Berkat, in occasione della grande spedizione che stava pianificando di fare a Ternate. Ciò, doveva contribuire, secondo i suoi piani, a dividere i ternatesi e a far passare almeno una parte della popolazione dalla parte spagnola. 16

Il patacco olandese catturato con van Caerden, venne inviato, il 30 luglio 1610, a Manila dove giunse nell’agosto 1610. A Ternate, Juan de Azevedo, ricevette l’incarico di custodire il generale olandese van Caerden. 17 Nell’aprile del 1612 Caerden era ancora prigioniero degli spagnoli nella fortezza di Ternate.18 Paulus van Caerden (Blancardo per gli spagnoli), venne in seguito condotto a Manila dove rimase fino alla morte.19 Sembra che van Caerden sia partito da Ternate per Manila il 24 maggio 1612. 20 Gli spagnoli chiesero per il riscatto di Caerden 40.000 reali da otto. 21

La conferma che Caerden morì a Manila viene da un documento scritto a Manila il 17 settembre 1618, dove viene detto fatto un accenno al ‘general Pablo Brancaerden que murio en esta ciudad’. 22

I FRANCESCANI NELLE MOLUCCHE

Nel 1610 i francescani trasferirono il loro convento fuori dalla mura della città. Grazie infatti all’interessamento del nuovo maestro di campo di Ternate, Cristóbal de Azcueta Menchaca, che comprò a proprie spese una casa (“buenas de tabla”) con un appezzamento di terreno appartenuta ad uno spagnolo. La casa era situata fuori dalle mura della città di Ternate, e qui i francescani trasferirono il loro convento, nominato di S. Antonio de Padua, e nell’appezzamento di terreno costruirono la loro chiesa. I frati dopo queste migliorie, oltre alla chiesa e al convento, tutti di legno, avevano anche un grande orto e continuarono ad occuparsi del vecchio ospedale. I francescani presenti a Ternate erano in quest’anno sei: Fr. Diego de Santa Maria (che si occupava dell’ospedale), P. Juan del Caño (nominato presidente del convento), Fr. Antonio de Santa Ana, Fr. Sebastian de S. José, Fr. Cristobal Gomez e Fr. Alonso Guerrero. 23

Il frate francescano Sebastián de San José, era stato nominato, nel 1609, commissario provinciale per le isole Molucche. Egli, nel giugno del 1610, visitò l’isola di Macasar (Manados), dove fece molte conversioni. Sulla spiaggia della foce del Rio Cauripa Fr. Sebastian fondò una piccola cappella di legno e trovò la morte, infatti venne ucciso il 18 giugno 1610 durante un attacco dei nativi. Il suo compagno di viaggio, il fratello laico frate Antonio de Santa Ana, venne catturato dagli stessi indigeni deportato nell’isola di Tagolanda e ucciso alcuni giorni dopo, il 28 (24 secondo Trinidade) giugno 1610. 24

I GESUITI NELLE MOLUCCHE

Nell’ottobre 1610 arrivarono da Malacca un gruppo di 5 gesuiti (João Baptista, Andrea Simi, Giambattista Scalamonti, Manuel Leitão e Jorge da Fonseca) destinati alla missione delle Molucche, essi erano guidati da Fr. João Baptista. 25 Il padre Jorge da Fonseca venne subito destinato alle cure spirituali della guarnigione spagnola di Tidore. 26 Egli descrive l’isola di Tidore nella sua lettera dell’8 aprile 1612: “que hé huma ilha quatro legoas de Ternate, de mouros amigos nossos, onde há alguns christãos da terra, portuguezes casados e hum presidio de soldados hespanhoes, que todo este tempo atrás avia estado sem padre por falta de sarcedotes”.27 La missione gesuita di Tidore rimase fino alla fine del 1610 senza padre, nel prosieguo della sua lettera Fonseca, nuovamente descrive Tidore, questa volta facendo menzione di due presidi spagnoli presenti sull’isola (secondo la nota di Jacobs [Doc. Mal. III p. 224 nota 45] i due presidi erano il vecchio forte portoghese, vicino a Soasio e il forte di Marieko sulla costa occidentale). 28

A Ternate, grazie anche alla buona disposizione del governatore Cristobal de Azcueta Menchaca, i gesuiti fondarono la “confraria do Santissimo Sacramento”. 29 I gesuiti si occupavano oltre che della conversione degli indigeni anche della cura spirituale degli equipaggi delle galee e dei soldati nei presidi, visitando regolarmente i presidi spagnoli. Di questo né da testimonianza il capitano D. Juan de Castro Verde y Ayala, che ci informa che quando era capitano di un forte sulla “frontera de Malayo” (molto probabilmente Don Jil o San Pedro y San Pablo) i padri venivano a dir Messa tutti i giorni festivi. Anche il capitano D. Diego de Quiñones y Arguelles (capitano dei forti di San Pedro y San Pablo a Ternate e poi della “fuerça” di Tomañira a Tidore) in una sua testimonianza ci dice che i padri visitavano spesso i presidi e a volte si fermavano anche molti giorni a confessare e a dir Messa.30

LE FORTIFICAZIONI SPAGNOLE A TERNATE E TIDORE NEL 1610

Un rapporto olandese scritto nel 1610 ci da una descrizione delle fortificazioni in mano spagnola nelle isole di Ternate e Tidore: Sull’isola di Ternate, gli spagnoli sono in possesso della grande città di Gammelama, che viene chiamata Nuestra Signora del Rosario. Tra questa città e Malaya, c’è un altro forte chiamato “Pedro ende Paulo”. Su Tidore ci sono tre luoghi, il primo è una grande città dove risiede il re dell’isola essa ha una fortificazione su un’alta collina, chiamata Taroula, questa fortificazione ha 10 cannoni e una guarnigione composta da 50 spagnoli e 8-10 filippini. Il secondo luogo è il vecchio forte portoghese, che nel 1605 venne conquistato da Cornelis Bastiaensz, ma che adesso era in possesso degli spagnoli, nel forte erano montati 2 cannoni e la guarnigione era composta da 13 soldati spagnoli. Il terzo luogo è la piccola città di Marieco, che si trova di faccia alla città di Nuestra Signora del Rosario, qui vivono alcuni tidoresi e gli spagnoli hanno circondato il luogo con due bastioni, dove sono stazionati 14 soldati spagnoli e due cannoni. 31

Secondo alcuni documenti fu durante il governo di Azcueta che fu costruito, a circa metà strada tra Ternate e Malayo, il forte di Don Gil. Ma come abbiamo visto nel quarto capitolo, la costruzione del forte si deve a Lucas Vergara. Probabilmente Azcueta la terminò. La fortezza era a guardia del sentiero e del passo che collegava le due postazioni nemiche. Nelle vicinanze della città di Ternate, Azcueta costruì su di un altura (“padrastro”) che la domina il forte di S. Pablo. Poi costruì la muraglia attorno alla città di calce e pietra fortificando diversi baluardi fra i quali uno chiamato San Juan, che controllava da un lato la spiaggia e da un altro la collina. Tra le sue opere è da annoverare anche il restauro dell’ospedale dei francescani. 32

Nel 1611, Juan de Azevedo, ebbe l’incarico di comandante delle truppe del re di Tidore, sempre nello stesso anno ricevette l’incarico di controllare l’imboccatura di un porto del nemico di modo che non giungessero ai nemici aiuti, durante quest’incarico si scontrò con due imbarcazioni ternatesi riuscendone a catturarne una e a far incagliare l’altra. 33

LA SPEDIZIONE DI JUAN DE SILVA

Già da tempo il governatore delle Filippine Don Juan de Silva stava preparando una grossa spedizione per eliminare una volta per tutte la presenza olandese nei mari del sud-est asiatico. Allo scopo aveva pensato di costruire nelle Filippine tre grosse imbarcazioni appositamente attrezzate per la spedizione nelle Molucche. Il viceré dell’India portoghese, Ruy Lorenzo de Tavora, garantì il suo appoggio alla progettata spedizione ed offrì la partecipazione di 7 grossi galeoni che erano stati inviati, via Malacca, a Macao al comando di Don Diego de Vasconcellos. Anche il comandante della squadriglia di galeoni Don Diego de Vasconcellos scrisse da Malacca a de Silva manifestando la propria disponibilità a partecipare alla spedizione, 34 questa offerta da parte portoghese rese inutile la costruzione delle tre grosse imbarcazioni progettata da de Silva che rimasero allora solo nei progetti.

Avendo avuto notizia che i galeoni portoghesi promessi dal viceré erano ancorati nel porto di Macao, Don Juan de Silva inviò a Macao una delegazione (al cui comando era Juan Juarez Gallinato) per invitare il comandante della flottiglia, Don Diego de Vasconcellos, a raggiungerlo e così eseguire gli ordini impartiti dal viceré. Gallinato salpò da Cavite nel settembre 1610, raggiunse Macao e ebbe diversi incontri con Vasconcellos ai quali partecipò anche il vescovo di Macao.

Vasconcellos inizialmente si mostrò ben disposto a partecipare all’impresa, ma poi quando Gallinato prospettò l’immediato bisogno di partire per la spedizione, Vasconcellos, in barba agli ordini ricevuti dal Viceré, nonostante i ripetuti appelli da parte degli spagnoli, e contro il parere dell’ammiraglio della sua flotta e dei soldati imbarcati, si rifiutò di prender parte alla spedizione preferendo utilizzare la sua armata per lucro personale mercanteggiando tra Goa e Macao. De Silva aveva fornito a Gallinato soldi per poter assicurare i viveri sufficienti all’armata portoghese e inoltre Gallinato aveva carta bianca per utilizzare i denari anche personali di de Silva per ammorbidire il riluttante comandante portoghese. De Silva, che aveva ricevuto anche un favorevole rapporto da parte del govenatore delle Molucche, Azcueta, sulla scarsa consistenza delle forze olandesi presenti nelle isole, inviò anche questo rapporto a Macao sperando così di smuovere il comandante portoghese, ma anche quest’ultimo tentativo non sortì gli effetti sperati. 35

I progetti di de Silva erano di partire per Ternate, per la fine del novembre 1610, una volta giunti i galeoni portoghesi, in modo da giungere a Ternate al principio di gennaio 1611 e poter quindi chiudere la questione con gli olandesi entro gli inizi di maggio in modo da anticipare un eventuale arrivo di rinforzi per le truppe olandesi. Oltre ai galeoni che sperava in arrivo da Macao, egli aveva a Manila, come “capitana” e “almiranta” 2 grosse navi catturate agli olandesi, e poi la nave “Espiritu Santo” e la nave “San Andres”, oltre a due patacchi e tre galere. Un ultimo progetto di de Silva fu quello di portare con se nella spedizione il sultano di Ternate Said Berkat assieme a gran parte del suo seguito, le intenzioni del governatore erano di portare dalla parte spagnola la gran parte della popolazione di Ternate, e una volta eliminati gli olandesi lasciare il vecchio sultano sul trono come vasallo del re di Spagna.

Nel 1611, D. Juan de Silva, dopo aver ricevuto la notizia del rifiuto di Vasconcellos, decise comunque di partire, cercando di sfruttare il momento di relativa debolezza delle forze olandesi. Le motivazioni di de Silva sono chiaramente indicate in una sua lettera, nella quale egli spiega come sia questo l’anno propizio, anche se aspettando un anno probabilmente gli spagnoli potevano avere più forze per la spedizione, ma sicuramente nel frattempo gli olandesi si sarebbero fortificati maggiormente. 36

IL VECCHIO SULTANO DI TERNATE PARTECIPA ALLA SPEDIZIONE

Alla spedizione spagnola prese parte anche il vecchio sultano di Ternate, Said Berkat, tenuto fino ad allora in esilio a Manila, suo figlio, il principe Sulampe assieme ai principali cachiles che erano tenuti con lui in esilio a Manila. La speranza del governatore spagnolo era quella di poter bilanciare lo strapotere olandese con il ritorno del vecchio sultano, che aveva promesso di aiutare gli spagnoli e con la sua presenza di portare dalla parte spagnola la maggioranza degli abitanti di Ternate. Presero parte alla spedizione 2 grosse imbarcazioni catturate l’anno prima agli olandesi, un’altra nave (chiamata Espiritu Santo), 3 vecchi patacchi (San Elifonso, Santiago e San Pedro y San Pablo) e 2 galere con a bordo circa 2.000 tra soldati e marinai.37 Con la carica di ammiraglio tornò con questa spedizione a Ternate anche Pedro de Heredia, egli fu nominato da Juan de Silva sergente maggiore dei presidi delle Molucche. 38

Nonostante il parere sfavorevole della maggior parte della Real Audiencia di Manila39, il governatore volle lui stesso capitanare la spedizione. La sua diretta partecipazione fu più volte richiesta espressamente dal sultano di Ternate, che disse che senza la presenza di de Silva non poteva mantenere la sua promessa. Questa sembra essere stata la ragione principale per cui de Silva prese parte diretta alla spedizione.40

La spedizione fu un fallimento per gli spagnoli. Il tentativo di installare sul trono di Ternate il vecchio sultano naufragò ben presto a causa dell’avversione della popolazione, gli olandesi come contro mossa avevano installato sul trono del sultanato, già dal 1610, un altro figlio del vecchio sultano, Modafar.41

Il fallimento della spedizione è comunque in gran parte da addebitarsi alla condotta rinunciataria di de Silva, sembra che nel momento cruciale, al suo arrivo a Ternate egli abbia temporeggiato cercando accordi con i ternatesi, invece di attaccare immediatamente la fortezza olandese di Malayo, che era in cattivo stato e con pochi uomini a sua difesa. A Malayo, venne inviato Estaban de Alcazar che venne incaricato da de Silva di consegnare una lettera (dove veniva trattato il riscatto dei prigionieri catturati dagli spagnoli a Manila) agli olandesi nel forte di Malayo in modo da avere l’occasione di poter vedere e studiare da vicino le difese approntate nel forte dagli olandesi. 42

La sua indecisione permise agli olandesi e ai loro alleati di migliorare le difese del forte e di ricevere soldati e aiuti dalla guarnigione olandese del forte “Jacome” sull’isola di Makian.43 Allorquando si decise ad attaccare il forte, lo giudicò troppo ben difeso e non osò attaccarlo. Venne invece deciso di inviare una caracoa del re di Tidore ad Ambon per osservare i movimenti degli olandesi, e quando il governatore seppe che ad Ambon erano presenti 5 galeoni olandesi, ordinò inspiegabilmente alle navi che lo avevano accompagnato di ritornare a Manila.44 Il governatore rimase a Ternate con tutte le truppe di fanteria, il patacco “San Buenaventura” e le due galere.

LA COSTRUZIONE DI UN FORTE SPAGNOLO A TOLOCO

Come unica attività di un certo peso venne occupato il posto di Toloco, nelle vicinanze di Malayo, e gli spagnoli vi costruirono un forte di “faxina”. 45 Secondo quanto riferito nella testimonianza di Azcueta sembra che un tentativo venne fatto occupando Toluco e costruendovi un forte: “auiendo acordado el Señor D. Juan de Silva …….. tomar y fortificar al puesto de Toloco serca de Malayo”), nel 1611, il governatore delle Filippine D. Juan de Silva, decise di occupare e fortificare il posto di Toloco vicino a Malayo (“serca de Malayo”), per questo ordinò che tre compagnie fossero ad occupare il luogo. A capo delle tre compagnie venne nominato Fernando Centeno Maldonado che con la sua compagnia e assieme a quelle comandate da Andres Hinete e Pedro Çapata iniziarono a fortificare il posto “acudio ala fortificacion del por cauo de tres compañias de infanteria españolas”.

Sembra però che gli spagnoli non abbiano portato a termine i lavori e l’occupazione del forte, ma questo tentativo comunque servì da campanello d’allarme per gli olandesi che pochi mesi dopo costruirono il forte di Toloco. Questa testimonianza fa traslare di un anno la costruzione, o l’occupazione, da parte degli olandesi del forte di Toloco, che generalmente è datata 1610. 46

Un altro interessante accenno alla costruzione di un forte spagnolo a Toloco viene fatta in un altro documento spagnolo, i “Meritos” di Fernando de Ayala, dove viene accennato che questo capitano e sergente maggiore in occasione della spedizione di Juan de Silva a Ternate costruì il forte di San Juan de Toloco: “con mucho trauaxo y rriesgo hiço el fuerte de San Juan de Toloco”. 47

Una più dettagliata testimonianza dell’effettiva costruzione di un forte, da parte degli spagnoli, a Toloco ci viene data nei “Meritos y servicios” di Fernando de Ayala, qui infatti viene chiaramente indicato che Fernando de Ayala su ordine del governatore Don Juan de Silva costruì il forte chiamato San Juan de Toloco nelle vicinanze di Malayo: “Por horden del diho Cap.n Gen.l (don Juan de Silva) paso de otra vanda de Malayo (que ?) llaman Toloco muy cerca dellas fuercas del enemigo que es a tiro de cañon y fabrico un fuerte de faxina con grandisimo travajo e riesgo para tener mas oprimido y sitiado al diho enemigo” “hizo un fuerte llamado de San Juan de Toloco çerca del de Malayo” “por mandado del diho Gouer.or. (don Juan de Silva) hizo un fuerte llamado San Joan de Toloco que está a tiro de cañon della fuerça de Malayo”.

Don Fernando Centeno Maldonado, nella sua testimonianza precisa che la spedizione guidata da Ayala era formata da 5 compagnie ed alla spedizione prese parte lui stesso. Da Toloco salpò poi la spedizione di de Silva diretta ad Halmahera e con la quale vennero catturati i forti di Jailolo e Sabugo. 48

Un’altra testimonianza nei “Meritos” di Pedro de Heredia, anche se non viene nominato espressamente Toloco è riferita molto probabilmente a questo episodio. Infatti qui viene citato un atto compiuto da Heredia durante la spedizione di Juan de Silva del 1611, su ordine di de Silva, egli sbarcò alla testa di 400 uomini a un quarto di lega dal forte olandese “tomo puerto e se fortifico alli”. 49 Probabilmente gli spagnoli abbandonarono il forte dopo poco la sua costruzione, quasi certamente già al momento della partenza di de Silva per Halmahera.

L’ATTACCO A JAILOLO E SABUGO

De Silva decise allora di far attaccare due obbiettivi secondari come i forti di Jailolo e Sabugo sulla costa occidentale di Halmahera. 50 I due villaggi vennero conquistati dalle truppe spagnole. Ma in queste battaglie gli spagnoli sembra che persero 300 uomini.51 Fu particolarmente pesante il tributo di morti che gli spagnoli pagarono nella conquista di Sabugo. Il villaggio di Jilolo sembra invece che sia caduto sotto controllo spagnolo quasi senza combattere dopo un accordo con la popolazione locale52, decisiva, in questa trattativa, sembra essere stata la presenza del principe di Ternate accompagnato da Esteban de Alcazar “y fue a Gilolo con el Principe de Terrenate al trato que con el se tuuo, y por su medio se entregô”. 53

Nelle spedizione che portò alla conquista di Sabugo presero parte assieme al maestro di campo Azcueta, 10 capitani con le loro compagnie, che per via terra attaccarono la piazzaforte. Tra questi c’era anche il capitano Pedro de Hermua che si distinse, dopo aver osservato le fortificazioni, alla testa di un plotone di 50 “picas” con le quali attaccò e attraversò il fiume che fungeva da fossato. Grazie anche a questa azione, i nemici furono poi costretti alla resa, tra i prigionieri vi erano anche alcuni soldati olandesi, Hermua nello scontro rimase ferito ad una coscia da un tiro di moschetto. Dopo questo episodio Hermua tornò a governare i forti spagnoli dell’isola di Tidore. 54

Nell’assalto a Sabugo si distinse anche un altro capitano, Juan de Espinosa y Sayas. A Sayas vennero affidate tutte le truppe dotate di moschetti e 25 picche formate da capitani e alfieri riformati con i quali era giunto anche il governatore Azcueta, che dette ordine a Sayas di riconoscere ed attaccare un “fuerte dificultoso” che avevano trovato durante la marcia verso Sabugo. Sayas riuscì bene nel suo compito, gli spagnoli grazie alla sua azione riuscirono ad attraversare un fiume che si frapponeva tra loro e Sabugo, e combattendo avanzarono fino al forte degli olandesi, conquistandolo assieme al villaggio di Sabugo. 55 Anche Juan de Azevedo, partecipò alla conquista di Sabugo come capitano al comando di 40 “picas”. 56

Dopo la conquista di Sabugo, Azcueta nominò, il 9 aprile 1611, Juan de Espinosa y Zayas “cauo superior” della “fuerza de Sabugo y su districto”, il suo compito era quello di fortificare il villaggio e instaurare buoni rapporti con la popolazione locale che volesse sottomettersi agli spagnoli. 57 A guarnigione di Sabugo e per procedere speditamente al miglioramento delle sue fortificazioni vennero lasciate sotto i comandi di Juan de Espinosa y Zayas tre compagnie di fanteria spagnola e due compagnie di fanteria pampangas. Gli spagnoli oltre a rinforzare le fortificazioni esistenti, costruirono a Sabugo un nuovo forte situato alla “boca del rio”. 58

I RISULTATI DELLA SPEDIZIONE DI DE SILVA

Furono questi gli unici due successi della spedizione di D. Juan de Silva che aveva suscitato grandi speranze tra gli spagnoli presenti a Ternate.59 La spedizione che si era prefissata l’eliminazione della presenza olandese nelle isole delle spezie, si concluse in un colossale fiasco che costò alle magre casse dello stato oltre 200.000 pesos.60

Dal punto di vista pratico comunque la conquista delle due piazzeforti fu di grande importanza, perché il possesso di Sabugo e Jilolo assicurava agli spagnoli un importante fonte di cibo per le guarnigioni e al tempo stesso privava gli olandesi di tale fonte di cibo.

Senza dubbio il mancato arrivo dei 7 galeoni promessi dal viceré fu la principale causa del fallimento a cui andò incontro la spedizione di de Silva. Molto probabilmente de Silva cominciò l’avventura sfiduciato per la defezione dei galeoni portoghesi. Un altro motivo fu il fatto che il governatore si fidò troppo delle promesse (“que nunca complio lo que prometio”61) del sultano di Ternate di portare con il suo arrivo dalla parte spagnola la grande maggioranza della popolazione locale, sembra infatti che il sultano abbia fatto il doppio gioco e invece di favorire un accordo abbia tergiversato. Un altra causa fu la scarsa propensione alla rapida azione mostrata da de Silva al momento cruciale dell’arrivo, quando ancora gli olandesi di Malayo non erano preparati per un assedio. Il tutto sembra essere stato aggravato dalle cattive condizioni di salute del governatore. 62 Tutte queste cause portarono al fallimento dell’intera spedizione.

La spedizione di Juan de Silva ebbe una durata di soli 4 mesi. Juan de Silva probabilmente era giunto a Ternate nel febbraio 1611 63 e ripartì nel maggio 1611. 64

LA FLOTTA OLANDESE DI PIETER BOTH

Poco mesi dopo la partenza del governatore per Manila, alla fine di settembre 1611, una flotta di navi olandesi65 arrivò nelle acque delle Molucche, essa era la flotta di Pieter Both. Queste imbarcazioni si diressero nell’isola di Halmahera dove tentarono di portare dalla loro parte gli abitanti di Jailolo (Tirolo) e Sabugo. La popolazione di Jailolo (Geillollo) rimase fedele agli spagnoli, ma quella di Sabugo si accordò con gli olandesi e si ribellò, ma nonostante ciò, gli spagnoli non abbandonarono il “posto e forte de Sabugo”.66 Sabugo, era importante perchè vi si produceva il sago, “que es el pan de aquella tierra”67, alimento molto importante per il sostentamento delle guarnigioni di Tidore e Ternate e della popolazione locale.

Gli olandesi di questa flotta con l’aiuto dei ternatesi, assediarono il forte spagnolo di Jailolo, che era comandato da Fernando Centeno Maldonado, ma il pronto intervento dei soccorsi spagnoli, una galera alcune “caracoas”, guidati da Fernando de Ayala con la sua compagnia e quella di Pedro Çapata (Zapata), riuscì, dopo un duro scontro contro delle “caracoas” nemiche, a sbaragliare gli olandesi e a portare i riforzi e le munizioni nel forte.

Le truppe spagnole si portarono poi al forte di Sabugo, che era comandato da don Juan de Espinosa y Sayas, e che era anch’esso sotto stretto assedio da parte di una flotta composta da due navi olandesi e molte “caracoas” ternatesi. Qui a causa dello stretto assedio gli spagnoli, con le loro imbarcazioni, non poterono portare aiuto alla guarnigione assediata, allora il comandante della spedizione Fernando de Ayala fece sbarcare a Jailolo le truppe e per via terra raggiunsero Sabugo dove riuscirono a portare il soccorso di uomini e munizioni, queste due azioni costrinsero gli olandesi a togliere l’assedio ai due forti. La popolazione di Sabugo in seguito si sottomise nuovamente agli spagnoli. 68

Nel settembre del 1611, gli olandesi catturarono l’unica galera che gli spagnoli avevano a Ternate, questa perdita fu un grave colpo per gli spagnoli. 69 Probabilmente la galera venne persa durante gli scontri avvenuti a Jilolo o a Sabugo nei mesi di settembre o ottobre del 1611, infatti anche Geronimo de Silva indica che nell’aprile 1612 erano più di 6 mesi che gli olandesi avevano catturato la galera spagnola. 70

UNA FATTORIA PER IL COMMERCIO DELLE SPEZIE

Pedro de Baeza, nel novembre 1611, venne nominato dal re, fattore di Ternate egli aveva il compito di sviluppare la produzione dei chiodi di garofano e di amministrare le proprietà reali di Ternate. Secondo il Re, il fine principale di questa fattoria era quello di rendere indipendenti dal punto di vista finanziario le Filippine e le Molucche, evitando con questo rimesse di denaro dalla Nuova Spagna per rimettere in sesto i bilanci delle isole.71

LA RIVALITÀ TRA SPAGNA E PORTOGALLO

Negli anni 1610-1611 vi furono in Spagna diverse discussioni su chi tra le due corone di Portogallo e Spagna dovesse avere diritti sulle isole Molucche. I portoghesi chiedevano la restituzione delle isole in virtù del passato dominio che vi avevano esercitato, mentre gli spagnoli sostenevano che era meglio lasciarle sotto controllo spagnolo perché era più semplice inviare truppe e rifornimenti dalle Filippine che da Malacca e Goa. Le isole rimasero comunque sotto controllo spagnolo. Per quello che riguardava invece il commercio dei chiodi di garofano, il Consiglio delle Indie, espresse il parere che dovesse essere gestito dai portoghesi, perché era più conveniente economicamente vendere i chiodi di garofano nelle Indie del Portogallo, a condurre però la contrattazione dei chiodi dovevano essere ufficiali reali spagnoli. 72

Note su Cristóbal de Azcueta Menchaca:

Azcueta servì nelle isole Filippine e nelle Molucche per 36 anni, dal 1575 fino al 1612 anno della sua morte avvenuta durante un naufragio tra Manila e Macao, quando era in viaggio per l’India dove doveva trattare con il vicerè la preparazione di una spedizione congiunta contro gli olandesi.

Durante i suoi servigi nelle Filippine venne nominato alfiere, alcaide, capitano di galera, capitano di navi, ammiraglio di armata, capitano di fanteria, regidor della città di Manila, sergente maggiore, partecipò poi alla grande spedizione del 1606 che portò alla conquista di Ternate con il grado di sergente maggiore e ammiraglio dell’armata delle Molucche.

Egli era pratico delle cose di Ternate per esserci già stato per due volte prima di questa spedizione. Durante l’attacco alla fortezza fu tra i primi che sbarcarono, fu suo il merito anche dei rapidi movimenti a terra delle truppe spagnole, che in meno di un ora dallo sbarco si portarono in vista delle muraglie nemiche. Aiutò le truppe di avanguardia a prendere possesso di un eminenza che si trovava di fronte al baluardo di Cachiltulo, e fu tra coloro che attaccarono e conquistarono lo stesso baluardo. Nel 1610 venne nominato governatore di Ternate dove rimase fino al 1612. 73

Nella relazione dei meriti di Diego de Azcueta y Menchaca, figlio di Cristóbal de Azcueta Menchaca, viene indicato che il padre fu nominato generale delle galee di Ternate e per una seconda volta maestro di campo della “gente de guerra della”. 74

Scritto da Marco Ramerini.

Questo studio è formato da 11 capitoli:

1: I primi contatti degli spagnoli con le Molucche

2: La conquista di Ternate

3: Il governo di Juan de Esquivel, Maggio 1606-Marzo 1609

4: Il governo di Lucas de Vergara Gabiria (che fa le funzioni), Marzo 1609-Febbraio 1610

5: Il governo di Cristóbal de Azcueta Menchaca (che fa le funzioni), Febbraio 1610-Marzo 1612

6: Il governo di D. Jerónimo de Silva, Marzo 1612-Aprile 1617

7: Il governo di Lucas de Vergara (Bergara) Gabiria (secondo termine), Aprile 1617-Febbraio 1620

8: Il governo di D. Luis de Bracamonte (che fa le funzioni), Febbraio 1620-1623

9: Il governo di Pedro de Heredia, 1623-1636

10: Il governo di D. Pedro Muñoz de Carmona y Mendiola (che fa le funzioni), marzo (?) 1636-gennaio 1640

11: Gli ultimi governatori spagnoli delle Molucche

12: Bibliografia

NOTE:

1 (AGI “Meritos: Diego de Azcueta y Menchaca, 1632” Indiferente, 111, N.134)

2 Vedi: (“Informaciones: Jerónimo Enriquez Sotelo. Informaciones de oficio y parte: Jerónimo Enriquez Sotelo, general. Información con parecer. [f] 1640” Filipinas,61,N.20 blocco 1 fogli 97-98)

3 (AGI: “Méritos y servicios Fernando de Ayala Filipinas, 23-07-1622” Patronato 53 R.25)

4 (Doc. Mal. III p. 180 Doc. n°48A, nota 2) (Perez “Malucas y Celebes” pp. 689-690) (AGI “Meritos: Diego de Azcueta y Menchaca, 1632” Indiferente, 111, N.134) (AGI: “Parecer de la Audiencia sobre Pedro de Heredia, 20-07-1612” Filipinas,20,R.6,N.50) (AGI: “Meritos Pedro de Heredia, 22-09-1628” Indiferente,111,N.78)

5 (Doc. Mal. III p. 175 Doc. n°48, nota 3)

6 (AGI: “Meritos, Fernando de Ayala, 27-07-1643 Indiferente,112,N.47) (AGI: “Méritos y servicios Fernando de Ayala Filipinas, 23-07-1622” Patronato 53 R.25) (AGI: “Confirmación de encomienda de Bongol, etc. Juan de Espinosa y Zayas. 10-10-1618” Filipinas,47,N.11)

7 (AGI: “Confirmación de encomienda de Marinduque, etc. Juan de la Umbria. 02-10-1623” Filipinas,47,N.60) (AGI: “Confirmación de encomienda de Bondoc. Juan de la Umbria. 02-10-1630” Filipinas,48,N.41)

8 (AGI: “Confirmación de encomienda de Laglag, etc Pedro de Hermua, 13-07-1619” Filipinas,47,N.28)

9 (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38). (AGI: “Meritos Pedro de Heredia, 22-09-1628” Indiferente,111,N.78)

10 Vedi “Extract from the Relation of events in the Filipinas during the years 1609 and 1610, by father Gregorio Lopez, 1 luglio 1610” In Blair vol. 17 p. 140) (Secondo Fr. Gregorio de S. Esteban la cifra del riscatto era di solo 5.000 pesos. (Perez “Malucas y Celebes” p. 690 nota 1))

11 (de Booy “De derde reis van de VOC naar Oost-Indië onder het beleid van admiraal Paulus van Caerden uitgezeild in 1606” vol. II p. 239 “Copie van het scrijven van Paulus van Caerden aan de bewindhebbers dd. 17 juni 1610”)

12 (Più probabile il 13 ? Vedi van Veen-Klijn “A guide to the sources…” p. 117)

13 Secondo Fr. Gregorio de S. Esteban egli era il capitano “de las fuerzas” di Tidore. (Perez “Malucas y Celebes” p. 690 nota 1)

14 Il patacco di Caerden si chiamava “Buena Esperanza” cioè “Goede Hoop”. (Perez “Malucas y Celebes” p. 690 nota 1) (AGI “Trasunto de la relación de los papeles que se hallaron en el navio que se tomó al el enemigo…” In: “Cartas del Virrey Luis de Velasco (el hijo) 1607-1611” Mexico 28, N2

15 (AGI: “Confirmación de encomienda de Laglag, etc Pedro de Hermua, 13-07-1619” Filipinas,47,N.28) (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38)

16 (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38) (Vedi: “Lettera di Don Juan de Silva a Felipe III, 9 settembre 1610” in Blair vol. 17 p. 145-149) (Perez “Malucas y Celebes” p. 690 nota 1)

17 (AGI: “Meritos, Juan de Acevedo 1625” Indiferente,111,N.56)

18 (Doc. Mal. III pp. 212-213 Doc. n°59)

19 (Montero y Vidal p. 155)

20 (“Generale Missiven” vol. I pp. 8-15)

21 (Vedi van Veen “A guide to the sources…” p. 117)

22 “Confirmación de encomienda de Albay, etc. Expediente de confirmación de las encomiendas de Albay y Canaman en Camarines y Catanduanes, a Gregorio de Vidaña. Resuelto, [f] 1620-10-21” FILIPINAS,47,N.38 blocco 2 foglio 26

23 (Vedi: “Entrada de la seraphica religion de nuestro P. S. Francisco en las Islas Filipinas” pp. 45-46, manoscritto del 1649, pubblicato in: Rentana, W. E. “Archivo del bibliófilo filipino” Tomo 1) (“Early Franciscan Missions” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 p. 306) (Pérez p. 684 nota 1 e pp. 691-692)

24 (“Early Franciscan missions” In: Blair, E. H. e Robertson, J. A. “The Philippine Islands, 1493-1898” vol. 35 pp. 291-292 note 75 e 76) (Perez “Malucas y Celebes” pp. 692-694 e pp. 204-209) (Trinidade “Conquista espiritual do Oriente” vol. III pp. 484-486)

25 (Doc. Mal. III p.216 Doc. n°59) e (Doc. Mal. III p. 27*)

26 (Doc. Mal. III p. 192 Doc. 53) e (Doc. Mal. III p. 24*)

27 (Doc. Mal. III p. 217-218 Doc. n°59)

28 (Doc. Mal. III p. 224 Doc. n°59)

29 (Doc. Mal. III p. 219 Doc. n°59) Questa confraternita era già presente a Ternate all’epoca dei portoghesi (Doc. Mal. I p. 382 Doc. 116 nota 3)

30 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 569-571 nota n°1)

31 (Viaggio dell’ammiraglio Pieter W. Verhoeven, scritto nel 1610 p. 112)

32 (Gregorio de S. Esteban “Historia de las Malucas” p. 50 brano riportato in: Perez “Malucas y Celebes” p. 214)

33 (AGI: “Meritos, Juan de Acevedo, 1625” Indiferente,111,N.56)

34 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 301 nota n°1) (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38)

35 Per tutto lo svolgimento delle trattative con Vasconcellos vedi le testimonianze riportate in: (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 297-309 nota n°1) (Pastells “Historia general de Filipinas” tomo VI (1608-1618) pp. clviii-clxiii AGI 67-6-29) (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38)

36 (AGI: “Carta de Juan de Silva sobre los holandeses y el Maluco. Cavite, 05-09-1610” Filipinas,20,R.4,N.38)

37 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 299 nota n°1)

Erano invece 6 navi, 3 triremi, “celoces fere decem” e molti sampam su tali navi erano imbarcati circa 2.000 soldati spagnoli e filippini, secondo (Doc. Mal. III p. 194 Doc. n°54).

Secondo il padre Francisco Colin la spedizione comprendeva 6 navi, 2 galere, 8 fregate e molte altre piccole imbarcazioni a bordo delle quali erano oltre 2000 spagnoli e indios, con essi era oltre ad altri religiosi anche il gesuita padre Angelo Harmano (Armano), nativo di Lucca in Toscana. (Colin “Labor Evangelica” vol III pp. 262-263, 277-278)

38 (AGI: “Parecer de la Audiencia sobre Pedro de Heredia, 20-07-1612” Filipinas,20,R.6,N.50)

39 I favorevoli alla spedizione furono solo tre o quattro “corregidores” tutti gli altri consigliarono al governatore, vista la fiacchezza dell’armata, di non esporsi direttamente, ma di inviare ad Azcueta soldati e munizioni in gran numero di modo che in caso di fallimento gli spagnoli non perdessero la reputazione presso gli indigeni. (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 263 nota n°1)

40 Questo anche secondo il parere di Cristobal de Sequeira: “…entiende este testigo por cierto que si no fuera por la promessa que el rrey de Terrenate hizo a Su Señoria no fuera a el Maluco…” (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 301 nota n°1) Anche Juan Ronquillo da lo stesso parere (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 302 nota n°1)

41 (Doc. Mal. III p. 197 Doc. n°55)

42 (AGI: “Parecer de la Audiencia sobre Esteban de Alcazar, 07-08-1615” Filipinas,20,R.9,N.57).

43 I soldati inviati da Makian erano capitanati dallo stesso comandante della fortezza “Jacome” di Makian il capitano “Escoto”.

44 Addirittura nella sua dichiarazione, l’ammiraglio Rodrigo de Guillestigui, rincara la dose dicendo che la partenza delle navi fu così precipitosa che non finirono neanche di scaricare la merce e il cibo che portavano per le guarnigioni delle Molucche. (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 263 nota n°1; AGI Filipinas: 67-6-20)

45 (AGI: “Informaciones Fernando Centeno Maldonado, 1615” Filipinas,60,N.18, foglio C36 (anche foglio A 32)(AGI: “Meritos, Fernando de Ayala, 27-07-1643 Indiferente,112,N.47) (AGI: “Méritos y servicios Fernando de Ayala Filipinas, 23-07-1622” Patronato 53 R.25) (AGI: “Meritos Pedro de Heredia, 22-09-1628” Indiferente,111,N.78)

46 (AGI: “Informaciones Fernando Centeno Maldonado, 1615” Filipinas,60,N.18, foglio C36 (anche foglio A 32)

47 (AGI: “Meritos, Fernando de Ayala, 27-07-1643 Indiferente,112,N.47)

48 (AGI: “Méritos y servicios Fernando de Ayala Filipinas, 23-07-1622” Patronato 53 R.25)

49 (AGI: “Meritos Pedro de Heredia, 22-09-1628” Indiferente,111,N.78)

50 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 263 nota n°1)

51 (Montero y Vidal p. 159)

52 (AGI: “Parecer de la Audiencia sobre Esteban de Alcazar, 07-08-1615” Filipinas,20,R.9,N.57)

53 (AGI: “Meritos Esteban de Alcázar, 1623-07-19” Indiferente,161,N.81)

54 (AGI: “Confirmación de encomienda de Laglag, etc Pedro de Hermua, 13-07-1619” Filipinas,47,N.28)

55 (AGI: “Confirmación de encomienda de Bongol, etc. Juan de Espinosa y Zayas. 10-10-1618” Filipinas,47,N.11)

56 (AGI: “Meritos, Juan de Acevedo, 1625” Indiferente,111,N.56)

57 (“Carta di Azcueta, Sabugo, 9 aprile 1611” in AGI: “Confirmación de encomienda de Bongol, etc. Juan de Espinosa y Zayas. 10-10-1618” Filipinas,47,N.11)

58 (“Carta di Fernando de Ayala, Terrenate, 1 maggio 1613” in AGI: “Confirmación de encomienda de Bongol, etc. Juan de Espinosa y Zayas. 10-10-1618” Filipinas,47,N.11)

59 (Doc. Mal. III p. 197-198 Doc. n°55)

60 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 262-263 nota n°1)

61 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 299-300 nota n°1 “Traslado de una informacion hecha por orden del Gobernador de Filipinas Don Juan de Silva…, 26-07-1611” AGI 67-6-29)

62 (“Informaciones Juan de Silva, 1613” AGI:Filipinas,60,N.16”)

63 (C’è un ordine firmato da lui datato Terrenate, 17 febbraio 1611“Confirmación de encomienda de Masbate. Expediente de confirmación de la encomienda de la isla de Masbate en Ibalon (Albay) a Fernando [Hernando] Suárez. Resuelto, [f] 1623-11-22” FILIPINAS,47,N.65 blocco 2 foglio 11)

64 (“Informaciones Juan de Silva, 1613” AGI:Filipinas,60,N.16”)

65 (5 navi secondo G. de Silva (“Lettera di D. Gerónimo de Silva al re Felipe III, Ternate, 13 aprile 1612” In: Correspondencia p. 7))

66 (Doc. Mal. III p. 213 Doc. n°59)

67 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 264 nota n°1; AGI Filipinas: 67-6-37)

68 (AGI: “Méritos y servicios Fernando de Ayala Filipinas, 23-07-1622” Patronato 53 R.25) (“Carta di Fernando de Ayala, Terrenate, 1 maggio 1613” in AGI: “Confirmación de encomienda de Bongol, etc. Juan de Espinosa y Zayas. 10-10-1618” Filipinas,47,N.11)

69 (“Lettera di D. Gerónimo de Silva a Don Juan de Silva, Ternate, 2 maggio 1612” In: Correspondencia pp. 17-18) (Pastells “Historia general de Filipinas” tomo VI (1608-1618) p. clxix “Lettera di Geronimo de Silva a Don Juan Ruiz Contreras, Terrenate 8-04-1612” AGI 1-2-1/14, r. 31)

70 (AGI: “Carta de Jerónimo de Silva a Juan Ruiz de Contreras. Terrenate, 8-04-1612” Patronato,47,R.35)

71 (AGI “Real Provisión a Pedro de Baeza, dándole título de factor de Terrenate, 12-11-1611” INDIFERENTE,449,L.A2,F.204v-206) (AGI “Orden de dar instrucciones al factor de Terrenate. Real Cédula a Juan de Silva, gobernador de Filipinas, avisándole de que se ha nombrado a Pedro de Baeza como factor de la real Hacienda de Terrenate y encargándole que le dé las instrucciones convenientes para el ejercicio de su cargo, 05-11-1611” Filipinas, S,329,L.2,F.128r-128v) (Lettera del Re Felipe III a de Silva, 12 novembre 1611; in Blair vol. 17 p. 176) (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III p. 309 nota n°1)

72 (Pastells “Historia general de Filipinas” tomo VI (1608-1618) pp. Cxvi-cxxxii)

73 (Colin-Pastells “Labor Evangelica” vol. III pp. 319-320 nota n°1) (AGI “Meritos: Diego de Azcueta y Menchaca, 1632” Indiferente, 111, N.134) (Pastells “Historia general de Filipinas” tomo VI (1608-1618) pp. clxxv-clxxvii)

74 (AGI “Meritos: Diego de Azcueta y Menchaca, 1632” Indiferente, 111, N.134)

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